Domenica 16 Dicembre 2018
   
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La partecipazione? Un lontano ricordo!

Casamassima-Mariella Forleo

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Lettera-appello di Mariella Forleo (Realtà Italia). Caro sindaco, la realtà ha superato la fantasia…

Casamassima, 07 ottobre 2015

 

Egregi

Sindaco, Assessori e Consiglieri del Comune di Casamassima

 

Spett.li

Segreterie Partiti Maggioranza

Casamassima

 

E p.c. Ai cittadini di

Casamassima

 

Vi scrivo in qualità di segretaria di Realtà Italia, partito politico che ha percorso, insieme a tutti Voi, una lunghissima ed estenuante campagna elettorale, nella quale abbiamo sostenuto con lealtà ed entusiasmo la candidatura a Sindaco di VITO Cessa.

Facevamo, infatti, tutti parte della coalizione di centro-sinistra e tutti insieme avevamo condiviso un rivoluzionario documento, nel quale si definivano previse regole etiche e morali, che dovevano segnare una netta discontinuità con i metodi di amministrazione del passato, all’insegna della cooperazione e della partecipazione, da attuarsi in caso di vittoria.

Fulcro di tutte le nostre iniziative è stato il famoso “Cantiere Fuori dal Comune”, nel quale la partecipazione è stato l’argomento principale di tuta la campagna elettorale, argomento cavalcato da tutti i partiti della coalizione e, soprattutto, dal candidato sindaco.

La partecipazione democratica alle scelte programmatiche ed amministrative è stato il fiore all’occhiello della nostra coalizione e ha segnato una netto distinzione con le altre forze politiche in campo:

Partecipazione dei cittadini;

Partecipazione dei partiti;

Partecipazione dei segretari di partito;

Partecipazione del candidato sindaco;

Partecipazione dei sindacati;

Partecipazione delle associazioni,

Partecipazione gridata ed esaltata sui palchi dei comizi;

Partecipazione nelle riunioni;

Partecipazione nelle decisioni;

Partecipazione nella redazione del programma elettorale;

Partecipazione democratica sempre e comunque.

Mai più decisioni calate gerarchicamente dall’alto; solo condivisione, inclusione e partecipazione. Ve lo ricordate, vero?

Bene. La vittoria è arrivata e due dei partiti della coalizione non hanno raggiunto il quorum, utile per esprimere il rappresentate in Consiglio.

Ne abbiamo presto atto pensando che non fosse importante: tanto noi saremmo stati sempre una coalizione unita, che avrebbe condiviso comunque tutte le decisioni insieme ai cittadini.

Invece, la realtà ha superato la fantasia. Già il giorno dell’insediamento, le parole “partecipazione” e “condivisione” erano solo un ontano ricordo, come scritte sul ghiaccio in una calda giornata estiva.

 Tutte le riunioni pre-insediamento e le discussioni per la composizione della Giunta sono state fatte senza una parte della coalizione: la più debole e che, per questo, non aveva neanche il diritto di partecipare. Non servivamo più e, soprattutto, non avevamo diritto a niente, di che dovevamo partecipare? A cosa dovevamo partecipare Cosa potevamo pretendere?
A nulla sono valse le rassicurazioni del mio partito, che pur non avendo un rappresentante istituzionale, si era offerto di dare un contributo collaborativo, teso, a risolvere le problematiche del paese, mettendo a disposizione le proprie competenze ed esperienze, volte unicamente al bene comune, senza nessuna richiesta di incarichi e  spartizioni. Temi che, purtroppo  e a onor del vero, hanno animato il dibattito politico fino ad oggi.

Di fatto, quindi, avete praticato una sorta di eutanasia al concetto di partecipazione e avete costruito immediatamente uno steccato all’interno della coalizione.

Nel frattempo, un “summit”, non ben identificato, si era arrogato il diritto di decidere che non potevamo partecipare alle riunioni di maggioranza pre-consiglio. Eravate Voi gli eletti, gli unici abilitati a gestire il potere, a risolvere le mille problematiche urgenti, a dipanare le intricate matasse dei conflitti interni, a discutere sui ruoli istituzionali, sulla composizione delle commissioni e sul bilancio.

