Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Relazione dei Revisori: la replica dell’arch. Sorricaro

La Responsabile Francesca Sorricaro Casamassima


La ricostruzione degli ultimi mesi al Comune di Casamassima
I quesiti della Corte dei Conti. I finanziamenti ottenuti

Raccogliendo l'invito dell'Avv. Fernando Amoroso, legale a tutela degli interessi dell'Architetto Sorricaro, riportiamo le integrazioni richiesteci, pubblicando volentieri e integralmente la nota giunta in redazione.

Ad ogni modo, teniamo a precisare che l'articolo in questione non aveva nessuna intenzione di "sbattere il mostro in prima pagina". Nel pieno esercizio del diritto di cronaca, abbiamo ritenuto di pubblico interesse informare i cittadini su una vicenda che a tutt'oggi - se è addirittura necessario che l'architetto Sorricaro debba "censurare" lo stesso lavoro dei Revisori - appare per nulla chiara.

 

Le precisazioni dell'Avv. Amoroso

OGGETTO: Comunicazione di grave irregolarità del 08.01.2016. Riscontro e contestazione.

In nome e per conto dell’Arch. Francesca Sorricaro, che ha conferito espresso incarico a questo studio legale, con la presente significo alle SS.LL, ognuno per quanto di rispettiva competenza, quanto segue.

La mia assistita ha preso servizio al Comune di Casamassima il 28.01.15. Con nota del 11.11.15 prot. 21992, a firma del Responsabile del Servizio Gestione Economico – Finanziaria, si chiedevano all’Arch. Sorricaro chiarimenti rispetto al quesito n.6 posto dalla Corte dei Conti relativamente al rendiconto 2013, allegando alla nota ben 48 pagine relative all’elenco dei residui passivi – esercizio 2013 attribuiti al Servizio di Gestione del Territorio Infrastrutture e Opere Pubbliche.

La richiesta veniva reiterata con nota del 24.11.2015 prot. n. 23060, a firma del Presidente dell’Organo di revisione, a seguito della quale la mia assistita chiedeva al Servizio di ragioneria, nella persona della Dott.ssa Angela Spinelli, di recuperare la movimentazione dei residui relativi al bilancio 2013, oggetto della richiesta a chiarimenti di cui alle predette note.

Alla richiesta veniva dato riscontro mediante consegna all’Arch. Sorricaro di un elenco di ben 228 voci di residui, sui quali la mia assistita avrebbe dovuto illustrare, singolarmente presi, le motivazioni per le quali erano stati conservati in sede di accertamento 2013, l’esercizio in cui è stato effettuato l’impegno di spesa ed il relativo titolo giuridico, lo stato del procedimento, le ragioni per le quali le opere non vengono affidate o per le quali manca la movimentazione, le modalità di finanziamento, l’importo di eventuali interessi pagati durante la citata mancata movimentazione, ecc...

Si comprende bene che non essendo la mia assistita in servizio all’epoca dei fatti e risalendo questi ultimi a ben due anni precedenti l’ingresso dell’Arch. nell’Ente, anche in considerazione della mole di voci di residui, si prospettava per l’Arch. Sorricaro un lavoro immane da svolgere in termini estremamente ristretti.

Tanto veniva fatto presente al Collegio dei Revisori in occasione della convocazione del 18.12.15, quando la mia assistita si era peraltro impegnata a reperire la documentazione necessaria, sebbene l’operazione – si ripete – non fosse semplice e di immediata risposta. In tale sede, peraltro, l’Arch. Sorricaro faceva presente ai Revisori che in occasione del riaccertamento straordinario dell’aprile 2015, con propria determina reg. gen. n. 501/15, aveva provveduto ad eliminare molti di quei residui e che detta determina era a loro disposizione nell’eventualità in cui ne avessero avuto bisogno.

È futile rilevare che da lì alla settimana seguente, e precisamente la vigilia di Natale, è stato l’ultimo giorno lavorativo per l’Arch. Sorricaro ed il successivo 31/12 si è concluso il rapporto della stessa con il Comune di Casamassima.

Ed è appena il caso di evidenziare che proprio in vista della conclusione del rapporto, nei mesi di novembre e dicembre 2015 la mia assistita ha dovuto far fronte a numerosi impegni lavorativi legati alla rendicontazione di ben sei finanziamenti comunitari per complessivi € 2.310.000 (i cui pagamenti dovevano essere eseguiti entro il 30/11, pena la restituzione degli stessi) e all’approvazione di progetti, con la conseguente indizione e procedura di gara, di altri sei finanziamenti comunitari per circa € 2.520.000, per i quali l’aggiudicazione provvisoria doveva avvenire entro il 31/12, pena la revoca dei finanziamenti. Attività peraltro tutte svolte e portate a compimento, come evidenziato nella Relazione/verbale del passaggio di consegne del 15.01.2015 prot. 853.

