Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Ex Cantina sociale: il Comune ordina la bonifica

Casamassima-Ex Cantina sociale il Comune ordina la bonifica-La cantina sociale

 

Articolo pubblicato su “La voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Accertata la presenza di Eternit e di rifiuti speciali pericolosi.

 

Lo scorso 20 ottobre i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) procedevano a ispezionare l'ex Cantina sociale, a seguito della denuncia del Movimento Cinque Stelle che, raccogliendo il disagio dei cittadini, allertava le autorità in merito alla probabile presenza di amianto.

Una discarica di rifiuti speciali pericolosi - Il risultato dell'operazione di controllo - conclusasi con il sequestro preventivo della struttura - ha accertato che il sito si è trasformato nel tempo in una "una discarica di rifiuti speciali pericolosi, con lo scarico di acque meteoriche sul suolo e nel sottosuolo senza alcun trattamento e senza alcuna autorizzazione rilasciata dall'organo competente".

Infatti, come si legge nell'Ordinanza n.99 emanata lo scorso 16 novembre, nel corso dell'ispezione è stata riscontrata la presenza di rifiuti speciali e non, rintracciati sull'area pertinenziale scoperta, sul lastrico solare del piano terra, sul solaio di copertura del primo piano e negli ambienti chiusi, già adibiti ad attività vitivinicola.

Materiali di risulta edilizi, cenere di combustione di fogliame di olive, attrezzatura dell'impianto di depurazione fuori uso, imballaggi vari, traverse dismesse di ferrovie (trattate al creosoto), oltre a  materiale plastico e ferroso. Ecco l'elenco dei rifiuti abbandonati nell'ex Cantina sociale, cui si aggiunge il "problema amianto", l'aspetto che, in verità, più aveva allarmato i residenti confinanti con la struttura.

Eternit a cielo aperto - Oltre a ritrovare frammenti sparsi di eternit, è stata confermata la realizzazione del solaio di copertura del primo piano proprio con il cemento amianto, materiale messo ormai all'indice dal 1992 per il suo potenziale cancerogeno. Circostanza resa particolarmente pericolosa dal fatto che le onduline di eternit, come attestano le analisi condotte dall'Arpa, si presentavano "in evidente stato di degrado, vista la presenza di erosioni, sfaldamenti, crepe, rotture superficiali". Ed è proprio questo il dato preoccupante: come noto il cattivo stato di conservazione delle lastre in cemento amianto produce come conseguenza la dispersione in area di asbesto, causa di delicate patologie a carico dell’apparato respiratorio.

 

 

L'Ordinanza - "Alla luce  di quanto emerso e analizzato, l'intera area versa in condizioni di elevata precarietà ambientale sicuramente non più procrastinabile nel tempo e rappresenta un elevato rischio di inquinamento per il suolo, sottosuolo e aria". Questa l'inevitabile conclusione accolta nell'Ordinanza -  siglata dal primo cittadino Cessa, unitamente al Comandante della Polizia Locale dott. Eramo - che impone alla società proprietaria dell'area di "provvedere con la massima urgenza e comunque entro e non oltre 60 giorni alla rimozione dei rifiuti abbandonati e alle operazioni di smaltimento/recupero degli stessi, nei modi di legge e tramite opportune ditte autorizzate".

Inoltre si dispone di procedere con la messa in sicurezza o la rimozione della "copertura del solaio sovrastante il primo piano che risulta essere in CMA (Eternit)" e di porre in essere le misure necessarie (muri di recinzione, cancelli, etc.) per impedire l'accesso e l'abbandono incontrollato di rifiuti all'interno dell'area. Espletate queste procedure, infine, i proprietari hanno l'obbligo di comunicare al Comune l'avvenuta esecuzione dei lavori di bonifica, al fine di consentire le opportune verifiche da parte degli organismi preposti.

 

fd

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