Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Edilizia Scolastica: tanti i nodi da risolvere

Casamassima- edilizia scolasticaL'Istituto Alberghiero Majorana (1)

 Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Dalla "Ciari" alla struttura di Via La Penna, passando per la "Don Milani" e  l'Isituto "Majorana". Giacomo Nanna evidenzia una situazione davvero critica.

 

 

Giacomo Nanna, commissario dell'Udc e definito da qualcuno "Sindaco ombra" di Casamassima per il suo impegno nel sociale e nella politica che si traduce quasi sempre in azioni concrete, ci accoglie nuovamente nella sede dell'Udc nel cuore del centro storico. Le tematiche affrontate durante questa lunga intervista concernano specialmente la situazione, abbastanza problematica, dell'edilizia scolastica casamassimese.

 

Partiamo dalla Scuola "Ciari". È di qualche giorno fa la notizia di una nuova infiltrazione d'acqua nell'edificio scolastico, dovuta a problemi tecnici dei materiali impiegati. Qual è la tua posizione sulla questione?

«Permettimi innanzi tutto di ringraziare te, di ringraziare la tua testata che siete sempre disponibili, mi chiamate per sentire anche un'altra voce oltre a quella degli altri; questo a Casamassima non sta avvenendo da parte di tutti. Sono, permettimi di dire, un "tantino" preoccupato perché l'informazione sta iniziando a latitare. Si riesce ad osservare e a sentire solo un unico pensiero. Il fatto stesso che la Voce del Paese mi chiama per sentire anche l'opinione di chi sta dall'altra parte, fuori dal Consiglio comunale, questo è importante e vi rende merito. Per quanto riguarda la questione "Ciari", Il problema è che continua a piovere dentro l'edificio e nonostante tutti i lavori, tutti gli sforzi, tutti i soldi che si sono consumati da giugno ad oggi, il problema non si è ancora risolto. Io vorrei fare un passo indietro. La vecchia Amministrazione aveva intenzione di abbattere quell'edificio e di farne uno nuovo in prefabbricato: avrebbero speso non tanti soldi, avremmo avuto un asilo nuovo e non avremmo avuto più questi problemi, anche perché alla "Ciari" ci sono delle aule sotto il livello stradale; non essendoci un'intercapedine si crea muffa e umidità quindi sono stanze che non possono essere utilizzate. Dal momento che all'epoca ci fu una grandissima resistenza da parte della comunità di Casamassima all'abbattimento della "Ciari", l'Amministrazione scorsa aveva proposto di abbattere almeno la cupola. Quella cupola, fatta in cemento, dopo l'incendio e i vari allagamenti, ha perso le proprie proprietà e l'acqua continua ad infiltrarsi quando piove, creando umidità. Adesso vogliono fare questo "benedetto" cappotto per riuscire a non fare infiltrare più l'acqua, ma secondo noi durerà poco. Ma la cosa che più mi fa specie per quanto riguarda la "Ciari" e che quando c'era la vecchia Amministrazione, appena cominciava a piovere dentro, scoppiava un casino, adesso l'unico commento che ho sentito è: "Peccato". Dopo tanti soldi spesi, dopo progetti che volevano portare a nuovo quella scuola e non si sono voluti... "peccato"?».

 

Un quadro delle altre strutture scolastiche?

«Nella Scuola in Via La Penna i bambini vengono tenuti in stanze non idonee perché sono stanze commerciali: la Asl ogni anno deve lasciare il permesso temporaneo affinché il servizio possa essere espletato. La stessa situazione c'è alla Don Milani dove si fa mensa in classe e si consuma il pranzo in aula; anche in questo caso la Asl deve lasciare un permesso temporaneo. Se noi cominciamo a vedere la situazione di tutti gli edifici delle Scuole, troviamo carenze dappertutto. Di qui nasce la mia proposta, proposta fatta dopo l'incendio del 2013 alla "Ciari" dalla vecchia Amministrazione: si cercava un istituto dove poter portare i bambini e venne l'idea all'architetto Capacchione di riutilizzare l'edificio in Via Lecce spostando il centro vaccinale e il centro Sim. L'idea di spostare il centro vaccinale quindi non nasce da me ma nasce già dal 2013; d'altronde a Casamassima non c'è solo il problema degli edifici scolastici e delle loro carenze ma c'è il problema che gli edifici non bastano».

 

Qual è la sua proposta per migliorare l'edilizia scolastica?

