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Caso Capacchione: la ricostruzione del "duello" con Magnatta

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A seguito della notizia dell'udienza di stamattina (CLICCA QUI PER RILEGGERLA), pubblichiamo in esclusiva due articoli apparsi su "La Voce del Paese" del 20 dicembre 2014 per ricostruire le ultime vicende sul caso Capacchione. Seguono i due articoli.


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20 DICEMBRE 2014


Ma che strana coincidenza. Sarà un caso, o forse è più facile pensare che non lo sia affatto, ma poche ore prima o poche ore dopo che il Commissario avviasse le indagini sui “lavori di somma urgenza del Castello”, l’architetto Donato Capacchione, responsabile del Servizio Tecnico Comunale a Casamassima dal 22 ottobre 2012 al 3 ottobre 2014 (amministrazione Birardi), ha presentato ricorso dinanzi alla Sezione lavoro del Tribunale di Bari.

La delibera del Commissario straordinario che conferma il ricorso presentato contro il Comune di Casamassima che lo ha “licenziato” subito dopo la caduta del sindaco Birardi, è la numero 52 del giorno 11 dicembre 2014. La delibera del Castello è la 53 dello stesso giorno!


Come si spiegano le strane coincidenze? Ad ogni modo, caso o non caso, l’architetto di Canosa, presentando ricorso, chiede la sospensione del suo “licenziamento” numero 17512 del 3 ottobre 2014 e il reintegro nelle funzioni dirigenziali di responsabile del Servizio di gestione del territorio, infrastrutture e opere pubbliche.

 

La delibera del Commissario Magnatta ricostruisce il curriculum qui a Casamassima. Capacchione approdò nel nostro Comune nel 2012 e fu chiamato a svolgere due funzioni precise:


1) Addetto alle politiche comunitarie: in sostanza avrebbe dovuto incrementare la partecipazione del nostro Comune a progetti di finanziamento per opere pubbliche. Tuttavia di finanziamenti europei non se ne sono mai visti.


2) Responsabile del Servizio gestione del territorio e infrastrutture.

 


Quando nel 2013 minacciò le dimissioni e svelava scoop dai cantieri

Il 21 ottobre 2013 - dopo che Capacchione nel luglio di quell’anno minaccia e rassegna le dimissioni, svelando uno “scoop” sul Castello e sugli antichi affreschi (vedi foto a destra, dal nostro archivio) rinvenuti al primo piano e al piano terra dell’edificio su cui ora indaga il Commissario prefettizio” – la giunta comunale di Birardi gli affida l’incarico di continuare a svolgere il lavoro di responsabile dell’Ufficio Tecnico a tempo determinato, nell’attesa che venga espletato un concorso pubblico per selezionare un dirigente. Il provvedimento viene adottato a seguito del collocamento a riposo del funzionario di ruolo.

Uno degli affreschi svelati castello casamassima Casamassimaweb

Nella delibera di Birardi è contenuto un passaggio chiave. Con quella delibera (numero 133 del 21 ottobre 2013), la giunta Birardi affida l’incarico a Capacchione e specifica che “il rapporto avrà durata fino alla copertura del posto di funzionario direttivo tecnico, categoria D3, in via definitiva a conclusione della procedura di reclutamento a tempo indeterminato e comunque non potrà avere durata superiore al mandato del sindaco”.

In effetti il Birardi è caduto il 12 settembre 2014 e con esso anche il Capacchione, per effetto della nota del Commissario Magnatta nominato in seguito alla debacle amministrativa (nota numero 17512 del 3 ottobre 2014). Capacchione contesta la nota, contro la quale ha presentato ricorso, chiedendone la sospensione, seppure lo ha fatto dopo ben 2 mesi! Nota adottata dal Commissario poiché “esauritesi le ragioni della temporanea prosecuzione del rapporto contrattuale”.

Intanto, il Commissario ha già nominato un legale a difesa del Comune, che ci costerà 6.566 euro che saranno giustamente prelevati dal fondo di riserva, per tutelare al meglio il nostro ente da un ricorso che sembra già una battaglia vinta per il Comune, poiché la delibera a suo tempo approvata dal sindaco Birardi, oltre che certificare il sodalizio, parlava chiaro: il ruolo di Capacchione “non potrà avere durata superiore al mandato del sindaco”. Ma la vicenda potrebbe anche rivelarsi una grana in più per l’ex sindaco Birardi. Seguiremo come sempre in anticipo, e con obiettività, gli sviluppi.


