Domenica 16 Dicembre 2018
   
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«Caro Vito, non hai il mio consenso!»

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Alessio Nitti replica alla "difesa" del Sindaco dopo le critiche ai suoi primi 100 giorni. Sancita la spaccatura tra Amministrazione e LiberaCasamassima

Alessio Nitti, segretario di LiberaCasamassima, non ci sta. Dopo aver letto l'intervista apparsa qualche settimana fa sulle pagine del nostro giornale, nella quale Vito Cessa si difendeva dalle accuse mosse dai vari politici chiamati a fare un bilancio dei primi 100 giorni di governo, decide di rispondere con una lunga e infuocata riflessione. Si sfoga infatti il segretario: «Leggo l’intervista al sindaco sulle critiche ai primi cento giorni e non individuo un solo rigo di commento alle perplessità di Rodi, Carelli, Petroni, Caravella, tutte sostanzialmente concordi nel ritenere inconcludente questa prima centina. Nessuno di loro, ovviamente, l’ha votato e con nessuno di loro ha sottoscritto documenti di coalizione. Eppure non un commento. Tutti amici. Arrivo in fondo e nientemeno un intero paragrafo a ricordare a me - solo oggi ma non a maggio quando “votum non olet” e quando la mia personale firma ha suggellato il patto di coalizione (che bella coerenza!) - e ai coraggiosi lettori/elettori che l’avvocato Nitti Alessio è un rudere della vecchia politica, che non ha un ruolo amministrativo e che deve farsi da parte per non infastidire la buona e moderna politica. Consigli a gogo’ in casa altrui senza il senso della buona educazione».

Con molta amara ironia, Alessio Nitti si rivolge al Sindaco Cessa (chiamandolo sarcasticamente "amico" come Cessa aveva fatto nell'intervista rilasciataci): «All’amico Vito, dopo pochi mesi già così nervoso, vorrei far presente che in democrazia è così che funziona: chi si espone ci deve stare alla critica e deve anche provare a tenersela con saggezza, senza demolire oltre quindici anni di stimata storia politica locale. Ma non la mia, caro sindaco, di cui rispondo al mio elettorato fedelissimo dopo oltre una consiliatura e mezza di governo e tre anni di opposizione dura e vera (mai votato per un Presidente del Consiglio della maggioranza io). LiberaCasamassima, con la mia segreteria, è la terza lista più suffragata delle recenti amministrative anche a voler escludere i voti dell’amica Nica. E qualcosa significherà pure. La storia è quella del Partito Democratico. Perché in trenta righe scarse hai azzerato le radici del Partito Democratico e della Sinistra casamassimese nelle cui fila mi onoro di militare dall’inizio (e questa è coerenza) della mia esperienza politica onesta e impegnata, quando ho vinto e ancora di più quando ho perso, e non si andava per la vittoria al mio giro, si andava per spirito di servizio verso il partito. Un’esperienza alla “vecchia maniera”, e che significa? Un senso negativo contrapposto al senso positivo che esprimerebbe l'odierna politica. Vecchie e brutte marionette quelle di allora e bei personaggi gli attuali. Traffichini quelli, votati al senso della cosa pubblica questi; una posizione in linea perfetta con la pancia del qualunquismo che vede tutto brutto e tutto bello e fortemente offensiva verso gli uomini e le donne che, dal Partito Comunista alla Margherita fino al Partito Democratico, hanno combattuto per l’affermazione di valori e progetti di buon governo».

Quanto alle accuse che gli sono state mosse dal primo cittadino, Alessio Nitti risponde punto per punto (soffermandosi in particolare alla sferzata che lo accusava di gestire la cosa pubblica ancora "alla vecchia maniera"):«Io la consigliatura e mezza l'ho fatta con Chelluccia Acito, con l'altro Vito, il sindaco De Tommaso, con Antonio Manzari e Arianna Zizzo, Rella mi ha persino preceduto, con Giuseppe Cristantielli e col segretario, il mio segretario Palmieri, con Fabio Nanna della cui amicizia mi onoro, con Nicola Borreggine, con Giancarlo D'Addabbo e Mariella Forleo. Oggi alcuni di loro sono componenti degli organi direttivi del PD, altri sono rappresentanti dei partiti di coalizione, altri ancora sono consiglieri della tua amministrazione e il mio segretario PD è il tuo vicesindaco in carica, altri partecipano ai gruppi di maggioranza. Se io appartengo alla vecchia politica sono anche loro, che stavano con me, la vecchia politica? E come fanno questi vecchi politici a fare la politica moderna con te oggi? O le persone sono vecchie o moderne a seconda che esprimano contrarietà o consenso al capo?».

Continua e conclude Nitti, rincarando la dose: «Beh, caro, anzi carissimo Vito, questa è una democrazia e il mio consenso, visto come va, adesso non ce l'hai ed hai perso pure quello dei miei elettori, che insulti ogni volta che insulti me e che sono parte della tua vittoria di maggio/giugno (anche se ora non servono più). Sono un uomo di sinistra e tale mi confermo rimanendo lì dove sto, alla segreteria di un movimento di sinistra che vede con fastidio, a bordo del tuo carrozzone, ben altri esponenti del passato. Perché c'e' più “vecchia politica”, anche di destra, nella tua squadra di quanta ce ne sia nel mio studio bunker blindatissimo agli infiltrati di quella destra. Al Partito Democratico a cui appartiene la mia storia pulita e alla sinistra casamassimese voglio dire: valeva la pena turarsi il naso pur di vincere e trovarsi ora sì con tre assessori in giunta ma espropriati del partito e del proprio onore? Per questo sindaco, alla seconda esperienza politica (nella prima è stato consigliere all'opposizione di una amministrazione di sinistra ), il Partito Democratico è la “vecchia politica” e il meglio è da lui in poi».

Valeria Marangi

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