Il tutto “condito” dalla normale attività amministrativa legata non solo ai lavori pubblici, ma anche all’urbanista ed edilizia.

L’impegno lavorativo della mia assistita era tale che le sono state negate parte delle ferie maturate durante il rapporto, tant’è che con nota prot. n. 24780 del 21.12.15, a firma del Segretario Comunale, venivano concessi all’Architetto solo cinque giorni di ferie sui tredici spettanti a lei e tanto a voler tacere sugli straordinari espletati che andavano ben oltre l’orario convenzionalmente stabilito e financo il sabato.

Alla luce delle considerazioni che precedono, documentate e documentabili, le accuse mosse dai Revisori nella nota che con la presente si riscontra si palesano oltremodo infondate, ingiuriose, pregiudizievoli l’onorabilità della mia assistita e per la qual cosa si fa sin da ora espressa riserva di tutti i danni subiti e subendi, oltre che di denuncia dei fatti alle competenti Autorità.

Valgono a tal fine le seguenti considerazioni:

1) nella contestazione di gravi irregolarità viene riportato uno stralcio del verbale del 18.12.15 ove viene evidenziata solo e soltanto la reiterata richiesta di chiarimenti alla mia assistita e non anche le risposte e le precisazioni dalla stessa fornite e sopra evidenziate;

2) viene stigmatizzata come “grave inadempienza” della mia assistita l’impossibilità fattuale e giuridica per la stessa di fornire un riscontro tempestivo alle richieste dei Revisori;

3) viene denigrata l’attività della mia assistita nella parte in cui viene qualificata la collaborazione lavorativa svolta dall’Arch. Sorricaro come “o meglio non svolta” con accuse pertanto gratuite ed infamanti;

4) si suggerisce all’Amm.ne Comunale (cui la nota non è peraltro indirizzata, avendo i Revisori comunicato le asserite gravi irregolarità solo al Consiglio Comunale e alla Procura Generale della Corte dei Conti) di sospendere in via cautelativa la corresponsione di qualsivoglia emolumento economico all’Arch. Sorricaro;

5) nel verbale n. 1 dell’8.01.16 vengono prese in esame e censurate sotto diversi profili svariate determine del Servizio per il quale la mia assistita risultava Responsabile, adottate in realtà per la maggior parte dal suo vicario nel periodo in cui l’Arch. Sorricaro era in ferie.
Peraltro, al punto 5 di detto verbale è dato leggere che l’esame delle determinazioni viene effettuato “a campione”, omettendosi però di indicare le procedure di campionatura e con la singolare coincidenza che, escluse le prime tre, tutte le ulteriori determine esaminate risultano essere proprio quelle del Servizio per il quale la mia assistita era Responsabile.
Ed ancora ed in limine, si rileva che le anomalie rilevate dai Revisori nelle predette determine non risultano corrette nella parte, ad es., relativa agli affidamenti, che ai sensi dell'art. 125, comma 8, del D. L.vo n. 163/06 “... Per lavori di importo inferiore a quarantamila euro è consentito l'affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento”, e pertanto non esiste un elenco delle ditte invitate, la cui mancanza è stata invece contestata dai Revisori;

6) viene imputato alla mia assistita un “potenziale danno erariale” in assenza di qualsivoglia principio di contestazione da parte della competente Autorità e per il quale danno erariale, ove mai sussistente, non potrà mai essere attribuita la paternità all’Arch. Sorricaro, per la semplice considerazione che i fatti dai quali detto danno trarrebbe origine risultano anteriori di ben due anni rispetto al rapporto lavorativo instaurato con la mia assistita;

7) la contestazione delle asserite gravi irregolarità è stata oggetto di pubblicazione sulla rivista periodica “La Voce del Paese”, con tanto di foto della mia assistita sia sulla testata sia all’interno del giornale, con il titolo “Gravi responsabilità. L’accusa dei Revisori, i quesiti e le gare agli amici”, con evidente accostamento dell’Architetto ad una sorta di malaffare nella gestione della cosa pubblica paventandosi, “segreti”, “clientelismo” e quant’altro sufficiente per sbattere “il mostro in prima pagina”.

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