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LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA

consiglio 17 lug 2014 02 ac

“Il linguaggio comunista lo conosciamo”. Il consigliere comunale Franco Pignataro, espressione dell'Unione centrodestra Casamassima, ha esordito così nel suo intervento in consiglio comunale mercoledì scorso, cominciato subito dopo la lettura da parte delle forze di minoranza di un documento congiunto (trattiamo l'argomento in un'altra sezione del nostro settimanale), presentato prima di abbandonare definitivamente l'aula. “Questa seduta consiliare – ha poi proseguito Pignataro – è stata chiesta e sottoscritta da sette-otto consiglieri, ed è frutto dell'iniziativa del consiglio comunale e non del sindaco Mimmo Birardi, dato che il suo contributo alla promozione di questa stessa iniziativa è assolutamente da escludersi. Sono stati dunque i consiglieri comunali che, sentitisi offesi da una testata giornalistica (la nostra, ndr), hanno convocato col carattere di urgenza l'assise. Un'assise che ha diritto di riunirsi quando lo ritiene più opportuno, soprattutto nel momento in cui – come in questo caso – una testata che dovrebbe offrire informazione si presta a una recita vergognosa, ambigua e subdola sia nella forma che nel contenuto. I consiglieri comunali non stanno difendendo da questi banchi Mimmo Birardi, ma stanno difendendo l'istituzione, il sindaco, in qualunque modo si chiami. E stanno difendendo la volontà di un popolo che ha deciso di far sedere lì, sullo scranno consiliare più alto, Birardi. Non è possibile infatti – si è scagliato ancora contro la nostra testata giornalistica Pignataro – che ogni giorno venga distribuita al cittadino immondizia allo stato puro, attraverso l'utilizzo di titoli, come per esempio 'La scuola è abusiva?' che inducono solo a creare ansia nel lettore. Attraverso questa assemblea vogliamo dimostrare che qui a Casamassima i problemi vanno risolti con la corretta informazione e non con il gossip. Il consiglio comunale ha tutto il diritto di riunirsi, a maggior ragione in questo caso, di fronte a episodi che possono turbare l'ordine pubblico. Lo stesso presidente di Assostampa Puglia, inoltre, prima di scrivere quello che ha scritto (una nota di solidarietà verso la nostra collega Marilena Rodi e anche un richiamo a un uso non proprietario e personalistico delle istituzioni, ndr) non mi pare si sia documentato adeguatamente. Mamma mia che paura il fatto che Assostampa si sia preoccupata delle istituzioni, non so di cosa. Io spero che faremo sapere ad Assostampa qual è la verità, anche perché credo che se il suo presidente si fosse documentato un po' meglio e avesse preso visione di tutti gli articoli di stampa che in qualche modo hanno indotto nell'errore il cittadino, forse avrebbe compreso quel che è accaduto. Il cittadino, infatti, probabilmente legge i titoli, legge gli articoli a metà, vede, non vede, non arriva fino alla conclusione dei pezzi, a volte non ha gli strumenti per poter comprendere quel che viene scritto. Non voglio offendere nessuno – ha continuato Pignataro – ma se lo stesso presidente di Assostampa ha scritto queste parole (quelle della nota in favore della nostra collega Rodi, ndr) credo che a sua volta, mi dispiace doverlo dire, non abbia capito nulla di quello che è accaduto. Noi non intendiamo essere processati a monte da titoli subdoli di giornale”.

“Il problema – ha detto poi il consigliere eletto alle ultime amministrative nell'Udc, Nicola Vallarelli – non è solo politico, ma morale, civile, etico. Il grave fatto di cronaca che ha minato la dignità personale del primo cittadino di Casamassima ci porta a fare delle considerazioni riguardo l'uso sconsiderato dell'informazione locale, che sfocia a volte in un'aggressione gratuita e immotivata alla sfera privata di chi ne è destinatario. Nessuno mette in discussione il diritto di critica, ma il codice deontologico, l'etica e la morale tutelano la dignità personale. Noi oggi (mercoledì scorso per chi legge, ndr) stiamo tutelando in questo consiglio comunale una persona che non solo è un individuo, ma è anche il primo cittadino. Che è tale in quanto eletto dal popolo. E allora nel momento in cui noi offendiamo il sindaco, offendiamo il popolo di Casamassima in modo gratuito e spregiudicato”.

