Venerdì 14 Dicembre 2018
   
Text Size

BUONI SERVIZIO PRIMA INFANZIA

.

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

L’Assessorato comunica le azioni positive in corso per rendere concrete le Pari Opportunità

 

Attenendosi al Piano regionale delle politiche sociali, i comuni, attualmente accorpati in ambiti territoriali, possono usufruire dei fondi “PAC Infanzia”. Tali fondi sostengono tutte quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano e i figli, essendo piccoli, necessitano di frequentare l’asilo nido, la sezione primavera o i centri ludici prima infanzia che abbiano un’assistenza specifica e specializzata e presentino anche servizi socio-educativi innovativi e sperimentali per la prima infanzia.

 

Nell’ambito di Gioia del Colle, il Comune di Casamassima ha dato avvio, in questo mese di Ottobre, al progetto “Buoni Servizio per la prima Infanzia”.  Tale servizio è spendibile “virtualmente”: le famiglie interessate devono iscrivere online i propri bambini, presso le strutture Casamassimesi che, a loro volta, si sono registrate al catalogo regionale.

 

«Sul sito www.bandi.pugliasociale.regione.puglia.it - spiega l’Assessore ai Servizi Sociali Avv. Antonietta Spinelli - è possibile reperire tutte le informazioni ed accedere alla piattaforma per iscriversi. Ho voluto fornire alla vostra testata indicazioni dettagliate su questo progetto, la cui nuova piattaforma è attiva dai primi di ottobre, poiché rappresenta un’ottima azione positiva per le politiche di conciliazione vita-lavoro, soprattutto a favore della figura femminile che si prende maggiormente cura dei propri figli. In continuità con i vecchi buoni di conciliazione, poi diventati PAC, i nuovi buoni di conciliazione sono uno degli esempi di interventi concreti volti a promuovere politiche vere di pari opportunità e quindi non solo politiche di parità formale tra uomo e donna. Senza contare che tale intervento riguarda anche l’area anziani e disabili (con i fondi PAC anziani e disabili). Inoltre, rappresenta un proficuo strumento di interazione tra il privato e l’istituzione pubblica, nonché un fattore di sviluppo per l’aspetto occupazionale del territorio».

 

In sintesi, le famiglie che possono presentare domanda devono essere residenti o domiciliate in Puglia,  avere minori dai 3 mesi ai 3 anni ed un ISEE pari o inferiore a 40,000,00 euro.

La procedura da svolgere è la seguente. Dopo aver selezionato una struttura o un servizio presente nel Nuovo Catalogo Regionale Servizi Infanzia 2015, le famiglie devono registrarsi sul sito www.sistema.puglia.it con un username e una password. Successivamente si dovrà accedere dal sito bandi.pugliasociale.regione.puglia.it alla sezione "Nuovo Catalogo Servizi infanzia 2015" e inserire le informazioni del nucleo familiare per la generazione di un “codice famiglia”. Di seguito, bisognerà compilare il modulo telematico della domanda di accesso ai "Buoni Servizio" in tutti i campi e inviarla esclusivamente online . Si genererà così un “codice domanda”. Ultimo passaggio è stampare e firmare la domanda di accesso ai "Buoni Servizio" generata in formato pdf.

 

Terminata tale fase, le famiglie devono presentarsi alla struttura scelta con la seguente documentazione: la domanda generata in formato pdf firmata, la fotocopia della carta di identità, l'ISEE familiare vigente.

La struttura verifica la disponibilità del posto ed acquisisce la documentazione della famiglia, scansionandola e inserendola nella piattaforma dedicata. Poi, tramite la piattaforma, genera un preventivo di spesa che contiene le mensilità richieste dalla famiglia (massimo 11), la tipologia oraria scelta (part-time o full-time) e la quantificazione del Buono. Se la famiglia accetta il preventivo, lo firma e la struttura verifica la disponibilità finanziaria nell’Ambito di riferimento. Se c'è disponibilità e la domanda può essere abbinata, il minore potrà usufruire del Buono.

Angela Redavid

 

 

Fasce di reddito ISEE ed ammontare del Buono

L'ammontare del Buono Servizio è determinato in ragione del servizio scelto, della tariffa indicata dalla struttura e consiste in un abbattimento della tariffa praticata a seconda dello scaglione ISEE familiare come di seguito indicato:

da  0  a  €  7.500,00 > €  50,00

da  €  7.501,00  a  €  10.000,00 > - €  50,00  +  5%  del  valore  residuo  della  tariffa  

da  €  10.001,00  a  €  13.000,00 > €  50,00  +  20%  del  valore  residuo  della tariffa

da  €  13.001,00  a  €  15.000,00 > €  50,00  +  30%  del  valore  residuo  della  tariffa

da  €  15.001,00  a  €  20.000,00 > €  50,00  +  40%  del  valore  residuo  della  tariffa

da  €  20.001,00  a  €  25.000,00 > €  50,00  +  50%  del  valore  residuo  della  tariffa

da  €  25.001,00  a  €  30.000,00 > €  50,00  +  60%  del  valore  residuo  della  tariffa

da  €  30.001,00  a  €  35.000,00 > €  50,00  +  70%  del  valore  residuo  della  tariffa

da  €  35.001,00  a  €  40.000,00 > €  50,00  +  80%  del  valore  residuo  della  tariffa

 

 

 

 

 

Commenti  

 
#1 Nicola 2015-10-21 07:27
Ma come possono esserci delle famiglie in cui i due genitori lavorano ed hanno ISEE da 0 a 7.500 euro. Tutto ciò che è previsto sotto i 20.000 euro mi sembra irragionevole
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI