Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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"La minoranza ha fatto ben più del suo dovere"

mozione di sfiducia, da sinistra Petroni, Palmieri e Latrofa


Le dichiarazioni di Caravella e Rodi

Durante la conferenza stampa dello scorso mercoledì 16 marzo, nel commentare la sottoscrizione della mozione di sfiducia, che ha gettato nell'incertezza circa il suo futuro politico l'intera cittadinanza, il Consigliere Antonello Caravella dei Cinque Stelle, "mente" ed autore della mozione di sfiducia nei confronti di Vito Cessa, accusa il Sindaco, tra le tante cose, di non aver tenuto mai minimamente in considerazione le proposte avanzate dal Movimento per cercare di aiutare il paese: «Noi siamo stati un opposizione propositiva ed abbiamo avanzato molte proposte che avrebbero potuto essere seguite, ma queste non sono state nemmeno prese in considerazione e mi riferisco specialmente al bando negoziale che si sarebbe potuto indire per quanto riguarda i rifiuti e a un eventuale baratto amministrativo. La minoranza alla fine ha fatto forse ben più del proprio dovere sia dal punto d vista di controllo e garanzia istituzionale sia dal punto di vista anche propositivo. Quello che rimane è solo, a questo punto, questa superbia e questo atteggiamento un po' prevaricatorio da parte di alcune forze politiche e in particolar modo da parte dl Pd, che sembrerebbe quasi essere il jolly, l'asso piglia tutto di quest'assise».

Interviene anche il Consigliere Vito Rodi che fa delle precisazioni e rincara la dose, parlando del programma di Vito Cessa, a suo dire poco efficace: «Vorrei precisare innanzitutto che siamo una minoranza ma siamo una minoranza uscita dalle urne e credo sia necessario evidenziarlo. Con questo atto abbiamo voluto lanciare "un sasso nello stagno" perché la situazione di immobilismo va avanti da troppo tempo per cui o l'Amministrazione "si dà una mossa" o va a casa. Visti i problemi del paese, ci aspettavamo un programma molto più stringente e accelerato che potesse far fronte alle esigenze di questo paese. Dal momento che si stava muovendo poco o niente, abbiamo cercato, come ho detto, di lanciare un sasso nello stagno nella speranza che si chiarisca se c'è la maggioranza; e se non c'è, che vada a casa!».

Ora occorre aspettare che la Presidente Nica Ferri convochi l'ormai attesissimo Consiglio comunale, e già si preannuncia una nuova polemica e un nuovo quesito collaterale alla situazione, che non sfuggirà di solito agli ormai molti oppositori dell'Amministrazione: il Consiglio verrà convocato subito o si utilizzeranno tutti i trenta giorni per cercare di accordarsi in qualche modo, tentando l'impossibile? Come al solito, non possiamo far altro che aspettare.

VALERIA MARANGI

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