“Tutto mi sarei aspettato – ha detto invece il consigliere comunale del Movimento Schittulli, Gianfranco Laricchia – tranne di dover tenere un consiglio comunale su questo argomento. Ma le parole sono pietre, specie quando vengono scritte. E in questo caso sono state gettate sperando di cogliere il bersaglio. Un bersaglio politico. Perché, in questo episodio, del diritto di cronaca e d'informazione di cui ha parlato il presidente di Assostampa non c'è nulla. Sarebbe bastato aggiungere al titolo oggetto di discussione sindaco di Lecce, dunque di Lecce – ha proseguito Laricchia - e non ci sarebbe stato bisogno di questa seduta in cui stiamo difendendo l'istituzione sindacale. E la storiella balorda secondo la quale il sindaco Mimmo Birardi sia venuto in pubblica assise per fatti propri non regge. Perché il sindaco ci ha soltanto detto: 'Guardate che qui l'istituzione è stata messa alla berlina'. Noi pertanto, in quanto consiglieri comunali, cosa avremmo dovuto fare? Tacere? Far finta di nulla? Dire: non ci interessa del sindaco? Chiunque segga sullo scranno del primo cittadino rappresenta tutta la collettività, e quando la collettività viene esposta, attraverso il suo sindaco, al pubblico ludibrio non si può far finta di nulla. Ecco perché questo consiglio in difesa del sindaco in quanto istituzione, al quale abbiamo voluto esprimere la solidarietà dell'assemblea cittadina. Chi vuol fare politica salga sui palchi e si faccia votare. Non è possibile fare politica per interposta persona comodamente seduti dietro una tastiera. Ecco perché c'è stato un consiglio comunale urgente: per difendere il sindaco-istituzione da un attacco estraneo, apparentemente estraneo, alla politica”.

Il consiglio comunale, al quale hanno partecipato solo i consiglieri di maggioranza, a eccezione di Pietro Cristantielli e Salvatore Nacarlo (indipendenti), ha poi deliberato la solidarietà al sindaco col favore di tutti i presenti. Mimmo Birardi ha optato per l'astensione al momento del voto. Tutti i consiglieri infine, di maggioranza e di opposizione, hanno rinunciato al gettone di presenza lasciandolo nelle casse comunali.

[da La voce del paese del 26 luglio 2014, immagine di repertorio]

Commenti  

 
#3 Colino 2014-07-31 19:24
Hai ragione Tonino,
ai Casamassimesi piace il titolone da Gossip identico e preciso al tuo che rispecchia chiaramente tutti noi.
 
 
#2 TONINO 2014-07-30 11:10
Pignataro, se ben conosci "il linguaggio comunista" meglio ancora conosci il "linguaggio fascista" del quale sei stato e per fortuna non lo sarai mai più (quantomeno nelle aule istituzionali), sempre un grande cultore! La libertà di stampa sotto il Fascismo non esisteva e Tu in quanto figlio di quella cultura, non puoi conoscerne in pieno la legittimità nè, tanto meno, l'importanza! Tanta evidenza incontrovertibile, è proprio nelle cose che dici con arrogaza ed ignoranza NELL'ULTIMO dei tanti abusati Cons. Comunali: offendi i cittadini che per lo più, leggono solo
i titoloni, senza entrare nel merito degli articoli. Vergogna! I cittadini casamassimasi sono persone attente e non sfugge loro nulla, sia per la stampa, sia per i manifesti, sia per tutto lo scellerato andazzo dell'Amministrazione che tu prima offendi chiedendone le dimissioni del suo sindaco, poi di questi inspiegabilmente ne diventi il difensore più valoroso (sic!)Ti ricordo che della questione si è scandalizzata non soltanto "ASSOSTAMPA" ma anche "La Gazzetta del Mezzogiorno" "Il Corriere del Mezzogiorno" "Antenna sud" nel suo notiziario e persino "IL CORRIERE DELLA SERA" giornale più importante d'Italia.
Sei diventato il tizio più emblematico, e foriero di cattivi pensieri. Al Laricchia niente da dire, si commenta da sè!
"NIHIL OBSTAT QUOMINUS IMPRIMATUR"!
 
 
#1 CO. 2014-07-29 23:44
Ordine pubblico? Uso sconsiderato dell' informazione locale? Attacco apparentemente estraneo alla politica? Mi chiedo: dei titoli di un giornale locale portano a tanto? Come casamassimese ritengo che meritiamo una più elevata considerazione, perché se passano quei paroloni allora, per contrappasso, "l'artatamente" dei titoli del giornale "sotto inquisizione" si annulla ed entrambi i contendenti, maggioranza difenditrice dell'istituzione sindaco e stampa locale, escono sconfitti. Certo fa specie immaginare che dei titoli del Corriere della Sera, per esempio, possano spingere la Camera o il Senato (il legislativo) a riunirsi in via straordinaria per difendere un eletto direttamente dal popolo, il deputato o senatore, rappresentanti dell' intera nazione, dalle parole scritte del cosiddetto e metaforico quarto potere, la stampa. E' il giudiziario che ci sta a fare?

Semplice laureata in Scienze Politiche e CASAMASSIMESE
 

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