Martedì 18 Dicembre 2018
   
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Coalizione di centro-sinistra: rimandato l'accordo

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La sindrome di Cassandra sta dando alla testa. Infatti, sabato 10 gennaio si era preannunciata la firma dell’accordo che avrebbe dato il via alla nascita della coalizione di centro-sinistra, “entro un paio di giorni” – si diceva, e invece è saltato tutto, proprio come invece avevamo preannunciato nel nostro editoriale de “La Voce del Paese – ediz. Casamassima”, in edicola da sabato mattina 10 gennaio (articolo in basso). Il summit non c’è stato! C'è, invece il comunicato di Sel Casamassima (clicca qui per leggerlo).

Ad ogni modo la cassandrite manifesta sintomi inquieti: inspiegabile livore verso l’opinione e il lavoro altrui, presunzione di verità e di esclusività delle fonti e delle notizie: manco fosse lo “scoob” del secolo, un caso da intelligence, pensate le scie chimiche che rivelano il nascondiglio di Emanuela Orlandi proprio qui a Casamassima. Un “gomblotto” tutto insieme che rivela, #giacchècisiamo, pure il quarto o forse quinto segreto di Fatima!

Insomma, siamo seri, stiamo solo cercando di capire se le primarie si faranno o meno, e di quali risorse si comporrà il centro-sinistra.

Chi si diverte a lanciare cassandre, sembra che lo faccia per offrire sponda a chi persegue in particolare due obiettivi: 1) confondere e mescolare continuamente le carte, a discapito della trasparenza dovuta agli elettori; 2) preparare il terreno per la vittoria del candidato di destra, che spunterà come il deus ex machina. Attorno ai due schieramenti, gravitano meteore di listarelle che, facendosi due conti (sulle dita ormai), stanno abbassando l'offerta sul "mercato" e presto saliranno a qualsiasi prezzo sul carro che si riterrà vincente. 

In ogni caso il centro-sinistra allo stato attuale è tutt’altro che compatto. Più che compatto, la parola magica è "patto"; si andrà verso un cessate il fuoco, un compromesso. Se potesse, il PD eviterebbe le primarie. Ma la via d’uscita è ancora lontana.


Ecco cosa abbiamo scritto sabato su La Voce del Paese:

Centrosinistra compatto?

  

Le chiacchiere di bottega rimbalzano ad arte. Pochi la conta giusta in questa campagna elettorale ancora ancorata a una fase strategica, assolutamente lontana dall’orizzonte degli elettori, quindi da tutto ciò che dovrebbe denotare maggiore trasparenza. Tra l’altro, a favore degli schieramenti entra in gioco pure la data delle elezioni, accorpate alle regionali, e fissata a maggio, quindi non più a marzo; significa che c’è ancora tempo per dire, fare, brigare. 

Vale tanto a destra, quanto a sinistra: tavoli e riunioni, come quella organizzata dal centrosinistra, giovedì 8 gennaio, non sono aperti al pubblico. Al “summit”(!) hanno preso parte il PD (Partito Democratico), LiberaCasamassima (LB), SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) e Realtà Italia (RI).

Si parla già di compattezza e di accordo imminente, ma all’incontro c’erano tutti? Non proprio. Mancava la voce fuori dal coro di Nica Lilli (ex consigliere Sel), che, per la cronaca, non condivide la candidatura a sindaco dello psichiatra Vito Cessa: “Non arriva da un percorso condiviso o da una discussione collegiale – ha tuonato – Nessuno ci ha chiesto cosa ne pensavamo prima che si ufficializzasse la sua candidatura”.

Nica Lilli crede molto nelle donne, quindi il pensiero vola subito all’altra Nica, la psichiatra Ferri. La candidata sindaco di LiberaCasamassima. Gli aspiranti sindaci del centrosinistra diventano così due, e devono passare sotto il “duro” esame delle primarie.

Il segretario Bizzoco dichiara, nel corso di una nostra intervista, che le primarie si faranno. Ma se queste dovessero saltare per qualche ragione? Chi si assumerà la responsabilità e perché potrebbero saltare? Inoltre, Nica Ferri è disposta a retrocedere, visto che la candidatura della pediatra, come i polpi, si sta cuocendo nell’acqua sua stessa?

La Ferri, reduce dal pasticcio Fondazione, prima candidata sindaco a essere stata annunciata da LiberaCasamassima, starebbe convergendo in Autonomia Cittadina, lista che non ha trovato la disponibilità dell’Avv. Mariella Manzaro. L’ “acquisto” della Ferri varrebbe il prezzo di un appoggio a Michele Emiliano candidato presidente della Regione Puglia, alle elezioni regionali.

La compattezza del centrosinistra era minata dalla presenza, in coalizione e al tavolo di giovedì scorso, di Realtà Italia. Secondo alcuni beninformati, i rappresentanti di Sel e LiberaCasamassima si sono presentati al tavolo polemici e sono usciti sorridenti. Ricordiamo che SEL e LB non vedevano di buon occhio Realtà Italia. Mentre il PD guardava dallo spioncino della serratura i candidati, perché su questo tavolo nessuno gioca a carte scoperte. Quindi cosa avrebbe convinto gli elementi SEL, LB, PD e LI a legare tra loro? E se qualche “neutrone” libero scatenasse la reazione nucleare? E se la spaccatura fosse solo rimandata, quindi alla fin fine non ci saranno primarie?

In ogni caso stiano tranquilli i compagni e meno compagni del centro-sinistra casamassimese, tanto d’altra parte regna il vuoto cosmico. Per ora.


Tutti i link in basso, correlati alla notizia:

- SEL: Nessun accordo. Siamo ancora in fase interlocutoria

- Intervista al segretario PD: "Le primarie si faranno..."

- Nica Ferri verso AC? Vito Cessa e l'immagine riflessa

- Il pasticcio della Fondazione e la Carta di Pisa violata e citata nel documento di LC

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