Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Entra Carelli. I DATI DEFINITIVI - Orofino spiega il metodo

rino carelli


Secondo i veri calcoli, il seggio spetterebbe a Rino Carelli.


Nella composizione del nuovo consiglio comunale di Casamassima (in caso di vittoria, al ballottaggio, di Vito Cessa sindaco), all’opposizione della mezzaluna potrebbe sedere l’ex consigliere Rino Carelli (Nuovi Orizzonti) al posto di Francesco Risoli (Movimento Schittulli), quest’ultimo inserito nei calcoli rielaborati a caldo, a poche ore dalla fine dello spoglio.

Le ripartizioni dei seggi sono distribuite secondo il Metodo D'Hondt, applicando il quale, in effetti, Carelli sembra prevalere su Risoli. Ad aiutarci nei calcoli ci pensa l’avvocato Raffaele Orofino, che su facebook ha aperto il dibattito, riportando i calcoli con precisione, sia nel caso di vittoria di Vito Cessa, che nel caso in cui al ballottaggio del 14 giugno per assurdo dovesse vincere Vito Rodi.

Ecco gli schemi elaborati da Orofino. Applicando il metodo, il seggio spetta a Carelli. 

In basso, la spiegazione dettagliata di Orofino.

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Spett.le Redazione,

al mio risveglio ho appreso con non poco stupore che alcune tabelle da me elaborate “al volo” ieri mattina sulla base delle mie reminiscenze di contenzioso elettorale e condivise sul mio profilo Facebook al sol fine di avviare una discussione tra amici, sono state poste a fondamento di un articolo del portale casamassimaweb.it.

Per quanto il mio post su Facebook fosse visibile a tutti, penso che regola di buona creanza avrebbe voluto che mi fosse chiesta autorizzazione alla pubblicazione di tali tabelle, anche al fine di permettermi – data l’elevazione del rango del post dal livello pour parler a quasi fosse un parere pro veritate – di meglio ponderarle anche alla luce della più recente giurisprudenza, e di motivare alcune mie scelte.

Mi trovo dunque costretto a provvedere in tal senso a posteriori.

Partiamo dal dilemma da cui muove l’articolo: se al ballottaggio dovesse vincere Vito Cessa, in consiglio entrerebbe Risoli o Carelli?

Per rispondere a tale quesito, occorre far riferimento a quanto disposto dall’art. 73, comma 8, del TUEL, in base al quale «per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o a ciascun gruppo di liste collegate, nel turno di elezione del sindaco, con i rispettivi candidati alla carica di sindaco si divide la cifra elettorale di ciascuna lista o gruppo di liste collegate successivamente per 1, 2, 3, 4,... sino a concorrenza del numero dei consiglieri da eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti, i più alti, in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente. Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti rappresentanti quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella graduatoria».

Questo è quanto ritengo di aver fatto nelle mie tabelle: ho dapprima conteggiato i voti ottenuti da ciascun gruppo di liste a sostegno di un dato sindaco, e poi ho diviso tale cifra elettorale per 1, 2, 3, e così via, ottenendo i vari quozienti.

In particolare, mi risulta che le liste a sostegno della coalizione Rodi abbiano ottenuto, complessivamente, 2248 voti, mentre le liste a sostegno di Petroni ne abbiano ottenuti 1008.

Pertanto, dividendo la cifra elettorale delle liste Rodi per 1, poi per 2, per 3 e per 4, così come prevede il metodo D’Hondt a cui si rifà l’articolo citato, avremo i seguenti quozienti: 2248 (2248/1), 1124 (2248/2), 816 (2248/3), 612 (2248/4).

Allo stesso modo, dividendo la cifra elettorale delle liste Petroni per 1, poi per 2, per 3 e per 4, avremo i seguenti quozienti: 1008 (1008/1), 504 (1008/2), 336 (1008/3), 252 (2248/4).

Orbene, è evidente che il quarto quoziente delle liste Rodi – 612 (2248/4) – è maggiore del secondo quoziente delle liste Petroni – 504 (1008/2) –, per cui il seggio di minoranza in discorso spetterà alle liste a sostegno di Rodi, e non a quelle a sostegno di Petroni.

All’interno della coalizione Rodi, poi, si dovrà seguire lo stesso metodo, ed essendo il quoziente /1 della lista Nuovi Orizzonti maggiore del quoziente /2 di Autonomia Cittadina, il seggio spetterà alla prima e non alla seconda, come evidenziato in tabella.

Per completezza espositiva, preme peraltro rilevare che anche laddove alla coalizione Petroni fosse spettato un secondo seggio, lo stesso sarebbe andato a Forza Italia (e dunque a Paolo Montanaro), che mi risulta abbia ottenuto 485 voti di lista, e non al Movimento Schittulli, che ne ha ottenuti 478.

Infatti, i seggi vengono assegnati innanzitutto alle liste, e solo in un secondo momento ripartiti tra i loro candidati, per cui a nulla rileva che Risoli a livello personale abbia ottenuto più voti di Montanaro, in quanto è ai voti di lista che si deve in primo luogo guardare per la distribuzione dei seggi, e Forza Italia – se i miei dati sono corretti – ha ottenuto più voti del Movimento Schittulli.

Ne consegue che se un domani Petroni dovesse dimettersi, il seggio rimasto vacante andrebbe a mio avviso assegnato a Paolo Montanaro, e se anche quest’ultimo si dimettesse andrebbe a Dalfino, e così via, andando a “pescare” a ritroso nella lista di Forza Italia, in quanto il seggio spetta innanzitutto a Forza Italia.

Chiuso tale capitolo, ne approfitto per motivare un altro paio di scelte alla base delle mie tabelle, partendo dalla tabella introduttiva.

La legge dispone che non sono ammesse all’assegnazione dei seggi quelle liste che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi.

Cosa debba intendersi per “voti validi” il legislatore non lo spiega.

Pacifico che non siano da ricomprendere nel novero dei voti validamente espressi le schede bianche o nulle, ci si è dunque chiesti se occorresse tener conto dei voti validamente espressi nei confronti dei candidati sindaci, o soltanto di quelli validamente espressi nei confronti delle liste, essendo il primo dato diverso (ed evidentemente superiore) rispetto al secondo, data la facoltà di votare soltanto il candidato sindaco, senza alcuna preferenza di lista.

Ebbene, ai fini del calcolo delle percentuali di lista, nella mia tabella ho inteso come “voti validi” quelli complessivamente espressi con riguardo ai candidati sindaci e non già ai soli voti di lista – e questo spiega perché la percentuale totale dei voti di lista sia inferiore al 100% –, in aderenza a quanto stabilito dal Consiglio di Stato nelle sentenze n. 3021/2010 e n. 802/2012.

Sennonché, ho appena appreso che lo stesso Consiglio di Stato, con sentenza n. 1982 depositata lo scorso 17 aprile 2015, ha mutato opinione e, contraddicendo il suo precedente orientamento, ha inteso come voti validi quelli validamente espressi nei confronti delle liste.

Per quel che può valere, a mio avviso quest’ultimo principio è più corretto, in quanto ritengo più logico che nel calcolo delle percentuali delle liste, si tenga conto dei soli voti validi di lista.

Va ugualmente detto che nel nostro caso la sostanza non cambia, in quanto il diverso criterio di calcolo non consentirebbe comunque il superamento della predetta soglia di sbarramento alle liste che ne sono al di sotto.

Nondimeno, ritengo che quanto appena detto torni utile per dimostrare ai non addetti ai lavori come ogni norma sia frutto di interpretazioni spesso mutevoli e contrastanti, spesso ugualmente sostenibili, e che in definitiva nel diritto non esistono verità assolute ed immutabili…

Tornando alla soglia di sbarramento.

Ricordavo che la soglia di sbarramento del 3% si applicasse a tutte le liste, coalizzate o meno, e sulla base di tali ricordi ho elaborato ieri le mie tabelle, ma rileggendo oggi il comma 7 dell’art. 73 del TUEL («non sono ammesse all’assegnazione dei seggi quelle liste che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi e che non appartengano a nessun gruppo di liste che abbia superato tale soglia»), propenderei per la soluzione opposta.

Per comprendere quale sia la soluzione più aderente al diritto vigente occorrerebbe fare qualche ricerca giurisprudenziale, ma il tempo è tiranno e, soprattutto, mi pare questione sterile, in quanto avrebbe rilevanza soltanto nell’ipotesi in cui dovesse vincere Rodi, evenienza che ritengo davvero improbabile...

In ogni caso, privilegiando questa diversa soluzione, se per ipotesi dovesse vincere Rodi al ballottaggio, anche le liste Unione Sociale e Noi Giovani, che nelle tabelle da me elaborate ieri avevo escluso dalla ripartizione dei seggi per mancato superamento della soglia di sbarramento del 3%, concorrerebbero alla ripartizione dei seggi, ottenendone uno ciascuno, in danno di Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima (il tutto, ovviamente, al netto di eventuali apparentamenti, giacché in tal caso alla spartizione dei dieci seggi di maggioranza concorrerebbero anche le liste apparentate in vista del ballottaggio, a scapito delle liste Rodi originarie).

Ultima questione: il premio di maggioranza.

Alcuni amici mi hanno contattato ieri, per farmi notare che, a loro avviso, se anche per assurdo dovesse vincere Rodi, alla sua coalizione non spetterebbe alcun premio di maggioranza, in virtù di quanto disposto dall’art. 73, comma 10, del TUEL, che riporto: «Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, ma abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi. Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate ai sensi del comma 8».

Dunque, stando alla loro tesi, avendo ottenuto la coalizione Rodi al primo turno meno del 40%, alla stessa non potrebbe spettare alcun premio di maggioranza.

Si tratta di opinione diffusa e rispettabile, che tuttavia non condivido.

A mio avviso, infatti, il presupposto dell’ottenimento di almeno il 40% dei voti ai fini dell’ottenimento del premio di maggioranza vale soltanto per il primo turno, ed il premio di maggioranza non deve essere attribuito soltanto in due casi:

-          laddove un candidato vinca al primo turno, ma le liste che lo sostengono non superino la soglia del 40% dei voti validi;

-          laddove un candidato vinca al ballottaggio, ma le liste a sostegno dell’altro candidato, al primo turno, abbiano ottenuto più del 50% dei voti validi.

Ne consegue che il candidato che dovesse vincere al ballottaggio avrà sempre il premio di maggioranza, eccezion fatta per l’ipotesi in cui la coalizione a lui opposta al primo turno abbia ottenuto più del 50% dei voti validi (come avvenuto da noi alla penultima tornata elettorale).

In tal senso depone l’analisi letterale della norma, con l’inciso «Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi» nettamente separato da quello che lo precede, a differenziare le due diverse ipotesi primo/secondo turno.

Ma in tal senso depone soprattutto una interpretazione sistematica della legge elettorale, la cui finalità primaria – attraverso la attribuzione del premio di maggioranza – è stata quella di garantire la governabilità (e la stabilità) dell’Ente territoriale.

Al contrario, aderendo alla tesi avversa, avremmo ripetute crisi di governo.

Mi spiego con un esempio: poniamo che alle elezioni comunali concorrano i candidati Sinistra, Centro e Destra, e che al primo turno Centro ottenga il 41% dei voti, Sinistra il 39% e Destra il 20%.

Ebbene, stando alla interpretazione a me contraria, al secondo turno il candidato Sinistra non potrebbe mai aspirare al premio di maggioranza, se non apparentandosi con Destra al fine del superamento della soglia del 40%.

Ma se così fosse, è del tutto evidente che verrebbe tradito lo spirito della legge, che per l’appunto è quello di garantire – attraverso il premio di maggioranza – la governabilità dell’Ente, e non certo quello di costringere il candidato sindaco ammesso al ballottaggio ad improbabili apparentamenti, al fine del superamento della soglia del 40%.

E poi, cosa accadrebbe qualora nessuno dei candidati al primo turno dovesse superare la soglia del 40%? Non verrebbe assegnato alcun premio di maggioranza, se non previo apparentamento? Ed in tal modo, le liste apparentatesi non condizionerebbero con la loro scelta l’esito della competizione, risultando per quella non apparentata impossibile governare, anche in caso di vittoria al ballottaggio?

Resto dunque della mia idea: la soglia del 40% rileva soltanto in caso di elezione al primo turno, mentre in caso di ballottaggio diventa ininfluente ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza, a tal fine importando soltanto che la coalizione avversaria non abbia ottenuto il 50% +1 dei voti validi.

In ogni caso, ribadisco che la discussione mi pare sterile, in quanto ritengo davvero improbabile che Rodi possa vincere il ballottaggio, per le considerazioni (miei personali, sia chiaro) che seguono.

In primo luogo, la indubbia forza del candidato Cessa, il quale ha “rischiato” di vincere al primo turno, nonostante avesse contro ben cinque candidati sindaci.

Forza derivante dalla storia personale, ma anche dalla freschezza del candidato Cesssa, a cui si contrappone un avversario che, considerando anche il suo passato da dipendente comunale, al termine del prossimo mandato si sarà avvicinato al mezzo secolo nel Palazzo. Per carità: tutta esperienza.

