Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Rifondazione comunista denuncia e promuove la nuova Sinistra

rifondazione comunista casamassima

Pubblichiamo un comunicato a firma di Rifondazione Comunista.

 

Le imminenti elezioni amministrative, inducono il Partito della Rifondazione Comunista di Casamassima ad un’attenta analisi di quelli che sono gli scenari che vanno delineandosi, non tanto per un’intromissione in quel che accade all’interno delle varie compagini che sono in campo, quanto per le ripercussioni che tali atti hanno sulle dinamiche politiche locali.

In questa campagna elettorale, quasi tutti, ormai, sembrano aver dimenticato cosa sono stati in passato da un punto di vista prettamente politico e hanno fatto proprio un adagio che sembrano ripetere tutti in coro: “Gli ideali non esistono più”. Di conseguenza assistiamo a riposizionamenti, salti mortali ed equilibrismi degni della miglior squadra circense. Tutti uniti: centro- (sinistra), pseudo sinistra estrema, ex dirigenti di centro destra che, illuminati sulla via di Damasco, si scoprono sinistrati perché (e questo è il secondo motto più gettonato) “Nella vita si può sempre cambiare idea”. Parenti che vanno in pensione (o lavorano nelle retrovie) lasciando in eredità quel pacchetto di voti sicuri che servirà a portare alla ribalta della scena politica figli o nipoti. E c’è già qualcuno che, seduto al tavolo del centro- sinistra, sibila che, seppur si andasse a vincere, molto probabilmente la nuova amministrazione cadrà per mano di qualche altro notaio. Che in pratica significa: “Sposiamoci, ma tieni presente che l’avvocato divorzista l’ho già contattato”.

Ottimi i presupposti, ci verrebbe da aggiungere.

Ma si sa, la famiglia fordista è ormai superata, oggi si va sempre più affermando la famiglia allargata.

Dall’altro lato della sponda traffica il centro destra, che alla fine, viene fuori compatto.  Poi c’è il centro tendente alla destra, ma che non disdegna di strizzare l’occhio al centro-sinistra.

Fuori da tutto questo bel calderone, che crea già non poca confusione in chi la politica la mastica, ci sono i programmi. 

Tranne qualche sparuta dichiarazione del tipo: “I cittadini devono prima pensare ai loro doveri e poi ai loro diritti”, che sarebbe stata legittima negli anni ’20, ma che viene sciorinata oggi, in un’epoca di gravissimi disagi sociali e soprattutto da una esponente che dovrebbe incarnare il centro sinistra.  Per il resto: tutto tace.

Ecco perché, oggi più che mai, riteniamo opportuno che ci sia bisogno di Sinistra.

Quella Sinistra che non ha dimenticato la sua storia, che non si vuole adattare a questi tempi in cui la politica è diventata mero marketing, contenitore ripieno di parole come: partecipazione o primarie, ma che di contenuti ha ben poco.

Un partito di Sinistra, scritto con le iniziali maiuscole, deve fare Politica con la “P” maiuscola e non aggrovigliarsi sulla spartizione di poltrone.  Deve inoltre avere la capacità di comprendere ed avviare tutte quelle azioni, a tutti i livelli, per fermare questa deriva populista, capitalista ed antiliberale che ha invaso l’Italia facendola precipitare e che si ripercuote, inesorabilmente, a tutti i livelli.

Una Sinistra  che difende i diritti dei lavoratori, dei cittadini tutti e di tutti gli strati sociali, mettendo gli ultimi al primo posto.

Una Sinistra che dica definitivamente BASTA al consumo del suolo, attraverso un blocco delle lottizzazioni e che si preoccupi, piuttosto, di ricercare soluzioni idonee a garantire un alloggio alle fasce di popolazione più povere attraverso concrete politiche di edilizia popolare.

Una Sinistra che ponga fine a clientelismi e voto di scambio a vantaggio di “signorotti alla Don Rodrigo” che da alcuni decenni si sono affacciati sulla scena politica casamassimese per essere favoriti, più o meno trasversalmente, nei loro “affari d’impresa”.

