Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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“FACCIAMO DENUNCIA AL PREFETTO DI BARI”

consiglio 17 lug 2014 02 ac

“In merito alla convocazione del consiglio comunale di oggi (mercoledì scorso per chi legge, ndr) facciamo denuncia, con richiesta di censura al prefetto di Bari, dell'eccesso di potere posto in essere dal sindaco, dal presidente del consiglio comunale e dai consiglieri di maggioranza sottoscrittori della richiesta, per aver imposto la convocazione straordinaria e d'urgenza del consiglio comunale in seduta monotematica fuori da ogni presupposto di legge e di regolamento”. Tutti i partiti di minoranza, Pd-Libera Casamassima, Autonomia cittadina e Sel-Prc, compatti, si sono espressi così – in pubblica assise cittadina – in merito alla seduta convocata il 23 luglio scorso, durante la quale hanno letto e depositato un documento firmato congiuntamente prima di abbandonare definitivamente l'aula. “In questa circostanza – recita proprio il documento in questione – l'ordine del giorno riguarda la 'Pubblicazione in rete e a stampa diffusa nel Comune di Casamassima di articoli fuorvianti e tendenzialmente lesivi dell'immagine del primo cittadino'. Siamo quindi chiamati non a discutere e risolvere temi che riguardano la collettività, i cittadini di Casamassima, la qualità della loro vita, i loro problemi, ma a esprimere sdegno e riprovazione, a intimare vergogna, a tutela del primo cittadino, in rapporto a fatti non dichiaratamente lesivi ma che a voi (il riferimento è ai componenti della maggioranza consiliare, ndr) appaiono appena tendenzialmente lesivi della sua immagine. Senza alcun riguardo per i costi di questa seduta addossati al popolo casamassimese (poi tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno deciso di devolvere il loro gettone di presenza in beneficenza in favore di un ente locale ancora da individuare, ndr) in aggiunta a quelli delle precedenti querele sporte nei confronti di chi ha espresso opinioni diverse, critica o legittimo dissenso rispetto all'operato di questa (l'attuale, ndr) amministrazione. Perché, ci chiediamo, non assumere da parte della maggioranza iniziative politiche di altra natura, in forme e luoghi ben diversi dall'aula consiliare, se si fosse voluta sostenere la difesa del sindaco Birardi? Perché il sindaco Birardi, avendo la possibilità di difendersi sul piano personale prima ancora che sul piano istituzionale, come ogni altro cittadino italiano, non ha inteso difendere la propria onorabilità, che reputa lesa, nelle sedi competenti e a proprie spese? Noi denunciamo un modo di governare autoritario e antidemocratico, in contrasto con i principi costituzionali alla base del nostro vivere civile. Noi denunciamo – continua ancora il testo letto in aula dalla minoranza – l'uso improprio delle istituzioni democratiche, l'utilizzo del consiglio comunale e degli strumenti democratici come manganello agitato per scatenare feroci rappresaglie, travestite da atti istituzionali, contro chiunque, cittadino (oggi la ormai ex direttrice de 'La Voce del paese', Marilena Rodi), gruppo o istituzione non si associ all'elogio al primo cittadino. Ci turba profondamente questo modo di intendere la gestione della cosa pubblica e delle istituzioni, retaggio di un approccio reazionario alla politica, di una concezione della vita pubblica che, sconfitta dalla storia, non ammetteva contraddittorio o critica, non ammetteva posizioni diverse da quelle propugnate da una persona. 'Suscita sconcerto - è l'espressione adoperata dall'Assostampa Puglia e dal suo presidente, Raffaele Lorusso, attraverso le colonne del Corriere del Mezzogiorno – l'iniziativa del Comune di Casamassima di convocare d'urgenza il consiglio comunale con un ordine del giorno alquanto inquietante' che 'rimanda a una concezione proprietaria e personalistica delle istituzioni che va sempre contrastata e fa nascere il sospetto che si stia cercando di intimidire la stampa', sovvertendo – continua la minoranza – ogni regola democratica in ordine all'esercizio di diritti costituzionalmente garantiti. Noi ci associamo alla protesta dell'Assostampa ed esprimiamo solidarietà alla giornalista Marilena Rodi e alla stampa libera di cui, nel convincimento pieno che la dialettica democratica produca sempre risultati migliori di una politica individualista, isterica e intollerante. Per parte nostra, abbiamo accettato elogi e critiche feroci senza fare arrogante appello alle prerogative del ruolo istituzionale. E, concludiamo, l'uso personale delle istituzioni cui il presidente di Assostampa Puglia fa riferimento è ciò contro cui anche noi intendiamo resistere. Noi siamo sei. Oggi, in questa triste occasione che espone ancora una volta la città di Casamassima ai commenti negativi dell'opinione pubblica e delle altre istituzioni, facciamo appello ad altri tre uomini di spirito democratico e liberale, per mandare a casa questo sindaco al più presto, anzi ora, e ricominciare a 'fare politica' in uno spirito di leale, sincera e corretta opposizione fra le componenti mature e democratiche, di qualunque colore, che vivono sul nostro territorio”. Tutta la minoranza, terminata la presentazione di questo documento, ha poi abbandonato l'aula consiliare in segno di protesta e dissenso.

[da La voce del paese del 26 luglio 2014]

Commenti  

 
#5 redazione. 2014-08-01 16:48
#4
Gentile lettore se prova a fare un rapido excursus su queste pagine web si accorgerà che sono state pubblicate tutte le posizioni, non solo quelle della minoranza.
 
 
#4 osservo 2014-08-01 15:45
nonostante esuli dalla presente discussione, volevo fare un plauso alla redazione che ha puntualmente pubblicato i mie post anche se critici.
 
 
#3 osservo 2014-08-01 12:06
appunto, non è il giornalismo che vorrei quello che riporta solo in parte fatti di cronaca.
Riportare il pensiero della sola minoranza è sostenere le ragioni solo di una parte è si giornalismo ma, tipico di testate definite "organi Ufficiali di stampa".
Non mi pare che questa testata sia inquadrata come tale
 
 
#2 Osservi male 2014-07-31 18:32
E che c'entra il giornalismo che vorresti? Questa è la cronaca. Punto e basta. E' il pensiero espresso dalla minoranza in consiglio comunale.
 
 
#1 osservo 2014-07-30 11:15
Sconforta leggere da parte di chi fa giornalismo la negazione della più alta istituzione deputata al confronto democratico della comunità comunale, il consiglio comunale.
Nell'occasione seppur convocato ai limiti di quanto previsto dal T.U.E.L, il consiglio in questione era il posto deputato alla democratica discussione ed all'analisi delle differenti visioni della vicenda.
Peccato continuare a NON Parlare a non confrontarsi, denunciando modalità e formalismi burocratici che nulla aggiungono alla pacifica e serena convivenza, obbiettivo primario di una società moderna.
Vi Leggo ma, non è questo il giornalismo che vorrei.


P.S.:Preciso infine che, il legislatore nel T.U.E.L indica cosa non si può deliberare in un consiglio convocato d'urgenza e null'altro.
 

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