Domenica 16 Dicembre 2018
   
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"Le primarie si faranno" - lo dice il segretario PD

Rocco Bagalà Adriano Bizzoco Michele Emiliano Vito Cessa Andrea Palmieri

Intervista pubblicata su "La Voce del Paese - ediz. Casamassima" nelle edicole sabato 10 gennaio.


“Le primarie si faranno.

E saranno un momento storico per Casamassima”

Intervista esclusiva al segretario PD, Adriano Bizzoco

Intanto, Vito Cessa riceve l’investitura di zio Michelone


Il 7 gennaio 2015, il candidato alla presidenza della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il candidato sindaco di Casamassima, Vito Cessa, si sono incontrati. Il dottore psichiatra casamassimese ha ricevuto una sorta di "investitura". Emiliano ha così assistito all'inaugurazione del Comitato elettorale di Vito Cessa.
“Con Michele Emiliano – dichiara Cess – abbiamo discusso delle politiche più opportune per Casamassima e su come questa possa integrarsi al meglio in un contesto regionale più ampio."

L’occasione è ghiotta per intervistare il segretario del Partito Democratico (PD) di Casamassima, Adriano Bizzoco.

Segretario, come si risolverà la querelle delle primarie? Si faranno oppure no?

“L'unica circostanza in cui le primarie di centrosinistra possano saltare, è in caso di convergenza di tutti i soggetti politici della coalizione su una candidatura a Sindaco. Ma, a differenza delle altre forze del centrosinistra che stanno dimostrando di volersi confrontare laicamente su questa possibilità, la lista civica di Alessio Nitti ha espresso la granitica convinzione di voler contrapporre una propria candidatura alternativa. E dunque, per rispondere alla tua domanda, direi proprio di sì, si faranno e saranno un momento storico per Casamassima, visto che per la prima volta saranno i cittadini a scegliere chi possa interpretare al meglio il desiderio di cambiamento del nostro comune”.

Il tavolo del centrosinistra scricchiola? Che ne pensa SEL del vostro candidato?

“Tutt'altro. Nonostante i gossip di chi è interessato a introdurre elementi distorsivi nel dibattito pubblico, il tavolo del centrosinistra è molto solido. Certo, ci sono state fughe in avanti e uscite intempestive o inopportune, ma fa parte della normalità. La solidità del tavolo è certificata proprio dal fatto che, nonostante gossip e goffaggine di alcuni, la coalizione continua a riunirsi e a lavorare sul proprio programma e, come detto sopra, sulle primarie. C'è inoltre concordanza nel ritenere la coalizione ancora aperta a soggetti politici che manifestino interesse nel nostro progetto e che ne condividano gli aspetti.

I rapporti tra il Partito Democratico e SEL a Casamassima sono ottimi e con loro ci troviamo spesso in sintonia. Quale sia il punto di vista di SEL sul nostro candidato Sindaco, il dott. Vito Cessa, è giusto che sia il segretario di SEL a esplicitarlo, quando e se lo riterrà opportuno. La mia personale convinzione è che ritenere Vito Cessa un candidato esclusivamente del Partito Democratico sia riduttivo: basti vedere quante persone non iscritte al Partito Democratico si stanno avvicinando al nostro progetto per sostenerlo e rendersi protagonisti con le proprie idee”. Rocco Bagalà Adriano Bizzoco Michele Emiliano Vito Cessa Andrea Palmieri

Quando una conferenza stampa per annunciare il vostro programma elettorale?

“Stiamo ultimando i lavori di allestimento del locale di fianco alla caserma della Polizia Municipale, per renderlo un luogo accogliente in cui svolgere le nostre prossime iniziative; un lavoro di gruppo che durante le festività ci ha consentito di fare ancora di più squadra attorno a Vito Cessa. A breve dunque il locale sarà inaugurato e contestualmente lanceremo le prime proposte programmatiche, dando spazio a quelle che sono le priorità del paese nel breve e nel lungo periodo; due esempi su tutti: l'emergenza degli immobili scolastici e la costruzione di un'identità per Casamassima”.

Che ne pensa del caso Fondazione? La Ferri è in conflitto d'interessi?

“Naturalmente ho un'opinione personale, ma ritengo più opportuno che sia la diretta interessata a fare chiarezza sulla vicenda”.

Pensate di candidare qualche casamassimese alle regionali?