Una Sinistra che punti a favorire, in tutte le forme possibili, lo sviluppo di una economia locale, a partire dall’AGRICOLTURA e dall’ARTIGIANATO. Ora, più che mai sono necessarie politiche che incentivino le nuove generazioni a fare ritorno alla terra, oggi, sempre più, in stato d’abbandono.

Una Sinistra che nelle politiche di fiscalità locale non veda più il cittadino come un limone da spremere e che ponga in essere ogni forma di collaborazione che lo sollevi da inutili e cavillosi adempimenti burocratici pensati solo per rendere difficile la vita.

Una sinistra che veda la “CASA COMUNALE” il centro degli interessi di tutti i cittadini, il garante dei loro diritti, la risposta alle loro esigenze, non in forma di cortesia. Occorre, per questo, avere una visione della gestione della cosa pubblica netta contrapposta con le politiche liberiste dei governi centrali. La centralità del bene comune è possibile solo se si riuscissero ad organizzare forme di auto –gestione dei servizi comunali.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Casamassima, dopo aver ascoltato vari soggetti presenti sul territorio, si fa dunque promotore di un percorso a sinistra che possa vedere uniti tutti i cittadini che si rispecchiano nei nostri valori e che hanno voglia di portare il loro contributo alla strada che ci impegneremo a tracciare.

Prc Casamassima

Commenti  

 
#24 Il renziano tipico 2015-02-13 15:24
Ahhhhhh dimenticavo........ma quando parlate di "Ecco perché, oggi più che mai, riteniamo opportuno che ci sia bisogno di Sinistra.Quella Sinistra che non ha dimenticato la sua storia, che non si vuole adattare a questi tempi in cui la politica è diventata mero marketing, contenitore ripieno di parole come: partecipazione o primarie, ma che di contenuti ha ben poco"....Vi riferite alla politica comunista del compagnao Bertinotti e dei suoi privilegi da comunista??????
 
 
#23 Il renziano tipico 2015-02-13 15:19
Spett.Le PRC Casamassima.....vorrei sapere a quando il prox gazebo in piazza sull'occupazione della Russia in Ucraina????
Ho state organizzando una raccolta firme contro ISIS????
 
 
#22 Prc Casamassima 2015-02-13 08:40
Per Il renziano tipico
è vero: IL NULLA...E DOPO IL NULLA...ANCORA IL NULLA. e continueremo così con la speranza che lei e quelli come lei si affranchino dalla schiavitù dell'ingiustizia. Questa è vera Presunzione con la P maiuscola. Auguri comunisti a lei, ai suoi figli e ai figli dei suoi figli per un futuro migliore fatto di uomini liberi.
M.C.
 
 
#21 Selvaggio 2015-02-12 15:16
Invece di continuare a commentare e criticare lo scenario politico attuale, come accade nei peggiori talk show, cercate di proporre qualcosa (Almeno per una volta)
 
 
#20 kasamatta 2015-02-12 13:29
occorre una "rottamazione "gentile e partecipata."
per una opposizione sociale a casamassimaa
queste amministrative possono essere una grande occasione per creare un nuovo laboratorio politico. una nuova "piazza comune". un movimento popolare capace di ostacolare, controllare, le forze conservatrici, opportuniste, che da decenni gestiscono il paese. è una grande responsabilità per chi si dichiara diverso. per il cambiamento. per la socializzazione della politica e del potere.
continuare con le stesse ed inutili pratiche più o meno visibili, autoreferenziali, inefficaci, che di fatto sistematicamente permettono ai soliti gruppi e "famiglie" politiche di casamassimaa di conquistare il potere, ma soprattutto di gestirlo.
o invece mettere le basi per un vero cambiamento. per una nuova forma di partecipazione, di condivisione di pratiche e obbiettivi comuni e di comune utilità. aprire una finestra sul futuro e per i ns giovani, che un giorno saranno comunità. una finestra da cui intravedere una speranza e una possibilità.
abbandonare evidenti e inefficaci settarismi, dimenticarsi prime geniture o teorie fancuiliste.
per la costruzione di un movimento popolare di partecipazione, solidarietà, cambiamento.
i protagonisti che oggi non salgono sul carro dei potenti e dei vincenti possono determinare questo.
la conservazione del nulla,
o un vero cambiamento.
è a questo che un giorno dovranno rispondere.
 