Oltre che sulla forza propria e della propria compatta coalizione, al secondo turno Cessa potrà contare sull’appoggio (indiretto) degli elettori del Movimento 5 Stelle, giacché Caravella entrerebbe in consiglio (cosa a cui il Movimento tiene moltissimo) soltanto se al ballottaggio dovesse vincere Cessa, mentre in caso contrario le liste della coalizione Cessa fagociterebbero cinque seggi di minoranza su sei.

Per converso, Rodi, per sperare di vincere, potrebbe essere costretto ad apparentarsi con altre liste (non il Movimento 5 Stelle, che non si apparenta con nessuno), ma tale apparentamento non sarebbe indolore, in quanto in tal caso, in caso di vittoria, i dieci seggi di maggioranza andrebbero ripartiti tra tutte le liste a sostegno, comprese quelle apparentate, a scapito delle liste (e dei candidati) che lo hanno sostenuto dal primo momento, con evidente risentimento dei candidati “sacrificati”…

Insomma, mi pare davvero che non ci possa essere storia.

Prego di pubblicare il presente intervento in calce all’articolo «Risoli o Carelli? Questo è il dilemma. Ecco i calcoli di Orofino», mediante un semplice copia&incolla, senza omettere alcunché.

Raffaello Giuseppe Orofino

Commenti  

 
#9 Anonimo 2015-06-04 22:54
Suvvia Rino, cedi il passo all'esperto Pignataro.
 
 
#8 Per Ignazio 2015-06-03 20:07
Ignazio, i voti vengono ripartiti tra le liste o coalizioni di liste, per cui il seggio è sempre della lista, e solo in un secondo momento entrano in gioco i voti dei candidati. Se dunque per ipotesi dovesse scattare un nuovo seggio in favore della coalizione Petroni, o se quest'ultimo dovesse dimettersi, il seggio andrà alla lista che in tale coalizione è risultata la più suffragata, ossia Forza Italia. Solo a questo punto, ossia quando i seggi sono stati già assegnati alle liste, entrano in gioco le preferenze individuali, nell'ambito di ciascuna lista.
 
 
#7 Ignazio 2015-06-03 18:47
Mi spiace contraddire in parte l'avv. orofino, ma il suo ragionamento può essere corretto sino a un certo punto.
Se il seggio dovesse essere attribuito alla coalizione Petroni, il secondo seggio scatterebbe al maggior eletto della lista Schittulli, ovvero a risoli perché bisogna tener conto anche della cifra individuale e non solo di quella di lista.
 
 
#6 casamassimese 2015-06-03 14:39
Dopo questo turnover politico tutti piangiamo la mancanza in consiglio comunale del nostro caro e affezionato franco pignataro.
Non riusciamo ancora a credere di poter fare a meno delle arringhe politiche del nostro franco veneziano.
Proponiamo alla cittadinanza di fare una colletta in modo da poter pagare ancora una volta le sue trasferte sulle comode poltrone alitalia.
In fondo dopo oltre trent’anni di inutili e noiosi discorsi sembra prematura una sua uscita di scena.
 
 
#5 precisazione 2015-06-03 13:48
Il calcolo sopra indicato è corretto ma nel caso in cui il seggio sia per ipotesi assegnato alla coalizione di Petroni spetta a Forza Italia e non al Movimento Schittulli. Pertanto verrebbe eletto Montanaro e non Risoli che rimane fuori in ogni caso. Dovere di cronaca.
 
 
#4 qui prodest? 2015-06-03 13:45
Non mi sembra che ci siano dubbi, salvo le errate interpretazioni dell'ufficio elettorale e le errate certezze di questo sito/giornale che pubblica un consiglio comunale non ancora definito. Grazie Avv. Orofino.
 
 
#3 Alba Boreale 2015-06-03 10:16
Chissà se Pignataro con un altro miracolo rientri in gioco.
Casamassima ha bisogno di lui.
Ma perché non lo avete votato?
È stato sempre tanto bravo!
Forse ha cercato lo scontro con qualche ... intoccabile personaggio?
Alla luce dei risultati, avrebbe dovuto chiamare la sua coalizione NUOVI TRAMONTI, altro che NUOVI ORIZZONTI.
 
 
#2 risolino 2015-06-03 08:05
la neve si è sciolta e Risoli se ne torna con le mazze addosso!.. Petroni ringrazia!
 
 
#1 Pro Rino 2015-06-03 05:51
Questo conteggio e' perfetto, ma mi chiedo perché diffondere un giornale con le facce del nuovo Consiglio se ci vogliono 15 giorni per avere i nomi definitivi? E poi non è affatto vero che avremmo l'anatra zoppa, diamo la giusta informazione per favore.
 

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