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I DISSIDI NELLA MAGGIORANZA DI QUESTI 3 ANNI E MEZZO

consiglio 2 sett 2013

Venerdì 12 settembre 2014, Santa Maria per il calendario gregoriano – il nostro sistema di suddivisione di giorni, mesi, e anni - ore 10.36. E' il momento in cui, attraverso la formalizzazione al protocollo delle dimissioni di 9 consiglieri comunali, (quelli di minoranza più gli ex Pdl Antonio Episcopo, Pietro Cristantielli e Pinuccio Valenzano), l'ormai ex sindaco Mimmo Birardi e la sua squadra di governo devono dire addio a Palazzo di Città, non avendo più la maggioranza. Con la rinuncia al loro incarico di nove rappresentanti dell'assise cittadina, infatti, su un totale di diciassette, viene meno la forza del centrodestra, che cade in minoranza non avendo più il sostegno di almeno la metà più uno dei rappresentanti della pubblica assemblea civica. Si chiude così il mandato a primo cittadino ottenuto da Birardi attraverso le elezioni amministrative del maggio 2011, che avevano consegnato alla coalizione di centrodestra la guida del paese. E termina, allo stesso modo – con la firma di dimissioni davanti al notaio Ernesto Fornaro di Bari dei nove consiglieri, e la conseguente ratifica dell'atto al protocollo del municipio – l'ultima consigliatura. Una consigliatura durata poco più di tre anni, dall'insediamento avvenuto il 24 giugno (giorno di San Giovanni) attraverso un consiglio comunale andato in scena all'aperto, in piazza Aldo Moro, al 12 settembre scorso. Tre anni e tre mesi, dunque, nel corso dei quali l'ormai vecchia maggioranza di centrodestra non ha mai dato, per la verità, l'impressione di governare unita e compatta.

Ripercorrendo le tappe di questo ultimo triennio di attività amministrativa della nostra cittadina, infatti – questo è quello che ci racconta la cronaca – le fratture sono spesso emerse, in più di una circostanza chiare ed evidenti. Pronti-via, e proprio durante la seduta consiliare di insediamento della nuova amministrazione di centrodestra, quella svoltasi in piazza, si manifesta la prima spaccatura: al momento di votare per eleggere il presidente del consiglio comunale, infatti, i due consiglieri dell'allora Pdl, Antonio Episcopo e Franco Pignataro (entrambi espressione della componente An del partito), e Nicola Vallarelli dell'Udc, (il partito del sindaco Mimmo Birardi) abbandonano il loro banco, evidentemente non condividendo la scelta, o comunque le modalità, che in quella occasione hanno portato al conferimento dell'incarico a Rino Carelli. Attraverso il nostro sito 'Casamassimaweb' e il nostro settimanale 'La Voce del Paese' documentammo l'accaduto (i nostri lettori forse ricorderanno la nostra foto alle sedie dei tre consiglieri rimaste vuote durante la votazione per decretare la presidenza del consiglio comunale) e Franco Pignataro, a caldo ai nostri microfoni, dichiarò che “il presidente dev'essere nominato dai consiglieri, ma i consiglieri non sono stati per nulla coinvolti nella scelta. O almeno noi (il riferimento era a lui stesso, Episcopo e Vallarelli, ndr), disse allora – non siamo stati coinvolti in una decisione che quindi è unilaterale e non si sa bene da chi sia stata presa. Un'amministrazione, per funzionare bene – concluse - ritengo debba coinvolgere tutti i membri di maggioranza”.

Pochi mesi più tardi, il 18 febbraio 2012, sempre attraverso il nostro giornale e il nostro sito d'informazione, demmo notizia del fatto che fossero in corso manovre politiche tra i partiti che avrebbero potuto portare un'esponente dell'Udc, Valentina Franchini, in giunta al posto di un rappresentante del Pdl. Ipotizzando anche che la Franchini potesse entrare a far parte dell'esecutivo al posto di Maria Montanaro, mantenendo la presenza in giunta di una quota rosa. Allora da più parti, in maggioranza, mostrarono irritazione per il fatto che fosse stata diffusa una notizia di questo tipo – a detta di alcuni rappresentanti del centrodestra – completamente priva di fondamento. Eppure alla fine, un anno e cinque mesi più tardi, la Franchini – dopo che l'Udc ha continuato a rivendicare con insistenza maggiore visibilità in giunta – è entrata a far parte della squadra di assessori, prendendo proprio il posto della Montanaro, la cui estromissione dalla giunta stessa non è stata indolore, dato che ha prodotto un lungo dibattito, e anche forti attriti tra la componente ex Pdl e il sindaco in particolar modo, con l'intervento allora sulla questione anche di Massimo Cassano, oggi sottosegretario al lavoro del governo Renzi e allora – tra le altre cose – commissario cittadino del Pdl (i nostri lettori con buona memoria forse ricorderanno anche la contrarietà di Franco Pignataro, o comunque il non alto gradimento di quest'ultimo, verso la scelta che a suo tempo portò Massimo Cassano al coordinamento del Pdl cittadino).

In questa breve sintesi degli ultimi tre anni di vita amministrativa cittadina, da segnalare anche il cambio in capo all'ufficio tecnico cittadino, con la fine della direzione dell'ingegnere Alessandro L'Abbate, avvenuta il 28 maggio del 2012, e l'arrivo, cinque mesi più tardi, del nuovo responsabile del servizio, l'architetto Donato Capacchione, al quale allora fu conferito l'incarico a contratto, prima per un anno, e poi fino alla scadenza del mandato del sindaco.

