Martedì 18 Dicembre 2018
   
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L'editoriale: un appello agli e-lettori di Casamassima

L'articolo 1 della nostra Costituzione

Democrazia uguale governo del popolo. Forza del popolo. Perché la parola, la cui concretizzazione nella vita di tutti i giorni vuol dire identici diritti e stessi doveri per tutti, deriva dall'unione di due termini greci: demos e kratos. Demos che si traduce in popolo, kratos che è forza, governo. E allora il sostantivo diventa il mezzo per indicare un valore fondamentale: quello per il quale il potere è del popolo, dunque tanto mio – caro lettore – quanto tuo o di qualsiasi altro singolo individuo, alla stessa maniera. Democrazia è uguaglianza, condivisione, partecipazione comune, libertà. Democrazia è, non a caso, un bene riconosciuto sin dall'articolo 1 della nostra Costituzione, che recita: 'L'Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo (appunto, ndr), che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione'.

Ma democrazia, che è libertà, è anche responsabilità. La responsabilità delle proprie azioni, di dover scegliere con consapevolezza, di non poter dire in caso di errori o ripensamenti: 'non è colpa mia'. Ecco allora che la libertà, uno dei valori più belli e più nobili in assoluto, può diventare un fardello pesante da sopportare, addirittura un macigno dal cui peso in passato alcune popolazioni hanno preferito fuggire, demandando ad altri il compito di decidere per loro. Se hai voglia e tempo di approfondire questi concetti – amico lettore – ti suggerisco la lettura di 'Fuga dalla libertà', un saggio scritto nel 1941 dal sociologo e psicoanalista tedesco Erich Fromm. Il pensatore, saggista e studioso nato a Francoforte sul Meno nel 1900, non a caso nel 1941 – quando aveva 41 anni e il mondo viveva in piena seconda guerra mondiale – sottolineava nella sua opera la pericolosità di lasciare ad altri il compito di decidere per sé, che aveva portato appunto allo sviluppo dei totalitarismi proprio in conseguenza della fuga dalla libertà fatta dagli uomini che non avevano avuto la forza di assumersi la responsabilità delle proprie scelte. E allora, lasciando adesso da parte gli aspetti e le implicazioni storiche che hanno portato Fromm a fare a suo tempo le sue considerazioni, facciamo un salto in avanti e veniamo ai giorni nostri, all'attualità, e anche alla nostra Casamassima.

Per fortuna i totalitarismi sono passati, lasciandosi alle spalle la loro tragica scia di morte e trasmettendoci la loro lezione e i conseguenti insegnamenti. E oggi – grazie al cielo - noi viviamo in una nazione libera e democratica. Ma di Fromm possiamo tener presente un concetto e farne tesoro: libertà – in tutta la sua bellezza – è anche responsabilità. Una responsabilità non semplice da assumersi, ma che vale sempre la pena addossarsi e prendersi sulle spalle con consapevolezza.

E allora, da comunità, da collettività, da cittadinanza casamassimese, non restiamo a guardare. Uniamoci, confrontiamoci, collaboriamo. Mettiamo in pratica quella forma di democrazia partecipata, tanto decantata ma spesso ancora troppo deficitaria alle nostre latitudini. Contribuiamo con proposte e osservazioni al futuro della nostra amata Casamassima. Una nuova campagna elettorale si avvicina, il tam-tam di voci legato alle prossime eventuali candidature è già partito. La settimana scorsa, a tal proposito, sulle nostre colonne abbiamo provato a disegnare un quadro della situazione in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. In alcuni casi – a giudicare dalle reazioni raccolte dopo la pubblicazione – potremmo aver indicato i profili giusti, in altri abbiamo preso una cantonata colossale, per altri ancora non c'è stata né conferma né smentita. Ma al di là di questo, caro lettore, partecipiamo. Proviamo ad avere, tutti insieme, un ruolo non marginale in ottica elezioni e, più in generale, in prospettiva futura. La libertà è anche questo, col suo peso e le sue molteplici sfaccettature. Ma è giusto così. E allora proviamoci: cerchiamo di essere fino in fondo democrazia. Popolo che esprime la sua forza, la sua sovranità, nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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