Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Alessio Nitti: "Siamo di fronte ad una vera e propria crisi politica"

Casamassima- Siamo difronte ad una vera e propria crisi politica

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Il portavoce e segretario di Libera Casamassima ricostruisce "l'inciucio" consumatosi in occasione dell'elezione del Presidente. Giudizio intransigente sulla dr.ssa Ferri:"Dovrebbe essere posta fuori persino dalla maggioranza".

Come il Consiglio comunale dello scorso 3 settembre ha ampiamente dimostrato, c'è aria sempre più tesa tra il consigliere Giuseppe Nitti e quella che, ancora ufficialmente, è la sua stessa coalizione. Interpellanze, diffidenza, occhiatacce, voti contro l'approvazione del Bilancio: Giuseppe Nitti, capogruppo di LiberaCasamassima, al momento sembra tutto fuorché un Consigliere di maggioranza. Abbiamo chiesto lumi al portavoce e segretario di LiberaCasamasssima, l'avvocato Alessio Nitti che, in questa puntuale intervista rilasciata in anteprima alla nostra testata, oltre a ripercorrere ogni passaggio del "tradimento" che si sarebbe consumato in occasione dell'elezione del Presidente del Consiglio comunale, non risparmia aspre critiche verso l'operato della dr.ssa Nitti ed accusa l'amministrazione Cessa di aver già violato il programma di coalizione.

Il consigliere Giuseppe Nitti ha parlato di una riunione di maggioranza in cui il Sindaco si sarebbe fatto garante di un accordo politico. Qual era questo accordo?

«La riunione si è tenuta qualche giorno prima del Consiglio comunale e sfido il Sindaco e ciascun consigliere di maggioranza a smentire che in quella occasione tutti i consiglieri Sindaco incluso, esclusa ovviamente la Ferri, confermarono liberamente che l'indomani Giuseppe Nitti sarebbe stato eletto Presidente del Consiglio. Ecco perché lo abbiamo chiamato tradimento. E poi ci sono i filmati, basta guardarli per comprendere che tutti erano già consapevoli di quanto sarebbe accaduto: il Sindaco resta in aula durante la sospensione chiesta prima del voto invece di andare a verificare di persona gli umori del suo gruppo; senza contare la assoluta mancanza di reazione o di sorpresa da parte tutti, escluso forse Manzari che fa delle timide dichiarazioni di condanna a mezza bocca. Se fosse accaduto ad un esponente PD il Consiglio si sarebbe sciolto quella sera stessa. Altro che storie. Se avessero palesato dubbi o incertezze, Nitti si sarebbe fatto da parte invece l'hanno mandato al massacro. Per non parlare dell'operazione sottotraccia architettata e attuata dalla Ferri. Da una donna esordiente in politica ci si sarebbe aspettati un'etica diversa»

Chi sono stati, a suo parere, i "franchi tiratori" che avrebbero disatteso il patto di coalizione? Quali le ragioni di questo "tradimento"?

«Non è importante individuare i “franchi tiratori”, di certo sono due, ciò che conta è che tutta la maggioranza, che è un “unicum”, non ha rispettato il patto. Chi viene tradito normalmente si pone mille domande, ma è soltanto chi tradisce che conosce i motivi specifici del suo tradimento. E non venissero a giustificare la scelta diversa con la libertà di voto in Consiglio comunale per la nomina del Presidente del Consiglio, perché se fosse stato così ogni consigliere avrebbe votato per un proprio candidato e non ci sarebbe stato "l’inciucio" della maggioranza, o di parte di essa, con l’opposizione; “inciucio” che, evidentemente, contrasta con il principio della libertà di voto. A meno di non voler arrivare a dire che una specie di "spirito santo laico" sia sceso su nove consiglieri indicando loro il nome di Nica Ferri. Ripeto, lealtà, rispetto e responsabilità avrebbero voluto che prima del voto fosse comunicata a Nitti la diversa posizione assunta da parte della maggioranza per evitargli l'umiliazione del voto contrario in Consiglio comunale. Ma il rispetto per gli altri è come il coraggio che “uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare”. E poi, se non vi erano ancora le condizioni per una scelta condivisa si poteva anche rinviare la scelta ad altro Consiglio, come hanno bellamente fatto per le commissioni consiliari. Evidentemente la maggioranza ne ha fatto una questione personale»

Nell'ultimo Consiglio comunale, in occasione dell'approvazione del bilancio, si è registrata una discrepanza tra il comportamento dei due rappresentanti di LiberaCasamassima, Ferri e Nitti. Chi dei due non ha seguito la "linea di partito"?

