Martedì 18 Dicembre 2018
   
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L'ex assessore Franco Reginella interviene sulla questione della Ciari.

Franco Reginella

 

"In merito alla scuola dell'infanzia Bruno Ciari, noi dell'ultima amministrazione di centrodestra non abbiamo mai detto che l'edificio che la accoglie dovesse essere abbattuto. Abbiamo invece fatto presente che, a seguito di una denuncia di alcuni genitori che poi hanno portato a un sopralluogo dei vigili del fuoco nel plesso di via Don Gaetano Grandolfo, erano emerse delle problematiche a livello strutturale che sarebbe stato necessario tenere sotto controllo". A parlare, facendo sentire la sua voce su uno degli argomenti che ormai da mesi sta interessando la nostra cittadina, è l'ex assessore alla pubblica istruzione Franco Reginella, che torna sulla vicenda per fare alcune precisazioni. "Sulla Ciari – prosegue ancora l'ex rappresentante della giunta – si è sentito e detto di tutto. Lo scorso mese di aprile, dopo la verifica dei vigili del fuoco all'asilo, noi dell'amministrazione ci recammo personalmente all'istituto per dar vita a interventi che consentissero ai piccoli studenti di terminare regolarmente l'anno didattico. In particolar modo, eseguimmo la tinteggiatura delle pareti in modo da arginare il fenomeno delle infiltrazioni d'acqua che dal tetto arrivavano all'interno dell'edificio. Poi, dato che i vigili del fuoco dopo i rilievi effettuati ad aprile avevano portato a galla delle problematiche, abbiamo dato inizio all'iter di verifica della staticità dell'immobile che ospita la scuola. L'ufficio tecnico infatti, unico ente in grado di determinare e autorizzare l'agibilità del plesso scolastico cittadino, aveva sconsigliato la riapertura dell'asilo, sottolineando anche il fatto che non l'avrebbe permessa – per quanto di sua competenza – se prima non fossero state fatte e completate tutte le necessarie verifiche sull'edificio. Oggi, però, ci viene ancora rimproverato il fatto di non aver risolto per tempo la situazione e di aver lasciato passare i mesi estivi senza far nulla. Non è così – precisa ancora Reginella – e non c'è stato alcun disinteresse da parte nostra. Il problema è derivato dal fatto che, prima di programmare qualsiasi intervento alla Ciari, sarebbe stato comunque necessario approvare il bilancio di previsione in consiglio comunale. Cosa che è stata fatta i primi giorni di agosto, quando in sede appunto di bilancio abbiamo stanziato dei fondi per i lavori alla scuola. Abbiamo anche messo al corrente della situazione la cittadinanza e i genitori dei bimbi che frequentano l'asilo, e in un apposito incontro svoltosi a inizio settembre nel cortile della scuola Rodari di via Bari (dalla quale dipende la Ciari, afferente al secondo circolo didattico Rodari, ndr) abbiamo fatto il punto della situazione. In quella circostanza, nessuno disse che la Bruno Ciari dovesse essere abbattuta con certezza, si fece presente invece che allora fossero in corso controlli relativi alla staticità del plesso. Nel frattempo – spiega ancora l'ex assessore – ci eravamo già organizzati per mandare i piccoli alunni della Ciari, in via non definitiva e per un tempo limitato, in attesa che si chiarisse la situazione dell'istituto di via Don Gaetano Grandolfo, a lezione nei locali dell'Asl di via Lecce, che si sarebbero potuti adeguare allo scopo con un piccolo impegno di spesa. Poi è caduta l'amministrazione e si è bloccato il percorso al quale stavamo lavorando".

Ma la relazione del 2004 relativa alla Bruno Ciari, che sarebbe stata prodotta dal vecchio responsabile dell'ufficio tecnico Alessandro L'Abbate esiste o no? E parla di una possibile demolizione dell'asilo o siamo di fronte a voci prive di fondamento?

"Dieci anni fa – evidenzia ancora Franco Reginella – dunque nel 2004, l'allora dirigente del servizio tecnico comunale scrisse all'amministrazione rimarcando l'inadeguatezza della Ciari ad accogliere le lezioni. Sottolineò, già allora, la necessità di dar vita nel plesso a grossi interventi di adeguamento logistico e strutturale. A margine della stessa lettera, inoltre, inserì una nota attraverso la quale consigliava all'amministrazione di quegli anni, a fronte dei lavori che sarebbe stato opportuno eseguire, la demolizione e la nuova edificazione del plesso. E questo perché – visti gli importi che si sarebbero dovuti investire per mettere a posto la Ciari – sarebbe stato forse meglio abbattere l'istituto e riedificarlo ex novo. Poi noi non sappiamo cosa sia accaduto dal 2004 a oggi, nè che fine abbia fatto adesso la lettera in questione che avevamo trovato negli archivi comunali. Sia chiaro: il dirigente di allora nella sua lettera non ha mai scritto che la Ciari corresse pericolo di crollo, ha soltanto precisato che – visti i soldi che ci sarebbero voluti per metterla a posto – forse sarebbe stato meglio buttarla giù e ricostruirla, in modo da avere un istituto nuovo con una spesa quasi simile. Questa è la storia della scuola, che ho voluto ripercorrere – conclude l'ex assessore – dato che ultimamente a riguardo si è sentito dire tutto e il contrario di tutto".

Ricordiamo infine che una settimana fa, ai nostri taccuini, il commissario prefettizio, Alfonso Magnatta, ha fatto il punto della situazione della Ciari in base alla realtà del momento e alla situazione attuale. Precisando anche che la scuola, dopo tutte le verifiche necessarie, è risultata assolutamente sicura ad accogliere le lezioni, non presentando alcun problema di staticità.

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