 
#19 Cricoro 2015-02-11 19:01
La sinistra, quella vera, sta altrove! La vostra politica ha il solo scopo di opporsi a tutto e a tutti. Così non si costruisce.
 
 
#18 Cricoro 2015-02-11 18:59
Mariella Calisi...chi? :-D
 
 
#17 Futura 2015-02-11 17:20
"Alfiere Nero" nonostante la lunga disamina sulla crisi del turbo-capitalismo che condivido, la tua tesi non contraddice la mia che afferma che il Comunismo non è stato nella storia, e tantomeno lo potrà essere nel futuro, la soluzione va ricercata altrove, neanche il tanto amato Tsipras non parla più di comunismo...
 
 
#16 m.carucci-acquaviva 2015-02-11 16:58
Cara Calisi, fatti carico anche delle esigenze politico-grammaticali di cricoro e renziano puro, rispettivamente! Dove ti giri e ti volti, Casamassima, Gioia, Acquaviva, Bari, siamo messi molto male...La politica degli anni settanta sembra l'età dell'oro, oggi siamo alla cloaca maxima.
 
 
#15 Il renziano tipico 2015-02-11 15:03
La politica con la P maiuscola????? Ma se mancate dalla vita politica di Casamassima da oltre 20 anni!!!!...forse per politica Maiuscola intendete quei psudo gazezi che organizzate 3 volte l'anno in piazza????? Nulla.....siete il nulla del nulla.....continuate così!!!!
 
 
#14 Prc Casamassima 2015-02-11 14:26
Per Cricoro:
Esistiamo per educare lei alla politica.
P.S. L'anonimato non fa onore.

Mariella Calisi- Segretaria Prc Casamassima
 
 
#13 Alfiere Nero 2015-02-11 12:06
Inoltre, per sgomberare dubbi su che si è servito della parola “comunista, affermo che il crollo delle dittature comuniste rivela l' impossibilità d' una pratica politica ultrademocratica. Che cos' è accaduto all' Est se non l' irrompere d' un principio democratico che ha sconfitto regimi totalitari che si spacciavano per “comunismi”? Di questo crollo Marx ha una responsabilità teorica piuttosto significativa. Si è serviti di lui e della parola “comunismo” per abbagliare i popoli e riaffermare sistemi aberranti. Infatti quanto ha inciso il pensiero di Marx nella scelta dei dirigenti “comunisti” di quei regimi totalitari? Niente! Ben altri sono i criteri di Marx! Parliamo infatti di generazioni cresciute in una cultura storico-ideale differente, compresa quella italiana fino allo strappo di Berlinguer e al suo cambiamento di rotta. Da molto tempo Marx non costituisce la componente essenziale dei quadri dirigenti comunisti e perfino capitalisti. D' altronde, si può leggere Marx senza essere marxisti o addirittura essere capitalisti!!!

Concludo: Gli uomini hanno inventato il turbo capitalismo finanziario che crea sempre più disuguaglianze et ultra ma nessun topo inventerà mai una trappola per topi.

Pur essendo una sintesi estrema: Mi sono spiegato?
 
 
#12 Alfiere Nero 2015-02-11 12:05
Cara/o Futura,

Dovresti pensare seriamente al futuro… “Comunista”, molti italiani ripetono la parola a pappagallo come offesa. Visto che lo fa il capo perchè non lo posso fare io? Peccato che la maggior parte delle volte non sanno nemmeno il significato.
Infatti...il nano di Arcore si è sempre lamentato di una sinistra italiana massimalista. Io dico: o guitto, non hai capito che se esistesse ancora una sinistra massimalista tu non saresti più vivo da un pezzo???

