Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Casa della Salute: è tempo di agire

Casamassima-Casa della Salute è tempo di agire

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Antonio Busto, portavoce del Comitato cittadino, invita l'Amministrazione a convocare un tavolo di concertazione,

Sulla "telenovela" Casa della Salute, che appariva definitivamente chiusa dopo il non raggiungimento del numero dei medici di base pronti a popolarla, tanto strumentalizzata poi in campagna elettorale, sembrava essere calato un velo di pietoso silenzio. Ma davanti ad uno spreco così grande, che ammonta, lo ricordiamo, a circa 3 milioni di euro per una ristrutturazione di un locale immenso e già dotato di macchinari, non si può rimanere impassibili.

Il Comitato cittadino casamassimese pro Casa della Salute ha come portavoce Antonio Busto, segretario Uil. Ed è lui a raccontarci quali sono gli ultimi sviluppi della vicenda che, al contrario di quello che si pensa in paese, non è conclusa. «In realtà  - ricostruisce Busto - si è continuato ad agire e a lavorare in questo senso: ci sono state due conferenze cittadine alle quali hanno partecipato i dirigenti della Asl, a febbraio e marzo del 2014; all'epoca partecipò anche quello che sarebbe stato il futuro Sindaco, il dott. Vito Cessa. In quell'occasione raccogliemmo oltre un migliaio di firme che mandammo in Regione; durante la seconda conferenza, invece, incontrammo l'allora Assessore alla Sanità Regionale Gentile, che assunse un impegno poi disatteso. Siamo stati per la verità un po' sfortunati, per molte circostanze: a mio parere Casamassima, da un punto di vista politico, è piuttosto abbandonata a se stessa, nel senso che non c'è molta considerazione per il paese a livello regionale. Se a questo si aggiunge che non c'è da parte dei politici locali la capacità di fare squadra, la situazione diventa quella che è.

«La Casa della Salute - prosegue il segretario Uil - in primis è diventata oggetto di una speculazione allucinante in campagna elettorale, tanto che noi abbiamo preferito muoverci in tempi non sospetti, lontani dal periodo delle elezioni. Abbiamo avviato un percorso, fatto da persone che, al di là di ogni schieramento politico, avevano il comune intento di creare la Casa della Salute. Abbiamo cercato di riprendere quello che era il progetto originario, senza però essere dei "fondamentalisti": se le condizioni non ci sono, utilizzino pure la struttura per altro, purché la utilizzino».

Mi pare che per creare la famosa Casa della Salute, così come era stata pensata originariamente, quello che mancava era l'adesione di un certo numero di medici.

«Per quanto riguarda l'adesione dei medici, diciamo che c'è stato alla base un "peccato originale": all'epoca fu fatto un albo e solamente con quei medici in graduatoria si poteva fare l'accordo. Inoltre c'è stata solo una dichiarazione di intenti, non una vera adesione, per cui molti medici hanno anche cambiato idea all'ultimo momento. Insomma, il potere di veto che una minoranza esercita ha bloccato l'intero progetto. Ad ogni modo, abbiamo continuato a lavorare, incontrandoci, nella primavera del 2015, con il successivo Assessore Regionale alla Sanità Pentassuglia. E con il nuovo assessore siamo riusciti a instaurare un dialogo costruttivo, ottenendo una deroga: per far partire il progetto i medici potevano essere anche solo cinque. Incontrandoci più volte, nei primi mesi del 2015, siamo riusciti a ricreare le condizioni affinché il progetto potesse andare a buon fine. Purtroppo all'epoca non avevamo ancora un'Amministrazione e quindi siamo rimasti bloccati per un po'».

Ora che l'Amministrazione si è insediata, qual è la situazione?

«Ad oggi la situazione non è mutata, nel senso che c'è ancora una situazione di stallo. Ora che abbiamo un governo cittadino ci muoveremo immediatamente e chiederemo all'Amministrazione di assumersi l'impegno che si era presa in campagna elettorale per quell'immobile: la soluzione può essere la  realizzazione della Casa della Salute o di altro; l'importante è che l'immobile non vada sprecato. Esiste tra l'altro una convenzione tra il Comune di Casamassima e l'Asl. In virtù di ciò, quello che chiediamo come Comitato è che, ora che ci sono finalmente le condizioni, si "riprenda il pallino in mano", nel senso che  l'Amministrazione di Casamassima si accordi con l'Asl. Noi riteniamo opportuno che si  convochi subito un tavolo perché non possiamo lasciare quell'immobile così; se il percorso della Casa della Salute non è più percorribile, dopo aver chiesto le motivazioni, occorre pensare a qualcosa di alternativo»

Avete pensato a qualche soluzione alternativa nel caso il progetto "Casa della Salute" non sia davvero attuabile?

«Noi non abbiamo la soluzione in tasca e perciò chiederemo di consultare la cittadinanza, tra cui professionisti e persone qualificate, al fine di trovare una soluzione che tenga conto delle esigenze della nostra comunità. Faccio un esempio: se da un'indagine emerge che a Casamassima c'è una patologia che colpisce un gran numero di cittadini, allora si potrebbe creare un centro specialistico per curare quella particolare patologia».

Quindi, è tempo di agire?

«Assolutamente sì. Adesso abbiamo un rappresentante istituzionale, nella persona del Sindaco Vito Cessa e dei suoi Assessori; adesso tocca a loro dare l'impulso e prendere in mano le redini della situazione. D'altronde il Sindaco è anche un medico e ha quindi una sensibilità maggiore alla questione. Il primo passo sarà quello di verificare le condizioni per poter creare la Casa della Salute, riprendendo un discorso che è stato lasciato a metà; se queste condizioni non ci sono, occorre fare delle proposte alternative alla Asl per chiudere una volta per tutte questo capitolo».

VALERIA MARANGI

 

 

Commenti  

 
#1 Politicamente deluso 2015-09-29 12:19
Esimio Busto la casa della salute ce la possiamo scordare e tu questo lo sai benissimo. L'unico a fare una proposta seria, inascoltata è stato Nanna e forse Caravella. Poliambulatorio specialistico altrimenti la struttura muore così. Ho votato Cessa proprio perché è un medico, nella speranza che risolva l'annoso problema. Da mamma me lo auguro tanto
 

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