Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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LA PROVINCIA CHIUDE, 23 GIUGNO ‘THE DAY’

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Una città metropolitana sorgerà da qui a 6 mesi circa, e intanto si fanno le prove generali per spiegare ai cittadini cosa sarà e come funzionerà. Ci hanno provato, lunedì scorso, nel the day della Provincia di Bari, lo stesso presidente Schittulli, l’ultimo presidente del consiglio Mastroleo, e l’ex prefetto di Bari, ora nel Consiglio superiore della Magistratura, Schiraldi e il rettore dell’università di Bari Uricchio. A sentir loro non sarebbe tutto oro quello che luccica, nel senso che sarebbero stati aboliti i consigli provinciali, ma non le Province, anche se quello resta l’obiettivo principale. “Le città metropolitane – ha detto piccato Schittulli – a guardare bene non saranno 10, come previste, ma 18, se consideriamo le Regioni a statuto speciale”. E quindi – sarebbe il ragionamento – se l’obiettivo era quello di ridurre i costi della politica, in realtà si starebbe rifacendo il look al gattopardo. Che cambia pelle, ma quello resta.

“Dobbiamo in verità capire – ha stigmatizzato il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Antonio Polito, che moderava il dibattito – se trattasi di funerale o di battesimo”. E da queste parole Schiraldi ha tentato di tracciare i caratteri generali del nuovo ente: “Il sindaco della città di Bari sarà anche il sindaco della città metropolitana, e i consiglieri – eletti con sistema indiretto – esprimeranno proporzionalmente i territori che rappresentano attraverso un voto ponderato. Questo nuovo ente manterrà le funzioni di governance degli ambiti della Provincia, edilizia scolastica delle scuole superiori e viabilità”. Molto – tuttavia – resta da chiarire.

Un’operazione di marketing, ha attaccato Schittulli, un’operazione “tesa a mostrare lo scalpo di un’istituzione dai risultati troppo scarsi”. “E invece – ha affondato – il debito pubblico italiano è nato proprio con l’avvento delle Regioni”. E le Regioni – non ha mancato di stilettare Polito – sono quelle che hanno contato il maggior numero di indagati per “eccesso di rimborsi”, mentre tra le Province questo non è accaduto.

E guarda caso – ha sottolineato sempre Schittulli – “la Regione Puglia è rea di aver ‘confermato una conclamata arroganza’, nei rapporti istituzionali e aver impugnato la legge 56 – chiamata a sbrogliare la matassa del riassetto degli enti – per timori di ridimensionamento di poteri e clientele”. “Neppure nella Bulgaria più retriva – gli fa eco il forzista Paolo Sisto – lo avrebbero fatto per decreto legge”.

Ma al di là della disquisizione politica di lunedì pomeriggio, il the day era cominciato la mattina con l’ultima seduta di consiglio provinciale e si è conclusa con la notte bianca della poesia. “Ho la sensazione – ha sorriso Polito – che Schittulli resterà a capo della Provincia ancora per molti molti mesi”, e la battuta – fuori da ironie spicciole – evoca pensieri rispetto alla campagna elettorale per le prossime regionali e rispetto a un disimpegno momentaneo formale di Antonio Decaro (quale sindaco metropolitano), che sempre nella giornata di lunedì è stato proclamato sindaco della città di Bari. Coincidenze fatali che farebbero presupporre per il futuro una serie di incastri politici interessanti (anche alla luce dello spoglio elettorale del 25 maggio scorso, in cui molte schede avrebbero registrato l’espressione di voto consiliare verso la lista Schittulli associata al sindaco Decaro).

[da La voce del paese del 28 giugno 2014]

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