Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Crisi del commercio, quali le cause e quali i rimedi? Incontro della Cgil.

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Discutere con i cittadini a proposito della grande crisi che negli ultimi anni sta attanagliando il commercio e nello specifico con i lavoratori del settore a proposito dei diritti a cui possono appellarsi in un momento di enorme difficoltà. Questi, a grandi linee, i temi a proposito dei quali lo scorso martedì presso la sala Imperial ha avuto luogo "Viaggio nella grande distribuzione, diritti e crisi del commercio", un evento targato Cigl - svoltosi contemporaneamente su altri argomenti in tanti altri comuni - a cui hanno preso parte, in quello che si è trasformato a tutti gli effetti in un confronto pubblico, Marco Crotti, responsabile delle relazioni sindacali Auchan Italia, e Barbara Neglia, segretario generale provinciale Filcams Cgil Bari, diversamente da Sandro Ambrosi, presidente di Ebiter Bari, e Carla Palone, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Bari, che hanno dovuto rinunciare all'appuntamento per sopraggiunti impegni.

"Parleremo della crisi del commercio e dei diritti dei lavoratori del comparto della grande distribuzione, in una fase in cui si registra una drammatica diminuzione dei consumi, calati del 3,7% rispetto a questo stesso periodo dello scorso anno, prezzo da pagare per l'assenza di soldi nelle tasche dei consumatori", ha spiegato Giuseppe Carone, coordinatore della Cgil locale, introducendo gli argomenti di discussione con un chiaro riferimento al successo ottenuto lo scorso 25 ottobre a Roma dalla manifestazione della Cgil contro il 'Jobs Act' in cui un milione di persone hanno sfilato al grido di "Lavoro, dignità e uguaglianza. Per cambiare l'Italia", mentre Susanna Camusso, segretario generale della Cigl, ha annunciato un imminente sciopero generale, previsto per il prossimo 5 dicembre, a cui, notizia di tre giorni fa, ha aderito anche la Uil.

"Nei tempi d'oro l'Auchan di Casamassima era tra i primi sei in Italia", ha constatato amaramente nel suo primo intervento Marco Crotti, prima di affrontare l'argomento 'solidarietà' che "purtroppo a sud durerà cinque anni" e di proporre la sua soluzione, seppur provvisoria, al problema della riduzione dell'orario di lavoro grazie all'intervento delle cosiddette 'politiche attive', che si configurano come iniziative messe in campo dalle istituzioni nazionali e locali per promuovere l'occupazione e l'inserimento lavorativo. Secondo il parere di Crotti, tali politiche offrirebbero, con il supporto delle agenzie interinali, possibilità di lavoro definite 'micro occasioni', finalizzate ad integrare il reddito dei lavoratori. Il responsabile delle relazioni sindacali Auchan ha specificato a tal proposito che la Regione Puglia è decisamente avanti in Italia per le iniziative di ricontrattualizzazione dei lavoratori in mobilità.

"È molto difficile - ha asserito Barbara Neglia - parlare di commercio in questo momento, ora che i consumatori badano solo alla corsa all'offerta migliore. Ed è altrettanto difficile espletare il compito di sindacato, in un periodo storico in cui il lavoratore chiede sempre più insistentemente di essere salvaguardato". "Dobbiamo però mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per migliorare questa situazione", ha proseguito, riproponendo le ultime tappe svoltesi ai tavoli di concertazione con i vertici Auchan di Casamassima. Dalla trattativa del 2 luglio, conclusasi con un irrigidimento delle posizioni dei suoi protagonisti, sarebbe ad esempio scaturita per molti dipendenti la lettera di trasferimento giunta a cavallo di Ferragosto, che però, a detta di Crotti, non sarebbe stata redatta "a cuor leggero". "Ad un certo punto - ha raccontato il milanese Crotti - ci siamo fermati. Tutto è bene quel che finisce bene". "Con la crisi - in replica Neglia - l'Auchan ha imparato a razionalizzare dopo periodi di vacche grasse ed ha capito che siamo tutti sulla stessa barca".

Carone ha poi spostato l'attenzione dei presenti sul secondo argomento oggetto dell'incontro, le aperture domenicali dell'Auchan. Perché rimangono in piedi se si è notato un calo dei consumi proprio in quei giorni? "Fino all'anno scorso - ha chiarito Crotti - l'Auchan restava chiuso in certi giorni di festa ma lo strano fenomeno che si è registrato negli ultimi anni è che gli italiani di domenica si recano nei centri commerciali". "Per passeggiare, non per acquistare", ha osservato qualcuno dal pubblico. A tal proposito Crotti ha rassicurato i dipendenti: "Attendiamo la risposta dal presidente per confermare la chiusura del centro in alcune festività, ma a parte questo bisogna tener presente che se restiamo chiusi la domenica mentre gli altri sono aperti arrechiamo danno a noi stessi perché i consumatori spenderanno i loro soldi altrove". "I dati in nostro possesso - ha poi tenuto a chiarire - non sono così sconfortanti".

"Io per partito preso non faccio la spesa di domenica - ha obiettato Neglia - perché per me quel giorno ogni tanto si dovrebbe poter stare a casa con la propria famiglia". La rappresentante della Cigl ha messo in risalto la necessità di rivedere l'attuale organizzazione dei turni dei dipendenti Auchan, attraverso la creazione di un sistema che preveda meno aperture domenicali per il centro ad un planning annuale che consenta ai lavoratori di pianificare in serenità la propria vita al di fuori delle quattro mura del centro commerciale.

L'incontro si è concluso con interventi aspri e di protesta da parte di alcuni lavoratori contro la disoccupazione imperante e la difficile riallocazione di soggetti ormai in età troppo avanzata per sperare in un nuovo impiego dopo il licenziamento. Difficile non cogliere il clima di tensione generale respiratosi nel corso di un'iniziativa che infatti trae ispirazione dalla visita a Bari della stessa Susanna Camusso, che sempre lo scorso martedì è salita sul palco della Camera di Commercio con gli operai delle aziende pugliesi in crisi e a rischio chiusura (dagli operai dell'OM Carrelli a quelli della BFM, ai lavoratori della Bridgestone) nel contesto di un'iniziativa sulla "Mappa del lavoro" organizzata dal sindacato.

Diversi i punti toccati dalla leader della Cgil nel suo discorso. "La mappa del lavoro - ha affermato la Camusso - guarda alle città metropolitane, che sono una scommessa in positivo rispetto ad un modo di governare e immaginare il territorio", facendo però intendere che il sospetto è che fra meno di un mese decine di migliaia di lavoratori non sapranno che fine fare. "Non usciremo dalla crisi - ha aggiunto - se non si utilizzeranno tutte le risorse disponibili per creare lavoro. Tutte le altre ricette sono un palliativo". "Non è una soluzione - ha infine detto a chiare lettere - il 'fate voi' agli imprenditori. E soprattutto non raccontiamoci un Paese che non c'è".

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