Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Referendum "Possibile" partito in ritardo a Casamassima

Casamassima-Referendum Possibile partito in ritardo a Casamassima-Giancarlo Daddabbo

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Giancarlo D'Addabbo: «È stato un silenzio colpevole»

Si è concluso lo scorso 30 settembre il referendum indetto, a livello nazionale, da  Pippo Civati, "fuoriuscito" a maggio scorso dal PD ed impegnatosi nella raccolta firme per gli otto referendum che ha promosso a partire da luglio scorso con il suo neo movimento "Possibile", che ha dato il nome allo stesso "pluri- referendum".

I temi affrontati dal referendum riguardano, infatti, più tematiche ed in particolare lavoro, ambiente, scuola e democrazia. "Possibile", come tutti i referendum in Italia, è abrogativo: se verranno raccolte in tempo 500.000 firme, dopo che un ufficio avrà verificato la loro validità, la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sull’ammissibilità dei quesiti in base a quanto previsto dalla Costituzione. Qualora la Corte desse parere favorevole, i quesiti sarebbero sottoposti al voto degli elettori.

Questo a livello nazionale. A Casamassima, la raccolta firme, sebbene partita molto in ritardo, c'è stata. Abbiamo chiesto maggiori dettagli a Giancarlo D'Addabbo, storico politico della sinistra casamassimese ma sopratutto amatissimo ex docente. Se non fosse stato per lui e per Francesco Matarrese, segretario di Sel, nel nostro paese non sarebbe stato possibile aderire all'iniziativa referendaria.

 

 Signor D'Addabbo, ci racconta come è andata?

«Convinto che fosse possibile firmare il referendum anche a Casamassima, mi sono recato in Comune lo scorso 22 settembre per firmare e, con mio grande disappunto, ho scoperto che non c'era modo di farlo poiché non erano pervenuti neppure i moduli. Allora mi sono dato immediatamente da fare: mi sono procurato il file e ho immediatamente stampato i moduli, consegnandoli all'Ufficio elettorale, che, devo dire, mi ha aiutato molto».

Quindi, se pur con un notevolissimo ritardo, siete riusciti a risolvere la situazione?

«Più che a risolverla abbiamo "messo una toppa": se tutto fosse partito per tempo avremmo ottenuto molte più firme».

 

Quante firme avete raccolto?

«Circa 40, considerando che il referendum è partito, di fatto, il 23 settembre. Nonostante questo, siamo soddisfatti del numero di firme raccolte in pochissimi giorni: abbiamo trovato moltissime persone decisamente sensibili al tema. Voglio precisare che la colpa non è dell'Amministrazione comunale, ma è un problema che c'è stato a livello nazionale. C'è stato un difetto di comunicazione, il referendum è stato poco pubblicizzato dalla Rai. È stato un silenzio colpevole; il governo nazionale parla e straparla su alcuni temi come l'immigrazione, le leggi elettorali ma su altri temi c'è omertà... Eppure non dovrebbe essere cosi, il cittadino ha diritto ad essere informato, la tv deve essere pubblica, non asservita al governo nazionale».

 

 

VALERIA MARANGI

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