Domenica 16 Dicembre 2018
   
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La rinascita di Casamassima parte (anche) dalla Cultura

Casamassima-La rinascita di Casamassima parte (anche) dalla Cultura

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa 

L'assessore Cristofaro ci spiega la genesi del nome della rassegna e approfitta per chiarire il valore dell'istituto del Patrocino del Comune.

Nella cornice della Chiesa dell’Addolorata, pochi minuti prima del concerto di Vito Schiuma, abbiamo intervistato l’Assessore alla Cultura, Francesco Cristofaro. Una piacevole chiacchierata per tirare le somme, seppur provvisorie, della rassegna Ci vediamo a Casamassima.

 

Che cosa può dirci in merito alla rassegna Ci vediamo a Casamassima?

«Ci vediamo a Casamassima è un titolo indicativo che fosse un monito per tutti: venire a Casamassima a vedere qualcosa. È stato più facile fare il calendario con 34 eventi che non trovare il titolo: non era una rassegna estiva, non era e non è una rassegna settembrina perché non si chiude a settembre, ma vuole essere qualcosa che ambisce ad incuriosire. Ad agosto era già pronto questo programma. Poi, alla fine, è venuto spontaneo chiederci: Noi cosa avremmo voluto poter dire ai nostri amici? Che "Ci vediamo a Casamassima", perché si può assistere ad eventi di rilievo culturale, ci sono delle belle situazioni da vedere e talenti interessanti da ascoltare. Infatti, il calendario, tranne per alcune piccole manifestazioni, è improntato ad un discorso ampiamente culturale: dai libri alla poesia, dalle esecuzioni musicali alle performance teatrali e di danza, tutto valorizzando le pregevoli risorse umane che non mancano a Casamassima. Alla fine è una sorta di augurio che tutti quanti possiamo farci. Iniziamo con questo calendario, ma poi dobbiamo essere in grado di proseguirlo e perfezionarlo nel tempo».

 

Quali sono i suoi prossimi obiettivi o le idee da sviluppare durante il suo mandato?

«Gli obiettivi non sono miei ma di tutta l’Amministrazione. Credo che la cosa principale sia fare della Cultura un aspetto dominante, perché la cultura provoca interesse, la cultura attira gente e la gente in qualche maniera può rivalutare il centro storico e dare un ritorno per il tessuto di Casamassima. Obiettivi e idee ce ne sono tanti».

 

A proposito della struttura, dove siamo ora, Chiesa dell’Addolorata, che progetti ci sono?

«Questa struttura è stata ristrutturata con fondi recuperati dalla precedente gestione commissariale, grazie anche al prezioso lavoro dell’Ufficio Tecnico. Quando noi siamo arrivati, abbiamo potuto rendere fruibile questa struttura che vorrebbe essere un piccolo polo di attrazione, auditorium, sala convegni, sala concerti e chi più ne ha ne metta… Ce l’abbiamo e se possiamo la sfruttiamo nel miglior modo possibile».

«Il patrocinio - conclude l'assessore prima di congedarci - sembra un atto dovuto per molti, quasi una formalità. In realtà il patrocinio è un’attestazione di stima per un determinato tipo di lavoro e vuole anche essere un'indicazione di un percorso in armonia con gli obiettivi che l’amministrazione si pone. Quindi devono essere iniziative di assoluto rilievo e ci deve essere un qualche ritorno per la comunità, un po’ meno un ritorno di tipo personale ed ancor meno un ritorno di tipo economico per qualcuno. Non esiste un regolamento per il patrocinio a Casamassima: io mi sono proposto di abbozzarlo, ma dovrà seguire l'iter istituzionale passando dalla discussione in Commissione e in Consiglio Comunale».

L’assessore ci è parso molto determinato e speriamo per tutti i casamassimesi di veder crescere davvero la cittadina da un punto di vista turistico e culturale.

Angela Redavid

 

 

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