Quindi, cambiare una parola non cambia ciò che quella parola rappresenta. Comunismo come utopia. Faccio un esempio.

La stima dell’Ituc ( Confederazione sindacale internazionale ) e il richiamo alla costruzione delle Piramidi dimostrano almeno due cose. Quanto sia ancora assurdo il mondo in cui viviamo, prima di tutto; quanto sarebbe ancora valido il grido, “Lavoratori di tutto il mondo unitevi!”, che chiude il Manifesto del Partito Comunista scritto nel 1848 da Marx e da Engels. Quanto dovremmo sentirci fortunati, in secondo luogo, del fatto di vivere in un Continente in cui quel grido è riuscito a farsi sentire con tanta forza dalla fine dell’800 ed in cui la lotta dei lavoratori che a quel grido di sono ispirati ha dato un contributo così importante allo sviluppo di una società più democratica.
Di quali piramidi parlo? Quelle dei Mondiali di calcio del 2002 nel Qatar.
Quello che a un “comunista” preme è che ci sarebbe bisogno di una mobilitazione ampia delle coscienze intorno al problema dei lavoratori immigrati che potrebbero essere sfruttati (o uccisi) in Qatar per organizzare, anche per il piacere di noi “democratici”, quella manifestazione. Per ottenere che una Commissione internazionale di controllo per conto dell’apposito ufficio dell’Onu a Vienna vigili sulle condizioni in cui si svolgeranno i lavori per costruire gli stadi di calcio. Insegnando anche agli sceicchi meno compassionevoli che il possesso di denaro non li esime dalle responsabilità morali e materiali che i datori di lavoro hanno nei confronti di chi, con il proprio lavoro, permette loro di vivere. A volte troppo bene.
 
 
#11 Futura 2015-02-11 09:28
Ma come fa un partito oggi a chiamarsi ancora comunista? Ora che anche Cuba si apre al mondo, che gli unici esempi di comunismo sono la Cina e la Corea del Nord (lascio a voi i commenti) chiamarsi comunisti ha lo stesso valore storico di chiamarsi monarchici, fascisti, etc. tutti movimenti superati dalla storia, vuol dire solo voglio stare all'opposizione a vita, criticare per il gusto di criticare ed essere scontenti del mondo a vita. Se voi siete felici così va bene, ma non scassate con i vostri giudizi da primi della classe su tutto e tutti visto che oramai in Italia e nel mondo il COMUNISMO E' UNA PAROLA RELEGATA ALLA STORIA!
 
 
#10 il nipote del Che 2015-02-10 21:48
Ma come potete scrivere delle robe del genere VOIIII . A S S E N T I I N G I U S T I F I C A T I da anniiiiii. Mi chiedo con che coraggio... DOVE ERAVATE? DOVE SIETE? Sapete chi sono oggi i vostri avversari? quelli che avete scacciato a calci nel sedere, con la vostra indifferenza alla vita sociale di casamassima e a tutti i temi (ex)cari al vostro partito. Hasta Siempre lo dico io... che posso ancora camminare con la testa alta.
 
 
#9 Franco Pignataro 2015-02-10 21:25
Da uomo di parte e schierato alla destra più estrema dello schieramento politico, non posso nascondere la mia più ampia condivisione per il significato ed il valore del documento.
E chi lo ha scritto ci ha messo il cuore perché ci crede davvero. Tutta la mia più sincera ammirazione.
 
