Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Prostituzione: referendum per l'Abrogazione Legge Merlin

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I moduli si possono ritirare presso l'Ufficio Elettorale di Casamassima

Fino al 4 luglio 2015 sarà possibile firmare per il referendum che sta interessando tutta l'Italia per l'abrogazione della Legge Merlin. La miccia della contestazione, dunque, si sta riaccendendo in Italia, tanto che è comparsa persino una pagina facebook sull'argomento (https://www.facebook.com/pages/Apertura Case-Chiuse-Referendum-per-labrogazione-Legge-Merlin/) .Ricordiamo che la senatrice socialista Angelina Merlin ha legato il proprio nome politico all’omonima legge con cui venivano definitivamente chiuse “case di tolleranza”. Un provvedimento che nell’Italia del 1958 cambiò il costume dell'Italia ponendo la parola fine alla prostituzione legalizzata nel paese. Nonostante siano passati quasi sessant'anni la questione ha continuato e continua ad essere oggetto di continui dibattiti; ma forse siamo giunti a un punto di svolta. Il referendum chiede di abrogare la Legge Merlin del 1958 che è la causa, secondo alcuni, della prostituzione di strada. Secondo i sostenitori, in tal modo sarà possibile non solo regolare e controllare la prostituzione al fine di tutelare la salute pubblica e combattere il degrado, ma anche tassare tale attività, come già avviene in Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria e Svizzera. Gli introiti fiscali, che da alcuni studi sarebbero stimati attorno ai 4 miliardi di euro all'anno, consentirebbero di ridurre o eliminare alcune tasse che gravano sui cittadini. La questione è senza dubbio delicata ed i più moralisti potrebbero ritenere assurdo "dare la benedizione" alla commercializzazione del sesso. Tuttavia sono molti anche che ritengono che la chiusura delle case chiuse non ha assolutamente impedito il fenomeno della prostituzione, tutt'altro. Inoltre, sostengono i fautori della riapertura, è solo attraverso delle strutture riconosciute che si potrebbero attuare dei controlli – sanitari e fiscali – e si darebbe un colpo di grazia al sottobosco di malavita e sfruttamento che si alimenta con il corpo delle prostitute agli angoli delle strade. Sul fronte del no invece il rifiuto alla mercificazione della donna e la convinzione che lo Stato debba rappresentare un nobile ideale a difesa, e non contro, le donne. Ad ogni modo, per chi fosse interessato Casamassima ha messo a disposizione i moduli per il referendum. Le adesioni si possono rilasciare presso l'Ufficio Elettorale del Comune fino al 4 luglio.

VALERIA MARANGI

 


 

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Commenti  

 
#1 rocco 2015-05-19 15:47
muovetevi se vogliamo ripulire questo paese!!!!!
 

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