«Intanto dovremmo partire da un lavoro "a scacchiera". Ristrutturare quell'edificio di via Lecce, spostando il centro SIM, permetterebbe di avere altre 10 classi; a Casamassima ci vuole poi una ristrutturazione di tutti gli edifici scolatici. Voglio ricordare che a Casamassima gli edifici scolastici non erano accatastati: l'unico edificio accatastato era l'edificio "Marconi"; l'ex Amministrazione ha accatastato tutte le scuole di Casamassima e l'ex Sindaco chiese all'epoca di ispezionare tutte le scuole: dove c'erano delle problematiche si è intervenuti. Oggi basterebbe chiamare i vigili e farsi dare l'agibilità perché l'ex Amministrazione ha messo tutto in ordine. Perché questo non si può fare? Dobbiamo tenere presente che dopo l'incendio alla "Ciari" del 2013 l'ex sindaco Birardi ebbe un incontro con le alte sfere della Asl per cercare di far spostare il centro Sim  e quello vaccinale: l'allora Direttore generale Colasanto, con la dottoressa Laddaga del distretto di Gioia più l'ingegner Carbonara della Asl e la dirigente del Sim di Casamassima, la dottoressa Eramo, dopo aver attentamente valutato il quadro generale giudicarono la proposta fattibile. Perché si viene a dire ora che non si può fare? Parliamone, incontriamoci, valutiamo quale può essere la soluzione!».

 

Casamassima è uno dei pochi Comuni che non ha Istituti Comprensivi.

«Questa è stata una grandissima battaglia della passata Amministrazione. Siamo uno dei pochi Comuni, specialmente nel circondario, che non ha ancora un Istituto comprensivo. Io ricordo che la Regione, legge Renzi, rese quasi obbligatorio creare questi Istituti comprensivi. Secondo i test Invalsi, d'altronde, chi ha approvato questo tipo di Istituti sta avendo ottimi risultati, mentre chi ancora non li ha approvati, come Casamassima, è agli ultimi posti. Questi Istituti non sono stati creati...e mi chiedo, per quale motivo? Posso presumere che siccome si passa da tre Istituti a due si passa anche da tre presidi a due, quindi qualcuno perde la poltrona. Io non posso permettere che la cultura e la formazione di questo paese debbano ancora soggiogare a logiche di partito e di poltrone. Una cosa del genere è inammissibile! Per questo motivo si deve arrivare a creare gli Istituti comprensivi al di fuori di logiche egoistiche».

 

Cambiando argomento e cambiando "scuola". Ci parli della situazione complessiva dell'Istituto alberghiero "Majorana"?

«Sì. Io sono stato contattato da una mamma, portavoce e di un gruppo di genitori, che mi ha detto che hanno fatto all'Amministrazione diverse segnalazioni per la questione della linea telefonica mancante. Ci sarebbero secondo l'Enel problemi per portare la linea telefonica fin là. Ma se il Sindaco non si interessa, non "sbatte i pugni" per la questione, la situazione non si risolve. Come fa una Scuola in crescita a non avere una linea telefonica, a non avere un fax, a non avere una linea internet? Vuol dire che per parlare con la sede centrale bisogna prendere per forza il telefonino di un docente o di un collaboratore scolastico. Io nella segnalazione che ho fatto al Sindaco gli chiedo la cortesia di fare di tutto affinché questo Istituto entri nel terzo millennio! Un altro problema di cui le mamme mi hanno parlato riguarda l'inadeguatezza delle cucine. Io chiedo perciò più attenzione per quanto riguarda la Scuola superiore di Casamassima, perché è frequentata da circa 600 studenti non solo di Casamassima. È qui che risiede il futuro».

 

Sempre a proposito dell'Istituto superiore Majorana  cosa ne pensa dell'assenza del Sindaco nel giorno dell'intitolazione dell'Istituto stesso?

«Io non voglio entrare nella sterile polemica che si è fatta su a chi andava intitolato l'Istituto se al più grande poeta armeno, che ha sposato una casamassimese e che ha conteso con Churchill il premio Nobel per la pace nel 1953, oppure alla sfortunata Bassi, che mentre andava a scuola è stata vittima di un folle. In questo io non voglio entrare. Voglio focalizzarmi sulla figura istituzionale del Sindaco: quello che penso è che il Primo Cittadino aveva il dovere istituzionale di presenziare ad un evento del genere perché a prescindere da come puoi pensarla, tu devi rappresentare tutta Casamassima, e quel giorno Casamassima non ha fatto una bella figura anche perché la stessa scrittrice Laura  Efrikian, che ha presentato per l'occasione il suo ultimo libro,  si è chiesta "ma il Sindaco dov'è?". Diventando Sindaco si diventa super partes! Non sto discutendo il fatto che non fosse d'accordo con la scelta dell'intitolazione, ma sto discutendo sulla sua figura istituzionale che mi ha deluso. Il mio motto è una frase di Voltaire, legata a me da un punto di vista sentimentale: "Io non la penso come te ma farò di tutto affinché tu possa esprimere il tuo pensiero, anche a costo della mia vita". Cerchiamo di amministrare il paese e non di sopravvivere sulla poltrona!».

 

 

VALERIA MARANGI

 

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