Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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RIFIUTI: PASSA IL REGOLAMENTO CON IMBARAZZO

consiglio 17 lug 2014 maggioranza

“Esattamente come è disciplinata la materia degli scarti in agricoltura nel regolamento?”, chiede Alessio Nitti, capogruppo Pd in consiglio comunale. “No, non è disciplinata. Il regolamento parte dalla classificazione dei rifiuti, c’è anche l’allegato con i criteri quantitativi e qualitativi dei rifiuti non pericolosi assimilabili a quelli urbani e ci sono tutti i sistemi di gestione dei rifiuti urbani e raccolta differenziata”, risponde l’assessore al ramo Michele Bovino. “Ma è scritto nell’articolo 26, raccolta differenziata”, si sente fuori microfono la voce della consigliera Nica Lilli. “E sì, ma io lo chiedo all’assessore”, fa eco Nitti. “Ah, perché io l’avevo trovato”, si giustifica Lilli. “No, in merito alla specifica richiesta non è disciplinato”, insiste Bovino. “Ma se si possono bruciare viene meno”, si infila nella discussione il sindaco. Morale della storia: la materia è disciplinata dal regolamento, ma l’assessore al ramo Bovino non lo ricorda a memoria. “Posso riservarmi di rispondere in merito”, arranca infine. Peccato, però, che il sindaco abbia posto – a inizio discussione – la pregiudiziale dell’approvazione seduta stante, vista ‘l’urgenza’, per essere in linea con il crono-programma dell’Aro. Così, almeno dice lui. “E allora cosa andiamo ad approvare?”, incalza di nuovo Nitti. “E secondo lei – è la difesa di Bovino – io devo avere contezza di ogni rigo?”. “Mi date la parola?”, scalpita il sindaco. “Ma noi l’abbiamo letto”, stuzzica Lilli. “Allora – ribatte Bovino – mi può dire che è scritto a pagina 35 terzo rigo? Eh, consigliera?”. “Allora leggiamolo insieme”, propone la capogruppo di Sel-Idv-Prc.

Il botta e risposta tra assessore all’Ambiente e opposizione diventa il trampolino di lancio per la maggioranza ed ecco che si materializza la domanda del consigliere Antonio Episcopo, ex Pdl: “Siccome c’è un certo disagio – visto che stiamo formulando domande su un regolamento redatto non so da chi – sottolineo che ogni Comune ha manifestato le proprie esigenze tipiche del territorio che rappresenta, quindi presumo ci sia stata una concertazione. E dunque penso che nella redazione del regolamento ci sia stata anche la presenza politico-tecnica del Comune di Casamassima, quindi volevo cogliere l’occasione per chiedere come sta la questione ipotetica del costo da porre a base d’asta? Cioè, noi la volta scorsa approvammo il piano industriale ma dicemmo pure che sarebbe stato opportuno pure porre a base d’asta un importo ridotto rispetto a quello che ci veniva prospettato”. Che ne è stato – è il ragionamento di Episcopo – di queste richieste? In sostanza – vuol sapere – il costo è stato abbassato o no? La richiesta dei consigli comunali di ridurre i costi sono state accolte o no? L’assessore non ha una risposta, o meglio, si sforza di riferire il procedimento (adozione, approvazione etc), senza chiarire. “Ritengo che data l’importanza dell’argomento – è l’altro consigliere di maggioranza Franco Pignataro a prendere la parola – sarà il caso di prepararci meglio e riparlarne in altro consiglio”. “No, Franco”, si sente in sottofondo il sindaco. “E no, sì, invece – gli ribatte Pignataro – stiamo parlando di un appalto di 150milioni di euro. Non scherziamo proprio”. Intanto i banchi della minoranza restano vuoti. “Lo vogliamo leggere? – è Birardi a introdursi – Leggiamolo. Ma se non lo approviamo andremmo a disattendere un impegno con gli altri Comuni dell’Aro. Discutiamone in consiglio, e se serve chiamiamo chi l’ha redatto e chiediamo spiegazioni” (quindi, come ritenuto da Nitti, non sanno ancora cosa approvano?). “Allora, il bene del paese – torna a parlare Pignataro – lo vogliamo tutti. Non credo sia un’esclusiva priorità del sindaco. E proprio per questo motivo ci stiamo preoccupando di capire bene. Stiamo parlando di una gara che condizionerà il servizio di igiene urbana a Casamassima per i prossimi 9 anni. Ha ragione il consigliere Episcopo a porre la domanda sui costi. La risposta data è preoccupante (il riferimento è la tentata spiegazione non risolutoria di Bovino, ndr). Noi non possiamo arrivare in consiglio comunale con un regolamento di cui ignoriamo il contenuto perché lo ha fatto l’Aro. Proprio perché lo ha fatto l’Aro mi preoccupa: la volta scorsa l’Aro ha dimostrato di avere qualche falla quantomeno nel piano industriale. Di fronte alle preoccupazioni sollevate la volta scorsa, noi stasera, non solo non sappiamo cosa c’è scritto nel regolamento, ma dovremmo far fede a quello che dice l’Aro. Non ci sta bene. Sull’argomento si gioca la credibilità delle amministrazioni”. La maggioranza, colta dall’imbarazzo, e dopo alcuni minuti di straniamento, decide di sospendere il consiglio comunale per fare chiarezza sulla questione.