 
#8 Alfiere Nero 2015-02-10 20:01
Galli della Loggia soffre di ipermetropia politica; forse gli sfuggono i particolari viluppi della contingenza presente, ma sicuramente vede lontano, nel passato e, quindi, per il futuro.
Lì sta “el busillis” che, nessuno, sinora, tranne, forse, Augusto Del Noce, ha osato individuare: in Italia non c’è una destra credibile, da Sella e Minghetti in poi, quindi dal 1876 quando cadde la Destra nel regno d'Italia, perché nessun uomo politico di larghe vedute ha mai inteso coinvolgere, nei progetti e nei programmi, quella che Galli della Loggia chiama “la cultura del cattolicesimo politico”.
Non solo Berlusconi ha pensato, sempre e soltanto, ad un patto indissolubile con le gerarchie (in termini di cultura di massa, meno di niente); ma hanno fatto lo stesso i vari statisti di formazione liberale e, dopo di loro, Mussolini, e poi i reduci del partito liberale, delle formazioni monarchiche edi quelle neofasciste.
Mille salamelecchi, non sempre graditi, all’Oltretevere, ma una sostanziale indifferenza nei confronti di tutto quello che nel milieu cattolico si incubava e si agitava.
E questa pluridecennale “distrazione” della destra ufficiale italiana (o di quel che si autoetichettava come tale) ha fatto il gioco dei “centristi” neo-popolari, che da un lato rifiutavano qualsivoglia coinvolgimento con quella parte di elettorato ritenuta poco meno che infetta; e che, dall’altro, intrattenevano proficui rapporti con la sinistra, destinata a rimanere fuori dalla stanza dei bottoni, per via dei patti internazionali e dell’ombrello NATO.
Del Noce ebbe a fotografare, con la sua grande capacità di sintesi, questo paradosso italiano dei “cattolici progressisti, che amano intendersi con i progressisti non cattolici, piuttosto che con i cattolici non progressisti”.
Va pure detto che, dagli anni del risorgimento sino a Matteo Renzi, e con la sola eccezione del sessennio degasperiano, ogni riferimento al solidarismo e alla dottrina sociale della Chiesa ha sempre trovato, negli ambienti “di destra”, al di là di platonici omaggi di facciata, solide barriere, tutte innalzate da sapienti manine massoniche.
Non se ne farà niente, naturalmente; perché la tradizione culturale cattolica ha vocazione universale e due millenni di età; e invece la cosiddetta “destra” italiana appartiene ormai alla storia del vaudeville, ma con scarsissima dimestichezza con la lingua di Joseph De Maistre.
Gli anni del Comandante Lauro e quelli del bunga bunga pesano, e per sbarazzarsene, occorrono occhi di lince e spalle da gladiatore.
E non li puoi cancellare solo con l'editoriale di un politologo di alto rango, o con la recita collettiva di un miserere (ammesso che ci sia ancora qualcuno in grado di comprenderne il testo in latino).
 
 
#7 Alfiere Nero 2015-02-10 20:00
...Esaurito ( per lo spazio che mi è dato ) il mio intervento riguardo al centro sinistra ( si fa per dire ) e gioco d'anticipo sulla Redazione riguardo a un possibile articolo "Qualcuno era di destra"...

"Se la Destra vuole tornare ad essere elettoralmente competitiva deve prefiggersi una linea che sia riconoscibilmente alternativa a quella della Sinistra, naturalmente, ma che al tempo stesso sappia interpretare anche alcune esigenze di fondo dell’ elettorato di quest’ultima. Ciò sarà possibile, io credo, ma solo a una condizione. Una condizione che si spiega con la storia particolare del nostro Paese e delle sue culture politiche. Tra le quali quella liberal-democratica nei fatti si è sempre mostrata fragile, poco radicata e soprattutto incapace di sorreggere vaste ambizioni. Altrove sarà diverso, è certamente diverso, ma in Italia - come del resto in molti altri Paesi dell’Europa continentale - una sostanziale contaminazione della Destra moderata con punti programmatici diversi dai propri, i quali guardino verso sinistra, è possibile solo se la Destra riesce a integrare dentro di sé, stabilmente - non già in modo estrinseco sotto forma di fragili accordi di vertice che lasciano il tempo che trovano - la cultura del cattolicesimo politico.
Berlusconi ha pensato che fosse sufficiente un’alleanza con le gerarchie ecclesiastiche all’insegna di una strumentale condivisione di «valori irrinunciabili» (a lui e al suo ambiente peraltro del tutto estranei). Ma evidentemente non di questo si tratta. Bensì di fare i conti con quel lascito di idee e di propositi che vengono da una lunga storia e che hanno alimentato un’esperienza che è stata decisiva per la vicenda della democrazia italiana. Altrimenti, per una Destra che oggi miri a contrastare l’egemonia renziana l’alternativa è una sola: quella di puntare spregiudicatamente su un massiccio smottamento ideologico-emotivo delle masse (popolari e non) verso particolarismi anarcoidi, verso forme di xenofobia e di antieuropeismo radicali. È la via attuale della Lega: una via tenebrosa e senza ritorno.”.
(Ernesto Galli della Loggia – CORRIERE DELLA SERA - 10 febbraio 2015 | 8:21 - © RIPRODUZIONE RISERVATA).
 
