Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Mariella Forleo a proposito di vecchie alleanze e nuovi compromessi casamassimesi.

Mariella Forleo

 

È il periodo in cui va in scena la cosiddetta 'fantapolitica', lo abbiamo detto e ribadito in più occasioni. Bene, aggirandoci nei suoi meandri e facendo il suo gioco, ecco spuntare tra i nomi più gettonati collegati alle elezioni della prossima primavera Mariella Forleo, una concittadina, pare, tenuta in gran considerazione da vari schieramenti come potenziale candidata sia a consigliere comunale che a futuro sindaco di Casamassima.

Diplomata al liceo linguistico, consulente tecnico-giuridico, studi universitari interrotti per dedicarsi alla famiglia, la Forleo è imprenditrice e web writer per Slc Cgil Puglia, Dol's Magazine - Donne online, un portale femminile e femminista, e www.santippe.it, dove con le sue produzioni risulta ai primi posti per numero di visualizzazioni a livello nazionale. È inoltre attualmente impegnata nella scrittura di un libro.

In politica sin dall'età di 15 anni, con nutrite esperienze alle spalle - a partire dalla Fgci, passando per il Pci e le sue evoluzioni, fino al ruolo di consigliere comunale di maggioranza per il centrosinistra nel corso dell'ultima legislatura De Tommaso ed infine all'approdo in Sel -, nel tempo la Forleo ha conseguito diversi traguardi istituzionali, tra cui la nomina a Presidente della III Commissione Consiliare. I fiori all’occhiello della sua esperienza amministrativa sono rappresentati dalla Commissione Pari Opportunità, istituita per la prima volta durante il suo 'mandato' nel  nostro comune ed il cui Regolamento porta la sua firma, nonché l’iscrizione all’Albo regionale della scuola di partecipazione Cast (Cittadini e amministrazioni per lo sviluppo dei territori), giunta dopo averne frequentato il corso ed essere stata protagonista di un’esperienza diretta all’estero.

Saranno vere le voci che la riguardano così da vicino? Quali i suoi intenti? E cosa penserà mai della situazione politica attuale? Di seguito le pungenti risposte ai quesiti posti.

Quale scenario crede vada delineandosi in vista delle elezioni comunali del prossimo anno?

"Trovo che al momento non vi siano le condizioni per tracciare uno scenario politico futuro, né che si intraveda nulla di politicamente valido, in grado di progettare con realismo lo sviluppo del nostro paese. Intanto, la campagna elettorale è iniziata con largo anticipo e si sta rivelando, pian piano, una partita di poker giocata nei bar da professionisti del bluff. Da una parte, un sottobosco di politicanti della domenica si riunisce - spesso e volentieri - intorno a tavoli di (s)concertazione per decidere del nostro futuro, passando sfacciatamente di tavolo in tavolo, solo per capire dove si gioca la posta più alta e dove ci siano più possibilità di vittoria. Si fanno e si disfano alleanze, anche le più improbabili, tanto oggi è tutto permesso. Dopo Renzi-Alfano, possiamo concederci tutto, o no? L’importante è amministrare i propri interessi e sfogare le proprie manie di protagonismo. In ambito più strettamente politico, invece, i partiti, o quello che ne è rimasto della loro forma originaria, si danno un gran da fare, quasi in modo 'autistico', per discutere programmi futuribili e candidature di carta. Dai loro portavoce giungono litanie trite e ritrite sulle democrazia partecipativa, che sembra essere, insieme alle pari opportunità, un ottimo rilancio di apertura. Alcune 'sirene', ormai decrepite, cantano e suonano vecchie melodie sui sistemi democratici a cui ispirano, ma non incantano più nessun essere pensante, nel raggio di molti chilometri, tranne qualche 'cetriolo di mare'. Ogni giorno nasce e muore un nuovo coordinatore, costringendo all’aborto forzato ciò che era stato appena concepito all’ombra delle torri. Nascono, invece, sotto una buona stella alcune liste civiche di cittadini stanchi e 'incazzati', che vengono, però, subito precettate da alleati senza scrupoli, con la scusa che l’unione fa la forza. Ma l’unione non dovrebbe essere tra civiche, per essere davvero un punto di forza e un’ottima carta da giocare? Qualche vecchio orfano politico, invece di ricoverarsi in un ospizio (sempre politico), porta l’intera casa per gli anziani sulle ali della libertà civica, ma non riesce a staccarsi dai vecchi affetti, ai quali si appoggia, in cambio di un solo pezzettino di torta tradizionale. Solo un piccolo pezzo e solo in ricordo dei vecchi tempi, dichiarano preventivamente e amichevolmente, portando a garanzia il cronico diabete, contratto in passato per eccesso di zuccheri. Ci sono, inoltre, i vendicatori trasversali e gli equilibristi squilibrati, a cui si aggiungono, ove ce ne fosse bisogno, gli aristocratici generatori di cultura e di buone pratiche. Le loro, naturalmente! Non mancano i profeti del futuro e gli apostoli del passato, che chiudono e riaprono partite, ormai all’ultima mano. Molti giocatori irriconoscenti, dopo aver usato le fiches gentilmente offerte dalla casa, fanno pubblica melina contro gli invasori invasati, ma anche quello è un bluff. In questo clima da bar di periferia, volutamente fumoso e malsano, la politica conta quanto il due di bastoni, quando la napoletana è a coppe. Il piatto piange: dov’è la Destra? E dove la Sinistra? E il Centro? E così, senza grossi scossoni, si passa dal poker al tressette e si finisce col gioco delle tre carte. Tanto tocca a noi cittadini tornare a puntare e tornare a perdere nuovamente la posta. Sono anni che i casamassimesi aspettano, con rassegnazione, la soluzione dei problemi che attanagliano l’intera comunità e sono anni che continuano a credere alle stesse persone, che non solo quei problemi non li hanno risolti, ma li hanno peggiorati. E questo è sotto gli occhi di tutti. Rien ne va plus!".