 

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20 DICEMBRE 2014


Trema Capacchione… il Commissario fa l’ispezione

 

La vicenda del Castello torna alla ribalta. Magnatta vuole vederci chiaro. L’ex dirigente Capacchione: “Sono sereno”. Ma subito dopo fa il ricorso…

 

 

Magnatta vuole vederci chiaro riguardo i lavori di somma urgenza del Palazzo Ducale, più volte finito al centro delle nostre inchieste e meglio noto Castello Cittadino. Infatti, il Commissario straordinario ha affidato al tecnico comunale un incarico di studio e consulenza, tramite delibera numero 53 del giorno 11 dicembre 2014.

 

Più precisamente, leggendo la delibera, scopriamo che il Commissario prefettizio ha deciso di dare indirizzo all’attuale responsabile del Servizio di gestione del Territorio, infrastrutture e opere pubbliche, “di conferire incarico esterno di consulenza tecnica all’ingegner Giuseppe Pezzolla da Monopoli, in riferimento alla vicenda dei lavori di somma urgenza che hanno interessato l’immobile ‘Palazzo Ducale – Castello’ (a partire dal verbale di somma urgenza del 17 aprile 2013, delibera di consiglio comunale numero 52 del 30 settembre 2013 e successivi provvedimenti gestionali a firma del responsabile – al tempo in cui furono adottati gli stessi provvedimenti in questione, ndr – del servizio di gestione del territorio, infrastrutture e opere pubbliche, architetto Donato Capacchione)”.

 

La delibera entra nei dettagli di una vicenda che abbiamo già raccontato da queste colonne. “All’ingegner Giuseppe Pezzolla – scrive il Commissario – si chiede di verificare e periziare, nel ruolo di consulente tecnico di parte, se le opere realizzate soddisfano le finalità che hanno giustificato il procedimento della “somma urgenza” e se siano state indispensabili “per rimuovere lo stato di pregiudizio della pubblica incolumità per quanto contenuto nel verbale dei vigili del fuoco del 17 aprile 2013″.

Magnatta chiede inoltre di “evidenziare tutte le criticità procedimentali ed esecutive, attraverso la puntuale disamina della documentazione degli atti d’ufficio (stato di avanzamento dei lavori, computi metrici, ordini di servizio, certificati di pagamento e altro) compresa la regolarità, dal punto di vista tecnico-giuridico e contabile, di tutta la vicenda”.

 

Non finisce qui. Pezzolla dovrà “verificare e periziare l’esatta corrispondenza delle opere realizzate con quelle previste e/o liquidate e la loro localizzazione” nonché dovrà occparsi della “ricerca e verifica dei legittimi proprietari del complesso immobiliare di cui alla particella 327 del foglio di mappa 72/A per l’ipotesi di ripartizione delle spese presenti e future”.

Inoltre verificherà “termini e condizioni per la formazione di un regolamento condominiale e per la redazione di tabelle millesimali e/o la nomina di un amministratore [...] l’incarico di Pezzolla dovrà svolgersi con l’ausilio del servizio di gestione del territorio, infrastrutture e opere pubbliche, cui viene demandato di fornire ogni documento o utile informazione per l’attività di consulenza”.


L’ “ispezione” del Commissario ci costerà circa 3.000 euro. Ma a tremare non sono le casse, piuttosto è sul passato amministrativo che evidente Magnatta vuole far luce, anche se non si sa come e perché sia spuntata questa delibera. In particolare, chi dovrà risponderne è l’ex dirigente del sindaco Birardi, l’architetto Donato Capacchione, che fa sapere di “essere sereno”, anzi, aggiunge con i convenevoli del caso: “L’attività del Commissario prefettizio è autonoma ed è giusto che il commissario stesso, se lo ritiene opportuno, richieda tutte le verifiche necessarie. Ha ritenuto di approfondire la vicenda del Castello, ed è giusto pertanto che lo faccia”.

 

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