«L’unico rappresentante di LiberaCasamassima in Consiglio Comunale è il capogruppo Giuseppe Nitti. Lo comunicheremo e lo spiegheremo meglio sulla base del Regolamento del Consiglio (si veda il comunicato che segue l'intervista, ndr). La dr.ssa Ferri non si sa con chi sta, non ha dichiarato nulla, se con l’opposizione da cui è stata votata o con nessuno. E poi, LiberaCasamassima mai avrebbe autorizzato “inciuci” con l’opposizione per una poltrona. A nostro avviso la dr.ssa Ferri dovrebbe essere posta fuori persino dalla maggioranza poiché assieme a due diciamo "sconosciuti" ha brigato con l'opposizione per sovvertire nel segreto dell'urna una decisione politica liberamente assunta dalla maggioranza. Ma anche questo Cessa e la maggioranza fanno finta di non vederlo».

Molti vedono la posizione assunta dal consigliere Nitti come un atteggiamento motivato più dalla delusione personale che da una reale "crisi politica" del progetto di coalizione.

«Il consigliere Nitti nell’ultimo Consiglio comunale ha motivato il voto negativo al bilancio di previsione con la violazione degli accordi programmatici e di coalizione sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla legalità. Il bilancio tecnico è una vecchia scusa delle amministrazioni per fare digerire violazione di norme o di programma perché “non è il mio bilancio, ma è di altri”. Di chi poi? Non capisco perché sino ad oggi, a distanza di circa tre mesi dal suo insediamento, questa amministrazione non ha ancora proceduto alla nomina delle Commissioni consiliari permanenti in cui il bilancio di previsione poteva essere approfondito e magari variato per renderlo più veritiero e più rispondente alle linee programmatiche e di coalizione. Se la maggioranza litiga anche sulla nomina delle Commissioni (come prima ha litigato sulla nomina del Presidente del Consiglio) è evidente che si è di fronte ad una vera e propria crisi politica».

Se non si tratta di una "questione personale". Quali aspetti del programma non sono stati mantenuti dal sindaco Cessa?

«Vale quanto detto sopra, ma aggiungo che basta leggere il paragrafo del programma amministrativo dal titolo “Programmazione e partecipazione” per rendersi subito conto di come esso sia stato violato alla prima importante occasione, che è stata quella della approvazione del bilancio di previsione. Oltre alla violazione di legge connessa al mancato esame da parte delle competenti Commissioni consiliari permanenti, è emersa violazione del principio di veridicità in relazione ad alcuni capitoli di bilancio. Ma, cosa più importante, una amministrazione deve sempre avere una "vision” (come è implicitamente detto nel programma) e anche la programmazione di un periodo più breve (4 o 5 mesi) deve inserirsi in tale contesto più ampio. Naturalmente con la scusa del “bilancio tecnico” si vuol superare tutto».

 Dobbiamo aspettarci che LiberaCasamassima si avvicini ai banchi della minoranza?

«Come ha precisato in Consiglio comunale il capogruppo Giuseppe Nitti, il programma di LiberaCasamassima è lo stesso della maggioranza per cui è stato chiesto il voto agli elettori. I principi di buongoverno posti a base del documento di coalizione e del programma amministrativo del centrosinistra sono il frutto del “sangue e del sudore”, si potrebbe dire usando un eufemismo, di LiberaCasamassima. LiberaCasamassima e Giuseppe Nitti credono fortemente in tali principi, in cui anche altri prima credevano, e non sposeranno mai i principi della minoranza né, tanto meno, faranno mai “inciuci” con essa, come invece altri hanno già fatto. Il fatto nuovo è che i nostri alleati hanno tutti perso di credibilità e dunque hanno perso anche la nostra fiducia, perché chi fa o non reagisce a una manovra del genere i buoni principi li ha solo sulla carta. Dunque esaurita la fiducia pregiudiziale ci uniscono i patti, i principi e programmi sottoscritti sui quali noi crediamo e su cui vigileremo come Atena. Perché, ahimè, dopo aver visto quello che abbiamo visto, ormai ci aspettiamo di tutto».

Casamassima- Siamo di fronte ad una vera e propria crisi politica

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