La politica era passata dal “cantiere Fuori del Comune” al deja-vù delle “Stanze dei Bottoni”. Avete abbandonato il Cantiere e i parenti poveri ( Di voti) e siete entrati nella casa comunale, dimenticando che il “comune” è la casa di tutti i cittadini e che gli eletti sono i rappresentanti dei cittadini e non una casta di potenti esseri superiori. E ignorando che nella Casa Comunale Voi siete gli ospiti pro-tempore, come tutti coloro che Vi hanno preceduto e che, prima o poi, Vi succederanno.

Ma Voi, ignorando tutto questo, avete tolto il citofono e avete issato il ponte levatoio: tutto ciò per meglio risolvere i problemi che la passata amministrazione, insieme alla gestione commissariale avevano lasciato. Questo ci avete detto, la sera in cui il famoso Summit aveva deciso, chissà mai perché, di invitarci in maggioranza, dopo ben tre mesi dalla vittoria. L’invito, corredato da mille scuse, è stato accompagnato dalla solenne promessa che da quel momento in poi saremmo stati parte integrante della maggioranza e avremmo lavorato fianco a fianco per il Bene Comune.

Simili proposti, però, esano destinati a rimanere ad un livello puramente intenzionale, come orai accadeva da tempo. La settimana dopo, infatti, nella seguente riunione di maggioranza non ci avete invitati. Perché? Nell’altra ancora, invece, ci è giunto una forza politica, solo perché non ha preso molti voti? E pensate che la dignità delle persone che rappresentano quella forza politica possa essere schiacciata e potentemente offesa da chi ha preso più voti? La chiamate democrazia questa?  O è, molto più semplicemente, arroganza, supponenza ed uso improprio del potere conferitovi dai cittadini? Il potere di partecipare alla presa delle decisioni, che avete manifestato e difeso compulsivamente, relegando nell’oblio i più deboli, come lo chiamate? E il pieno diritto a violare gli accordi pre-elettorali contenuti nel documento di coalizione insieme al venire meno alla parola data e ridata non poche volte, a seconda della propria convenienza, non Vi porta alle regole politiche amorali di machiavellica memoria? La mancanza di lungimiranza politica, che invece di saldare le alleanza, Vi porta a distruggerle, come la giustificate? A voi stessi, soprattutto? Dove siete diretti e cosa volete realizzare ?
A mio modestissimo parere, state rischiando di costruire un vuoto simulacro del potere, privato di forza e di incisività politica e le divisioni che avete messo in atto non sono frutto di motivazioni più squisitamente politiche, ma sono state alimentate in non lieve misura, da limiti politici individuali e dalla mancanza di un’energica guida dell’esecutivo e da cause di più basso profilo, come i calcoli e le pressioni di parte o le insoddisfatte ambizioni personali. Come forza politica che ha sostenuto lealmente il vostro progetto per questo paese, Vi chiedo di invertire immediatamente la rotta, abbandonare i vari cesarismi e le caste da basso impero e immergerVi nei mille problemi di questo paese, sostanziando i valori di democrazia e solidarietà E soprattutto, di alzare l’attenzione verso i poveri e gli svantaggiati.

Spero, infine, che, per il bene di tutta la cittadinanza, vogliate iniziare a lavorare per migliorare la vivibilità del nostro paese, con l’auspicio che riusciate a mantenere tutti gli impegni e le promesse fate in campagna elettorale e nel programma di governo nel rispetto delle linee guida della Carta di Pisa.

Realtà Italia, nel prendere atto dell’atteggiamento tenuto nei nostri confronti dalle forze politiche di maggioranza perpetrato nel tempo, con comportamenti altamente lesivi della dignità e dell’intelligenza della nostra rappresentanza, dichiara la propria indisponibilità a proseguire il dialogo, senza un metodo di lavoro chiaro e democratico.

Chiede, pertanto, che sia fatta chiarezza sulla posizione della maggioranza nei nostri confronti, e, suggerisce, a garanzia di una futura e proficua collaborazione, l’adozione di un metodo di lavoro più corretto, con l’istituzione di organismi qualificati, che curino la programmazione e la continua verifica della stessa. Metodo fondamentale, stabilito ed approvato limpidamente da tutti.

Chiede, infine, che alla base del proprio agire politico siano introdotti i concetti di democrazia partecipativa e di cittadinanza attiva.

In attesa di un Vostro riscontro, Vi saluto cordialmente

 

Mariella Forleo

Segretaria di Realtà Italia

 

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