Via ai comizi di Casamassima

folle oceaniche

 

 

Folle oceaniche o… mediterranee?

 

Folla oceanica (o mediterranea?) al primo comizio del centro sinistra domenica sera. Ai circa 80 candidati si sono aggiunti circa 240 accompagnatori ufficiali, come madri, figli, nonne e zii. Non sono mancati neanche i “manovali” del palco che hanno curato le luci, le musiche e le slide. Hanno fatto da contorno i soliti delle altre liste avverse che non hanno fatto mancare il calore necessario.
Ma la piazza, contrariamente a quanto si dice, poteva ospitare ancora molti, anche se le cronache riferiscono di un assembramento sovraumano.
La solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Comunque più di Pignataro - Rodi, erano.
E così, cominciata l’avventura abbiamo scoperto che il comizio era dedicato alle cittadine e ai cittadini, agli impiegati, ai giovani, agli anziani, ai cassaintegrati, ai disoccupati, ai pensionati e chi più ne ha più ne metta; questa per me è stata una scoperta sconvolgente. Così, Giuseppe Nitti, dopo una presentazione degna del miglior spettacolo di intrattenimento di tutti i tempi, ha aperto le danze. 
Ma le scoperte sono proseguite senza sosta. 
Anche Mariella Forleo ci ha fatto riscoprire il valore della “coerenza”, quella rappresentata dalla sua lista; proseguendo abbiamo scoperto che la presenza di Francesco Matarrese, segretario cittadino di SEL era lì a testimoniare lo spostamento a sinistra della coalizione, come se potesse bastare la sola presenza di SEL a spostare il centro destrorso a sinistra.
Ma poi, abbiamo scoperto anche che quella folla oceanica o mediterranea, erano oltre venti anni che non si vedeva. Unico appunto è dato dal fatto che l’artefice di tale affermazione è stato il segretario del PD, giovane di 28 anni.
Memoria storica. Beato a lui. 

Dopo l’intervento dei nostri e dei vostri beniamini, dopo una presentazione fantasmagorica, al suono di una musica messa a palla a mò di sigla introduttiva, mi aspettavo che salissero sul palco le “veline”, è stato introdotto l’ospite della serata che con scatto felino, mentre una nuvoletta azzurra circondava i suoi sacri piedini che da tempo non toccano più la nuda terra, fluttuante conquistava il palco. Ovazione generale, tripudio, battito di mani frenetico. 
Vito Cessa conquistava la scena. 

Ed è a questo punto che abbiamo scoperto insieme agli spettatori increduli e freneticamente ansiosi, che il male di questo paesello a sud est della metropoli è stato, pensate e ripensate, il citofono.
Abbiamo scoperto che dovremmo mettere in pratica il vecchio sistema che accomuna tutti quei buzzurri come me i quali, fermandosi sotto la finestra dell’amico gridano: 
“Vitin, ascinn”.
Benvenuti nel berlusconi bus.

MAURIZIO SALIANI