Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Quale identità per Casamassima?

Ugo Patroni-Griffi, presidente della Fiera del Levante

 

Casamassima 2020 - costruiamo insieme il nostro paese, è un’iniziativa messa in piedi dal Partito Democratico, priva di scopi politici, che mira a discutere del territorio casamassimese tenendo presenti vari aspetti, temi e sfaccettature. Il primo incontro, svoltosi sabato intorno alle 18.00 presso le Officine Ufo di via Amendola, è stato dedicato al marketing territoriale, con lo scopo di creare un momento di riflessione collettiva sull'assenza di un'identità culturale o di prodotto definita e associabile a Casamassima, così come avviene in altri comuni limitrofi. Il primo intervento in tal senso è quello di Ugo Patroni Griffi, Presidente Fiera del Levante, il quale spiega il concetto di “marketing territoriale”, da intendere non solo in termini comunicativi, per attirare l’attenzione e le persone, ma anche come conoscenza approfondita del territorio, essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza. Nel caso di Casamassima, quando molte persone identificano il paese con il centro commerciale, in realtà indicano una potenzialità. Il punto è collegare il centro commerciale al tessuto cittadino, e non renderlo un alieno come già avviene in altre zone. Probabilmente, se al visitatore del centro commerciale venisse veicolato un messaggio complementare, potrebbe trovare interesse ad entrare nel tessuto casamassimese.

Il secondo intervento viene fatto da Pierpasquale Acito, il quale pone l’attenzione sull’importante ruolo giocato dal rapporto tra pubblico e privato: l’Ente pubblico deve configurarsi come un vero e proprio stakeholder – un portatore d’interessi, il cui obiettivo fondamentale coincide con l’interesse collettivo. Altro importante contributo, è stato quello del dott. Natale Mariella della Camera di Commercio di Bari, secondo cui l’identità va ricercata attraverso il recupero della consapevolezza di sé stessi, tramite comunicazione e azione. Il fine del marketing territoriale non è la mera ricerca di un investimento finanziario, ma di un investimento compatibile e capace di contribuire allo sviluppo del territorio. Per quanto concerne il tema dei finanziamenti, oggi siamo chiamati a una maggiore responsabilità: avere idee chiare e di lungo periodo. La Camera di Commercio ha smesso di finanziare l’impossibile, ma richiede agli Enti pubblici la strategicità dei progetti. Rocco Bagalà e Davide Carlucci, Sindaco di Acquaviva delle Fonti, hanno portato all’attenzione del pubblico il caso della cipolla rossa, seppure l’identità di quel paese sia spesso associata anche alla realtà ospedaliera del Miulli, che tende a mettere in ombra altro. Allo stesso modo, non bisogna lasciare che venga associato negativamente il territorio di Casamassima ad Auchan. Con Marica Angelillo l’attenzione torna nuovamente su Casamassima, in particolare sul centro storico e sulle possibili strategie legate al turismo. L’Architetto Angela Mileto del GAL Sud Est Barese afferma che il paese ha risposto molto bene alle possibilità di finanziamento offerte dal GAL, ma il vero obiettivo è mettere in rete i vari interventi, guardando a una dimensione sovra- comunale, fatta da una rete di specificità locali.

Interessante anche l’intervento della giornalista de “La voce del Paese” Francesca Dell’Aia, la quale porta la testimonianza della città di Matera, considerata negli anni ’80 la cosiddetta “vergogna nazionale”, mentre oggi coronata dal titolo “Capitale europea della cultura 2019”. A questo, si è allacciato anche il discorso di Paolo Verri, Presidente del comitato Matera 2019. Rosanna Selvaggi, di Comunione è Vita pone invece l’attenzione sulle scuole e le associazioni di volontariato, che stanno lasciando tracce sul territorio casamassimese: la partecipazione disinteressata della gente è un punto di forza. Ma c’è bisogno dell’esempio e della coerenza per costruire. Significativa l’esperienza di Raffaele Magnifico, dell’associazione Cartapestai di Casamassima, come modo di sfruttare l’Auchan a portare gente in paese, il centro commerciale va vissuto come un’opportunità: la mostra dei presepi, organizzata da qualche anno, l’hanno scorso ha visto arrivare 22 mila persone. E conclude che bisogna credere in Casamassima, ma senza abbandonare l’Auchan.. L’Architetto Antonio Pastore, Pro Loco Casamassima, racconta di tutte le iniziative svolte anche in collaborazione con SAC e GAL. Secondo lui, la responsabilità della politica degli anni passati, è stata quella di realizzare sistematicamente Piani Triennali delle Opere che sembravano libri dei sogni. Anche per Alessio Nitti è necessario un esame di coscienza di chi ha amministrato negli ultimi decenni e i motivi per i quali non si è proceduto a operare nel migliore dei modi. Carlo Spinelli torna a sottolineare l’importanza del “sottobosco” associazionistico e introduce una riflessione: l’importanza del nostro territorio è stata certificata dalla nascita di Auchan. Ci dobbiamo chiedere come mai Casamassima – che nella classifica della ricchezza dei comuni su base provinciale, si colloca al 13 posto su 41 – si trovi dietro al comune di Turi, in termini di vivibilità.

Stefania Verna del Gruppo Scout Casamassima 2 vorrebbe una “città di tende”, una Casamassima in grado di rialzarsi più forte di prima. Antonella De Simone è invece una barese trapiantata a Casamassima, si chiede come mai i casamassimesi abbiano paura di aprire le proprie attività nel centro storico. E riporta la sua testimonianza: ancora oggi, a distanza di anni, la gente che è venuta a vivere a Casamassima viene etichettata come “ospite”. L’ultimo intervento, a conclusione del tutto, è quello fatto da Katia Azzizzi, secondo la quale il centro commerciale non va visto come un’entità astratta e a sé, ma come un’opportunità, come dimostra l’esperienza dei Cartapestai.

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