 
#6 Alfiere Nero 2015-02-10 19:53
Sono un credente e politicamente un liberale-socialista, quindi uomo di sinistra. Non vorrei sembrarle presuntuoso, ma anche l’assunto di Massimo Fagioli, come invettiva a Vendola che chi è cattolico non può essere comunista mi sembra sbagliata. Attualizzare Marx non significa necessariamente essere comunista ( d’altronde anche Togliatti rinunciò alla dottrina marxista leninista e pure era a capo del più grande partito comunista dell’occidente ); e parte dell’ideologia marxista è molto vicina alla dottrina sociale della Chiesa. Definirsi comunista è solo una parola nostalgica ed impropria ai giorni nostri. Al contrario, definirsi marxisti è attualissimo fino a quando esisterà il capitalismo con le sua contraddizioni.

Quale sintesi allora dei giorni presenti? Renzi: "2015 anno felix: ci sono tutte le condizioni per tornare a correre"...Hollande: "Se fallisce il negoziato con Putin, c'è solo la guerra"...alle farneticazioni di questi due imbecilli, preferisco di gran lunga, io cattolico da sempre, le realistiche e dolenti parole di Papa Francesco: "Questa economia uccide!"...

..Parafrasando Sciascia: ne' con Sanremo ne' con l'Esorcista!...Nè con i liquidi centrosinistronzi, né la pseudo destra.

Sono con voi cari amici di Rifondazione Comunista! Vi auguro sogni a non finire, e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.
 
 
#5 Alfiere Nero 2015-02-10 19:52
Cari amici di Rifondazione Comunista,

Il renziano tipico non leggerà mai per intero questo articolo ma sarà pronto a criticarlo senza capirne neanche la sintesi o l'incipit. Un altro segno della definitiva scomparsa della cultura di sinistra e della berlusconizzazione ( Renzi ne è un prodotto ) dei grandi valori e idee della socialdemocrazia italiana.

Certamente il mio commento sembrerebbe banale, lapalissiano; ma, complice l’ambiente in cui sono nato che mi ha permesso di leggere certi libri forse prematuramente, gli assunti, ora scontati, si erano formati in me sin dall’adolescenza. Ho sempre ritenuto più stimolante la lettura della Storia dal punto di vista degli oppressi. E qui entra in scena Marx con i tre cardini della sua teoria: primato dell’economia sulla politica e sulla cultura, la mercificazione universale dei rapporti umani prodotta dal capitalismo e la possibilità di realizzare libertà e giustizia sociale. Evito analisi più esaustive, ma contrariamente a Bobbio, io dico che siamo di fronte all’inveramento delle profezie marxiane.

Schematizzo: il primato dell’economia sulla politica è evidente. Lo è ancora di più in Italia con i governi cosiddetti tecnici e non politici per le ragioni che Lei facilmente intuisce e che fanno capo a una classe politica di basso livello. La desertificazione intellettuale anche perché si mercifica anch’essa. L’uomo come cavia del consumismo. Le disuguaglianze che si fanno più marcate.
 

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