Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Vito Cessa ai “Ferri” corti

Casamassima- Vito Cessa- Nica Ferri

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Si sta consumando la seconda parte del “regolamento di conti” tutto interno al centro-sinistra. Come nella griglia dei quarti di finale abbiamo cominciato con l’avvincente duello alle primarie: Cessa vs Ferri (PD vs LiberaCasamassima). Superate le semifinali, e riportato Rodi alla brutale realtà, ossia alla casella iniziale del grande gioco dell’oca (o della lunga marcia, se preferite!), ora siamo alle battute finali, le più scoppiettanti; il centro-sinistra dovrà sciogliere il nodo spinoso dall’ambita carica di Presidente del Consiglio, lo scranno centrale, quello più alto della mezzaluna, un’arma a doppio taglio spesso utilizzata strategicamente per affossare maggioranze e organizzare fila parallele e alternative a essa. Quella poltrona piace. Ciascuno ne rivendica l’appartenenza di diritto, secondo presunti accordi o promesse che poi non sarebbero state mantenute. Ma dove sono queste promesse? Dove sono i documenti? Chi le ha scritte? Erano forse accordi sottobanco. Sarebbe perciò inutile tornare indietro dalla cassiera del supermercato, per convincerla, dopo settimane, che il resto della spesa era sbagliato. Forse Nica Ferri ha giocato male la sua partita fin dal principio, accettando tacitamente le regole, accettando in silenzio colpi bassi e scorrettezze. Fummo messi a tacere quando in conferenza stampa le chiedemmo cosa ci facesse ancora dentro una coalizione della quale non condivideva più nulla, e che aveva contestato apertamente. Forse involontariamente la stavamo mettendo in guardia, ma la dottoressa è andata avanti, accettando immediatamente dopo le regole, facendo finta che nulla fosse accaduto e che le rotture possano sanarsi in poche ore. Così evidentemente non è stato. Nel frattempo però accettando tutto, pur di non soccombere, si è complici e il potere contrattuale diminuisce. È il prezzo che si paga per la mancata libertà. 

Commenti  

 
#3 Galantuomo 2015-07-13 15:12
Tra galantuomini le regole non è necessario scriverle, ma tanto.......
 
 
#2 Casamassimese 2015-07-13 13:51
Come avete scritto tanto tempo fa "un Nitti è per sempre" ed è evidente che per non svalutare il marchio di Fabbrica si stanno dando da fare contro la Ferri per assegnare la carica ad un membro della famiglia. Infatti ricordo che il coordinatore della lista è il vecchio Alessio Nitti, non sconosciuto allo scenario politico, ed uno dei componenti è il suo
Pupillo,nonché parenete Giuseppe Nitti. Ci chiediamo per quali spaventose ragioni stanno lottando così tanto? Non fate del male
A questo paese, ancora una volta, dando una carica simile solo perché è stato il più votato! Abbiamo bisogno di persone competenti e capaci, non di qualcuno che deve conquistarsi quella poltrona per riscaldarla e farai manovrare come un burattino.
 
 
#1 Osservatore 2015-07-13 12:06
La scelta più saggia e' tornare a casa, litigi, mal di pancia, inesperienza ed infine un sindaco ed amministrazione votata da scarsi 5 mila cittadini la dicono lunga.
Una cittadina di quasi 20 mila abitanti, ormai ghettizzata, sporca e con un degrado spaventoso, non può essere amministrata da ragazzi e da jn'amministrazione già litigiosa e partita male per malumori interni.
 

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