A ripresa di consiglio, la conoscenza della materia appare all’improvviso ‘consapevole’, tant’è che di fronte alle ennesime perplessità di Nitti (“Avrei potuto fare altre 10mila domande e il risultato sarebbe stato uguale, quindi quello che capiamo è che questa maggioranza sta per approvare un provvedimento che non conosce”), Pignataro ribatte: “Lo dici tu che non lo conosciamo”..

Alla votazione finisce così: 8 voti favorevoli (Birardi, Carelli Martino e Rino, Laricchia, Vallarelli, Valenzano, Episcopo e Dalfino); 4 voti contrari (Rodi, Fortunato, Nitti e Lilli); 1 astenuto (Pignataro). E pensare che quest’ultimo, Pignataro, in conclusione di discussione aveva dichiarato: “Ci siamo giocati la credibilità. Perché la gente ha pensato: ‘Non sono stati capaci quelli di prima, non sono stati capaci quelli di oggi’”.

Il costo per il servizio, per la fase di avvio, sarà di circa 3milioni di euro.

[pubblicato su La voce del paese del 19 luglio 2014]

Commenti  

 
#4 Ovino 2014-07-30 21:32
Che sorta di vicesindaco, una grossa promessa rivelatasi un bluff.
Bovino non crede che più impegno e con più incisività sarebbe d'obbligo per chi come Lei è' stato miracolato poiché non è stato ripescato neanche come consiglieri per lo scarso risultato elettorale?
Lei che fa' ? Dopo cotanto colpo di fortuna, ad oggi immeritato, anziché studiare ed essere presente, sceglie di dedicarsi ad un nuovo hobby: fare il vicesindaco. Che schifo.
 
 
#3 Chiara 2014-07-29 07:35
....oh di che ci lamentiamo, e' il principio della libera interpretazione dei regolamenti , una compensazione all'oculata e "stretta" interpretazione della libertà di pensare e derivati della libertà di pensare :-) .....concedetemi questa battuta, senza offese, un po' di ironia per sdrammatizzare ci vuole

Chiara
 
 
#2 Deluso 2014-07-29 06:29
Che delusione, dopo una simile figuraccia vista in diretta web, io mi sarei dimesso, ma ormai la poltrona ha l'attack.
Se poi si considera l'operato come delegato all'ambiente, visti i risultati della ditta a Casamassima, lo sporco per le strade e vicino ai cassonetti, bhe io cambierei paese.
 
 
#1 Senzameraviglia 2014-07-28 12:14
Fare gli scemi per non pagare il dazio? Tanto i tremilioni non li sborsano loro....eccellenti come sempre. Grazie Marilena. Tutto vogliamo sapere, parola, per parola!
 

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