“Allo stato attuale tutte le nostre energie sono riposte al servizio del progetto che riguarda il futuro del comune di Casamassima”.

cessa emiliano

Commenti  

 
#3 Un solo pensiero 2015-01-13 08:50
mang shkitt u poliziott e parit a vde le village people!!
 
 
#2 Alfiere Nero 2015-01-12 17:02
Per Emiliano vale lo stesso discorso, fatte le debite proporzioni tra la città di Firenze e la città di Bari; con l’aggravante, per il centro destra, di una rappresentanza di amministratori sottoposta all’esame - finestra del potere locale, dal 1995 al 2004, con i risultati che tutti sanno; anche in termini di comunicazione alla cittadinanza e di formazione di classi dirigenti dell’avvenire.
Lamentarsi del destino cinico e baro dà sempre qualche soddisfazione, ma è più onesto ricordare e chiedersi: questo ciclone è venuto dal cielo, o è stato, in qualche modo, propiziato dalla nostra insipienza e, da ultimo, dalla esilarante ostentazione delle povere, innocenti scarpe inglesi Pakerson prodotte a Cerreto Guidi al costo di mille euro, offerte all’ammirazione sbigottita di giornalisti invitati ad una conferenza – stampa? O il costoso cronografo Audemars Piguet Royal Oak che non vale meno di 15mila euro? Insomma lo pseudo rottamatore è passato dallo Swatch da 40 euro a uno da 15.000 euro; le sue scarpe da Zara ( vedi cardigan del dott. Cessa ) alle Pakerson da mille euro.
Tutto ciò alla faccia della rottamazione della prima ora che imponeva un avvicinamento della buona politica alla gente. Un avvicinamento nelle parole ma non nei fatti.
Insomma caro dott. Cessa di Psichiatria Democratica: la gente comune come sta a Renzi come i senza tetto stanno alla classe politica: quest’ultimi stanno lì, circondati dall' opulenza come monito e incentivo a presentarsi ogni mattina nelle sedi istituzionali o nei loro uffici….

Per avere io commentato, senza acrimonia, questo irresistibile episodio, un congiunto ha provveduto lestamente a cancellarmi dagli amici di Facebook, ai quali mi aveva chiesto di annetterlo. Non sono riuscito, mai più, a farmene una ragione.
E poi dicono le scarpe inglesi.
 
 
#1 Alfiere Nero 2015-01-12 17:01
I renzini casamassimesi, il mammasantissima Michelone e Renzi falso rottamatore

Gli italiani sghignazzano di fronte alla supponenza del premier Renzi, ma dichiarano di gradirlo, in misura pari al 47% oggi, contro i 64% dell’estate scorsa dei soggetti consultati; scusate, se è poco.
Seri professionisti di Bari, orientati in senso moderato, scrivono vituperi della passata, decennale amministrazione comunale retta del Dottor Michele Emiliano, magistrato in aspettativa, attuale assessore comunale di San Severo, candidato del centrosinistra alla presidenza della Giunta regionale pugliese.

Temo che, come per Renzi, le boccacce dei critici baresi non impressionino, più che tanto, gli strati profondi della popolazione, anche quella che abitualmente ha votato, sino a dieci anni fa, per Berlusconi o per gli ex missini. Né Renzi né Emiliano fanno pensare a Cavour o a Quintino Sella; ma sono emersi, ognuno con il suo specifico carisma nazional-popolare, da selezioni dure e senza esclusione di colpi, nei loro ambienti cittadini, collaudando un tipo di comunicazione che agli avversari, interni e di schieramento, è mancato.

Se ascolti in televisione un esponente di rilievo del PD, l’onorevole Giovanni Cuperlo, per esempio, ti accorgi delle sue pause espositive, delle sue subordinate, tutte dettate da evidente scrupolo, dal timore di apparire assertivo e categorico sopra le righe; in un dibattito congressuale, o in una conferenza del Rotary, un figurone; ma, di fronte a milioni di telespettatori , quelle proposizioni concessive, quelle “aperture di credito” all’interlocutore immaginario appaiono come esitazioni dovute a “cattiva coscienza”, a incertezza sul programma e sugli obiettivi, se non a collusioni con il mondo della “vecchia politica” (vale a dire il Male assoluto); all’ammazzasette Renzi bastano poche frasi perentorie e trasudanti certezza nell’avvenire, per impressionare positivamente falangi di futuri elettori, facendo a pezzi il competitor di turno.
 

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