Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Lunga vita alla nostra Repubblica!

festa repubblica

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” nelle edicole la settimana scorsa

Se chiediamo ad un ragazzino non troppo fanatico della storia, per quale ragione il 2 giugno non si va a scuola ed è Festa nazionale, probabilmente non ci saprà rispondere. Questo è il rischio delle Feste nazionali che celebrano una conquista storica del secolo scorso: che cadano nel dimenticatoio. Per questa ragione occorre festeggiare, ricordare ed onorare la festa del 2 giugno.

RISPOLVERIAMO LA STORIA

Il 2 giugno 1946  l'Italia cambia per sempre la sua storia: con un referendum, gli italiani chiusero per sempre la pagina della Monarchia e aprirono quello della Repubblica. La Repubblica vinse con il sostegno di 12.717.923 voti contro i 10.719.284 voti monarchici: fu dunque un voto che vide un paese sostanzialmente spaccato, con il Sud a dare fiducia ancora alla Monarchia e il Nord ad ambire alla Repubblica.  Ma Il 2 giugno fu una data storica anche per un altro motivo,che non tutti ricordano e che probabilmente andrebbe indicato accanto al nome "Festa della Repubblica": per la prima volta in Italia le donne furono ammesse al voto, sebbene in notevole ritardo rispetto ad altre realtà europee ed extraeuropee.

 

UNA RICORRENZA BISTRATTATA

 

Una tradizione, quella della Festa, partita nel 1948, ma che è stata abolita per alcuni anni, in diverse battute. Dal 1946 a oggi, la Festa del 2 giugno è stata continuamente abolita e poi ripristinata, in un balletto di governi di destra e di sinistra senza sosta. Ma perché mai abolire una festa che celebra la vittoria della democrazia in tutte le sue forme? Fortunatamente l'italico buonsenso che ogni tanto si assenta, si è ripresentato: la festa è stata infatti ristabilita come giorno di Festa nazionale con annesse celebrazioni dal secondo governo Amato (legge 336 del 20 novembre 2000). E guai a chi ce la tocca di nuovo!

 

VALERIA MARANGI

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