Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Da Casamassima a Roma per fermare la politica di Renzi.Intervista al segregazioni PRC, Peppino Massaro

PRC Casamassima a Roma (1)

 

Nella giornata del 25 ottobre scorso, in tutti i telegiornali nazionali e locali, sono rimbalzate le immagini della grande manifestazione “rossa” che si è tenuta a Roma. Tutti a fianco della Cgil, “per costruire l’opposizione politica e sociale alle politiche del governo Renzi e dell’Unione Europea” – è stato appunto raccontato.

Da Casamassima in tanti si sono armati di striscioni e bandiere e a suon di propositi e speranze, hanno marciato lungo le vie della nostra capitale. Ne abbiamo parlato con una partecipante, nostra concittadina: la giovane Mariella Calisi, segretaria della sezione PRC Peppino Massaro di Casamassima

Casamassima a Roma: cosa ha caratterizzato la vostra partecipazione alla manifestazione?

“Rifondazione comunista da sempre si fa portavoce delle istanze dei cittadini e anche questa volta non poteva essere altrimenti. La presenza del nostro segretario nazionale Ferrero, assieme all'eurodeputata Forenza e a centinaia di compagni venuti da tutta Italia, dimostra il fatto che il PRC è un movimento reale, che critica aspramente e si contrappone in maniera netta al capitalismo vorace che trova realizzazione nella Leopolda e nelle politiche di Palazzo Chigi. Il PRC è utile per interpretare una crisi sociale che deriva da una politica economica che privilegia i ricchi e produce guerre tra poveri. La piazza che ci siamo trovati davanti è la palese richiesta, da parte dei cittadini di una classe dirigente che attui politiche a sostegno dei meno abbienti. La sinistra non può più essere incarnata dal PD e dai partiti che continuano, non tanto velatamente, a reggergli  il gioco”.

Cosa portate a casa, dopo questo importante incontro nazionale?

“L'obiettivo è lo sciopero generale di tutta la giornata che esprima in maniera chiara la determinazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici di non farsi rubare diritti e dignità”.

Quali le speranze per la "giovane" nazione!?

“La nostra speranza è che la classe dominata avvii un processo di presa di coscienza dei propri interessi comuni e del ruolo che possono giocare nella storia del Paese. Ciò diventerà possibile, se guarderemo in maniera critica agli slogan elettorali da tele imbonitore, cui ci ha abituato Berlusconi prima, e Renzi ora, se riusciremo ad indignarci 365 giorni all'anno rispetto ai tagli che questo governo attua a danno dell'istruzione, della sanità, della ricerca”.

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