A cosa crede quindi aspiri, o miri, l'attuale realtà politica locale nelle sue molteplici forme?

"Tutti, ma proprio tutti, aspirerebbero al bene della comunità. O almeno sono decenni che ascoltiamo lo stesso ritornello, recitato brillantemente dai vari politici di turno. Non si è mai sentito un aspirante amministratore dichiarare di non essere interessato al benessere del paese. Di fatto, però, molti di loro alla comunità non ci pensano proprio e finiscono per adottare comportamenti e sistemi di lavoro che sono di grave nocumento per tutti".

Di recente si è vociferato che le sarebbero state indirizzate proposte di candidatura sia come consigliere comunale che come sindaco. Trova che, in particolare, l'idea di un candidato sindaco donna sia la massima espressione del rispetto delle quote rosa o teme invece che qualcuno possa celare dietro questa apertura motivazioni meramente strumentali?

"Per la verità mi auguro ci siano più candidature femminili e che alla fine ad essere eletta sia proprio una donna. E non per una questione di quote rosa, ma perché sono tante le donne che potrebbero rivestire il ruolo di sindaco con professionalità, autorevolezza e passione politica. Tante, quanto gli uomini, naturalmente. Mi infastidiscono, invece, le candidature strumentali, gestite da chi - fingendo un interesse per l’inclusione - usa la donna come un mezzo prezioso, in grado di ossigenare un sistema politico ormai putrescente, e la impiega per uscire dalle secche di una politica in crisi, considerandola, di conseguenza, una risorsa da tutelare e da proteggere".

Quali peculiarità crede che nello specifico una donna possa mettere a disposizione della politica locale?

"Le donne che entrano in politica non dovrebbero omologarsi ai modelli maschili, ma cercare, con il loro impegno, di cambiare i linguaggi e le regole, i tempi e i modi della politica, dandogli una connotazione completamente diversa, derivante da un pensare in maniera differente. In ogni caso, un buon amministratore pubblico, uomo o donna che sia, dovrebbe avere dei requisiti indispensabili ad onorare l’impegno: intelligenza, competenza e onestà. Perché senza onestà, l’intelligenza diventa furbizia, mentre l’onestà da sola, senza intelligenza e competenza, risulta del tutto inutile e assolutamente improduttiva. 
A queste competenze vanno aggiunte, necessariamente, doti caratteriali quali la determinazione, il realismo e la lungimiranza, unite all'attenzione verso gli altri e alla capacità di ascolto dei cittadini, dei colleghi ed anche degli avversari politici".

In base alle sue esperienze passate, tornerebbe in politica e con quale spirito?

"Sono fermamente convinta che bisogna superare l’idea tradizionale che la politica si faccia solo in sedi istituzionali. Per me fare politica significa modificare la vita quotidiana, i propri comportamenti ed essere con essi coerente. Dalla mia esperienza politico-istituzionale ho capito che l’onestà, la difesa della legalità, l’impegno e la competenza pesano meno di niente e che sono motivo di astio, di isolamento e di ribaltamento di valori. Del resto, sia nella politica locale che in quella nazionale, gli esempi di disonestà ed incompetenza vanno di pari passo con il consenso dei partiti e dei cittadini".

Se pensa alla Casamassima del futuro, cosa le piacerebbe sperare e cosa invece si augura di non dover rivedere?

"Prima di tutto mi piacerebbe che i cittadini non soggiacessero più allo scambio tra favore e consenso e che riescano a scegliere con convinzione e libertà chi dovrà occuparsi di governare il nostro paese. Inoltre, al netto di tutte le previsioni più rosee di sviluppo del territorio, spero nel miglioramento dei rapporti umani, nella condivisione dei valori di appartenenza e, soprattutto, nel miglioramento delle condizioni di vita di tutta la comunità e nella tutela dei sogni di ogni singolo cittadino, soprattutto dei giovani".

Commenti  

 
#1 balena 2014-12-06 14:59
in quale partito/movimento/lista, si riciclerà questa volta????
 

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