Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Monastero di Santa Chiara: "Lavori in corso"

Casamassima- monastero di SAnta Chiara- Lavori in corso-L'ingresso del Monastero (3)

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Il vicesindaco Andrea Palmieri illustra i tre progetti di recupero e restauro del monastero.

Il monastero di Santa Chiara rappresenta uno dei maggiori siti artistico-culturali del nostro paese. Fatto costruire intorno al 1573 da Antonio Acquaviva d’Aragona e utilizzato come orfanotrofio, nel 1660 venne intitolato a “Santa Chiara” e adibito a monastero della monache Clarisse. È noto a tutti ormai che l’immobile di Santa Chiara necessiti di interventi di restauro straordinari e appare sempre più probabile una nuova destinazione d’uso del monastero stesso. I progetti in cantiere sono tre e riguardano i tre quarti dell’immobile, poiché solo la parte della chiesa di Santa Chiara e i due immobili alle sue spalle per ora non sono inclusi nei finanziamenti ottenuti. Non si escludono però progetti futuri e, a tal proposito, sono stati effettuati dei rilievi preventivi sul campanile della chiesa.

Approfittiamo della disponibilità del Vicesindaco Palmieri per ricapitolare i tre interventi su cui l'Amministrazione sta impiegando risorse e competenze.

 

Il Primo Progetto: Alloggi per studenti

Il primo progetto deriva dal Pirp (Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie) Centro Storico, avviato già dall’Amministrazione De Tommaso. Il progetto dell’epoca  prevedeva la realizzazione di alloggi Erp o di appartamenti per immigrati o per disabili. Contemporaneamente, il Pirp puntava a realizzare una serie di lavori, realizzati nel corso degli anni, sia nel centro storico (Piazza Delfino un esempio su tutti) che nella sua zona perimetrale (Corso Garibaldi, Corso Umberto). Il progetto, già fallace nelle sue battute iniziali, non vide la luce poiché non era mai stato richiesto il Parere della Soprintendenza, obbligatorio di prassi, che avrebbe indicato quale sarebbe stata la tipologia di restauro più idonea da intraprendere. Successivamente, i criteri imposti dal bando di gara e le varie proposte presentate dalle ditte partecipanti all’appalto, diedero come risultato la progettazione della costruzione di mini appartamenti di 40-50 mq; tutto ciò però poneva un grave problema, sollevato dalla Soprintendenza, ossia la necessità di dover intervenire con lavori di demolizione all’interno di quella parte del monastero che ospita le celle delle monache.

L’Amministrazione Cessa, a conti fatti, si è dovuta barcamenare non solo tra le possibili destinazioni d’uso imposte dal bando di gara (alloggi per studenti, giovani coppie, immigrati o disabili) ma soprattutto con l’intento di recare meno danni possibili all’immobile con i lavori di recupero e restauro. L’unica destinazione d’uso, concordata con la Soprintendenza, che terrebbe fede a questi due principi, rimane quella degli alloggi per studenti,  poiché in questo modo verrebbero mantenute quasi le stesse dimensioni delle celle originarie.

«Il lavoro di ristrutturazione - spiega il vicesindaco Andrea Palmieri - sarà prettamente conservativo. Il bando prevede che almeno il 70% dello spazio debba essere destinato agli alloggi, mentre per il restante 30% abbiamo deciso di utilizzarlo in spazi dedicati non solo a chi ci abita ma anche agli studenti di Casamassima con l’inserimento di una biblioteca, di una  sala multimediale, e un sala lettura». Il finanziamento previsto per questo primo progetto è di 916.902 euro.