Sempre nel 2012 poi, a metà ottobre, arrivò un'ulteriore dimostrazione della presenza di dissidi interni al centrodestra, con un conseguente rimpasto in giunta che determinò l'uscita dalla maggioranza degli allora assessori Ninni Columbo e Pino Gengo (i due rappresentanti più votati a maggio 2011 dell'intera coalizione a sostegno del candidato sindaco Birardi) e l'insediamento al loro posto di Franco Reginella e Michele Bovino, i primi due rimasti fuori dal consiglio comunale dopo le elezioni di tre anni fa. A questo evento abbiamo dato ampio spazio sulle nostre colonne nel corso del tempo, riportando sull'argomento sia il punto di vista di Mimmo Birardi e della sua vecchia maggioranza, sia quello dei due ex assessori, estromessi dall'esecutivo dopo poco più di un anno dall'accettazione del loro incarico assessorile.

Sempre nello stesso mese e nello stesso anno inoltre, il 2 ottobre 2012, alla maggioranza – ritrovatasi in aula per approvare il regolamento specifico relativo al gemellaggio con la cittadina polacca di Jelcz-Laskowice, mancarono i numeri. E per il lasciapassare al provvedimento fu necessario il supporto della minoranza. Quel giorno, infatti, oltre all'allora sindaco Mimmo Birardi e all'ex presidente del consiglio comunale, Rino Carelli, presero posto tra i banchi i soli Donato Dalfino, Salvatore Nacarlo, Gianfranco Laricchia, e Nicola Vallarelli che, senza la collaborazione di Vito Rodi, Pinuccio Fortunato, Michele Loiudice, Gianni Rella e Giancarlo D'Addabbo, non sarebbero riusciti a garantire e mantenere il numero legale e quindi il corretto svolgimento della seduta, né a rendere valido l'accoglimento dei provvedimenti. Ma quella del 2 ottobre 2012 – questo è ciò che ci ha poi consegnato la cronaca – è stata soltanto la prima circostanza in cui il centrodestra non è stato capace in questi anni di essere autosufficiente e autonomo in aula. Le volte in cui la maggioranza non è riuscita infatti a garantirsi il numero legale in consiglio comunale sono state diverse (e anche di questo c'è traccia nella nostra cronaca di questi anni). Se ricordiamo anche l'assegnazione delle deleghe ad alcuni consiglieri comunali da parte del sindaco, e le polemiche politiche che sono poi seguite – su tutte quelle alimentate da Franco Pignataro (bilancio) e Salvatore Nacarlo (sport), terminate con la rinuncia e la restituzione nelle mani di Birardi dell'incarico – il quadro si arricchisce di un ulteriore elemento a testimonianza del fatto che tensioni in maggioranza non siano mai mancate. Del resto lo stesso ex consigliere comunale Martino Carelli, non più tardi di una settimana fa, ha ammesso ai nostri taccuini che in realtà la ormai ex maggioranza “tanto coesa e unita non sia mai stata”.

In ultimo sono arrivate le dimissioni dal loro incarico di consigliere degli ex Pdl Pinuccio Valenzano, Antonio Episcopo e Pietro Cristantielli che, unite a quelle di Nica Lilli, Alessio Nitti, Gianni Rella, Michele Loiudice, Pinuccio Fortunato e Vito Rodi (tutti espressione dell'opposizione durante l'ultima consigliatura), hanno di fatto posto fine all'ultima esperienza amministrativa del centrodestra.

Questo è quello che, in breve sintesi e attraverso una lettura dei fatti strettamente politica, ci ha tra le altre cose consegnato la cronaca casamassimese degli ultimi tre anni.

Le valutazioni e i giudizi sul resto, sulla bontà o meno dell'operato dell'ultima amministrazione, sulla validità dei risultati raggiunti (rivendicati a gran voce e in più campi da Mimmo Birardi nel corso del suo recente ultimo comizio), su quanto realizzato o non fatto in virtù del programma preelettorale, le lasciamo – come sempre – ai nostri lettori e alla loro soggettiva capacità di analisi.

Commenti  

 
#2 Liberate il paese 2014-09-28 15:26
Caro amico F., dimmi, cosa accadrà ora agli indifendibili che non avranno più la maggioranza in loro soccorso? Chi li difenderà dalle accuse "forse" ingiuste di quei cittadini assetati di giustizia e non paghi dalla loro definitiva sparizione sulla scena politica? Credi che gli elettori casamassimesi, insieme ai tanto ingiustamente vituperati baresi oggi giustamente residenti nel tuo feudo politico, non cambieranno in maniera radicale l'orientamento del loro voto lasciando tutti voi, vecchi tromboni e borboni, in mutande? Dai, prendi coraggio per una sola volta prima degli altri, fammi una previsione visto che i sogni ti hanno sempre aiutato nel prevedere gli orientamenti del potere.
 
 
#1 Sfiduciato 2014-09-26 22:50
Insensate e fuori da ogni contesto bandiere borboniche comicamente issate ad ogni intervento del consigliere Laricchia, pretestuose e prepotenti rivendicazioni dei consiglieri del PDL, suscitano ilarità tra i cittadini presenti al primo comizio di piazza di una amministrazione che mai ha cambiato rotta.
Segnali premonitori di continue schermaglie, epurazioni, denunce in Procura, tradimenti e dulcis in fundo un'aberrante e sgrammaticata spiegazione sulla lapide della pietratonda a dimostrazione della squalificante e miserevole storia amministrativa degli ultimi anni.
Finisce l'incubo e chi mai, domani, potrà dar lustro a questa cittadina?
La vedo dura!
 

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