Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Scandalo in discarica. La Regione ignora il pericolo per i cittadini

Rifiuti sotterrati in c.da Martucci scoperti dai NOE


Nel 2012 la nostra inchiesta.
I sospetti: falde e terreni inquinati. Salute pubblica in pericolo


Dopo ben 4 interrogazioni parlamentari dei deputati L’Abbate e Scagliusi (M5S), precedute da inchieste giornalistiche tra le quali anche la nostra (novembre 2012 – Inchiesta Mafia e Rifiuti) - la questione della megadiscarica Martucci dove finiscono i rifiuti del nostro bacino ex AtoBa 5 (tra cui quelli di Polignano) è approdata finalmente nel consiglio regionale della Puglia.

Ricordiamo che questa vicenda dovrebbe essere di interesse pubblico, più di qualsiasi sciocchezza che da tempo cattura l’attenzione, poiché la discarica, gestita in modo illecito e mafioso (a proposito, qualche giorno fa hanno riaperto le ‘fogne’…), ha raccolto rifiuti di ogni genere. Inoltre, come abbiamo denunciato anni fa, il percolato avrebbe raggiunto le falde acquifere e i terreni circostanti o soprastanti dove si coltivava frutta e verdura anche per conto della Fi.Lom (Fondiaria Immobiliare Lombardi), articolazione societaria della stessa Lombardi Ecologia srl che gestisce i rifiuti. Frutta e verdura innaffiata con il percolato: un atto davvero criminoso e un attentato alla salute pubblica, non diverso da quanto accaduto nella terra dei fuochi.

Ma torniamo alla Regione Puglia. Durante la seduta del Consiglio regionale di martedì scorso, 12 gennaio infatti, l’assessore Santorsola ha risposto ai quesiti posti dai consiglieri Antonella Laricchia e Antonio Trevisi sulle analisi delle acque dei pozzi nelle campagne della cosiddetta “Conca d’Oro”, sul rischio incendio e sui pericoli in generale per la mancata messa in sicurezza del sito nonché sulle operazioni di controllo e prevenzione della megadiscarica di Conversano (Bari) posta oggi sotto sequestro per numerose ipotesi di reato tra cui il disastro ambientale.

Dopo aver ripercorso la lunga storia del sito da più di trent’anni adibito a discarica, l’assessore regionale all’ambiente Domenico Santorsola ha ribadito che “corre l’obbligo di evidenziare quanto l’impianto complesso e tecnologicamente avanzato di trattamento dei rifiuti urbani sito in Conversano, nel rispetto di quanto la magistratura disporrà, sia importante al fine di garantire l’autosufficienza impiantistica a livello di Ambito Territoriale Ottimale e di rispettare il principio di prossimità”.

L’assessore ha poi ripercorso il lungo, laborioso e non ancora ultimato (ancora non è possibile visionare i risultati delle analisi delle acque dei pozzi artesiani) lavoro portato avanti dal Comitato Tecnico nato dall’ordine del giorno approvato nel novembre 2013, durante la discussione del PRGRU (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani), e finanziato con ben 500.000 euro.

“Se da un lato risulta incredibile come, dopo più di due anni, il Comitato Tecnico non sia riuscito a portare a termine la benché minima analisi nell’interesse delle intere comunità coinvolte, dando ragione alle nostre perplessità sorte sin dalla sua creazione – commentano i parlamentari polignanesi Giuseppe L’Abbate ed Emanuele Scagliusi e la consigliera regionale Antonella Laricchia (M5S) – dall’altro desta preoccupazione che non sembra esserci nessuno in grado di controllare e garantire che tutto il sito di contrada Martucci venga posto in sicurezza. Il pericolo di incendio o di altri danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini del sudest barese è così evidente che non ci capacitiamo come la Regione Puglia possa lavarsene le mani a norma di legge. Non ci fermeremo e continueremo a fare pressioni su tutti gli organi preposti – concludono L’Abbate, Scagliusi e Laricchia (M5S).

NICOLA TEOFILO

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