 

Il Secondo Progetto: Il Museo

Il secondo progetto, che molto probabilmente vedrà la luce prima degli altri due, comporterà l’istituzione di un Museo. Tale progetto però ha comportato non pochi grattacapi ed ansie, ma soprattutto ha rischiato di non vedere mai la luce poiché il finanziamento era disponibile già dall’Amministrazione Birardi. I lavori per la realizzazione del Museo, tuttavia, non sono mai partiti sia perché la Soprintendenza aveva bocciato il progetto, sia per alcuni vizi di forma riscontrati (il progetto era stato firmato da un ingegnere anziché da un architetto). «Ci siamo affrettati e rimboccate le maniche fin dal primo giorno del mandato Cessa - ribadisce Palmieri - perché anche l’Ufficio Regionale ci dava per spacciati per il poco tempo che ci era rimasto a diposizione. Poiché nei tre anni precedenti non era stato fatto nulla, rischiavamo di perdere il finanziamento ottenuto, in quanto una delle clausole dice che se il finanziamento assegnato non viene utilizzato per quello per cui era stato richiesto e non si fa la rinuncia ufficiale al finanziamento stesso, per due anni esso non viene più erogato». Una lotta contro il tempo quella intrapresa dall’Amministrazione Cessa, per non incorrere nel pericolo di veder sfumare un finanziamento pari a 814.330 euro. «Abbiamo accelerato al massimo  - prosegue Palmieri - affinché l’Ufficio Tecnico rivedesse il progetto, per poi rinviarlo in tempi record alla Soprintendenza per la formulazione del Parere ad inizi agosto. Entro il 25 settembre non avevamo ricevuto risposta quindi abbiamo sollecitato la Soprintendenza per evitare il rischio di non farcela coi tempi, poiché il progetto andava rendicontato entro il 30 novembre. L’Ufficio Regionale, ammirando i nostri sforzi ed il nostro impegno ha fatto rientrare il Fondo in quello Sociale di Coesione e questo ci permetterà entro il 31 dicembre 2015  di fare una gara d’appalto lampo con procedura negoziata, includendo 15 ditte costruttrici iscritte regolarmente all’albo anziché 10. Siamo sull’ottima strada per conservare il finanziamento e iniziare ad anno nuovo i lavori».

 

Il Terzo Progetto: Valorizzare il patrimonio storico-culturale

Il terzo progetto (Patti Territoriali dell’Area Metropolitana di Bari specializzata per il turismo) prevede lo stanziamento di un finanziamento pari a 684.695 euro. La convenzione per tale progetto è stata firmata in collaborazione con  la Camera di Commercio e la destinazione d’uso scelta sarà legata all’ambito culturale-turistico.

«Per questo progetto abbiamo ancora un anno di tempo per decidere - precisa Palmieri - insieme al Dirigente Responsabile dei Musei della Soprintendenza. Vogliamo trovare un filo conduttore che leghi questo terzo progetto ai primi due (alloggi studenti e museo). Alla direzione musei della Soprintendenza abbiamo portato il progetto con una documentazione fotografica dell’immobile ed il Dirigente è rimasto molto sorpreso dalla bellezza del nostro monastero tanto da voler vedere di persona il luogo».

Il terzo progetto quindi sembra orientarsi verso un ambito prettamente turistico che possa in qualche modo sponsorizzare il nostro paese non soltanto per il patrimonio storico-culturale di cui è ricco ma anche e soprattutto per i prodotti tipici del paese. A riguardo Palmieri anticipa: «L’idea è quella di creare percorsi turistici tra i vari paesi per quanto riguarda il lato storico-culturale di Casamassima, ma anche creare dei laboratori del gusto che in qualche modo incentivino e mettano in risalto i nostri prodotti tipici. Vogliamo mettere insieme vari enti come il Gal e molti altri, affinché questo progetto possa arricchirsi di nuove idee».

Nei tre progetti per il recupero ed il restauro del monastero di Santa Chiara è stata tenuta in conto anche la presenza di nidi dei Falchi Grillai di cui il nostro paese, fortunatamente, è ricco. La collaborazione col gruppo Lipu Casamassima è stata già avviata con lo scopo non solo di non recare danno ai nidi già esistenti ma di facilitare, a lavori finiti, lo stanziamento di nuovi. 

ELEONORA MONTRONE

 

Casamassima- monastero di SAnta Chiara- Lavori in corso-L'ingresso del Monastero (1) Casamassima- monastero di SAnta Chiara- Lavori in corso-L'ingresso del Monastero (2)

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