Domenica 16 Dicembre 2018
   
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CASA DELLE DONNE, UNA CONQUISTA SECOLARE

casa delle donne

La riscossa delle donne non si arresta. Da mercoledì scorso, infatti, 18 giugno 2014, le associazioni e i collettivi femminili potranno ritrovarsi per discutere di politica e informazione politica, presso una sede istituzionale concessa dal Comune di Bari in comodato gratuito. Si tratta di una conquista storica e rappresenta un traguardo pioneristico per tutto il sud Italia. Bari, appunto, si colloca – nel panorama del linguaggio politico femminile – all’avanguardia nel Meridione: un passo in avanti in quelle politiche di pari opportunità che vorrebbero la donna proiettata – in uno scenario abusato dal maschile – con una veste dignitosa e autorevole per contribuire a migliorare il quotidiano sociale. Avvocate, casalinghe, giornaliste, politiche, scrittrici, attrici, studentesse, insegnanti. Il panorama delle donne che hanno costruito il percorso per raggiungere l’obiettivo è variegato e pone la cultura della donna in una posizione di tutto rispetto: “C’è bisogno anche di noi per decidere del nostro futuro, per cui di noi occorre tenere conto; di quello che abbiamo da dire e di come immaginiamo le nostre città”.

“Dopo 10 anni – è stato il commento della collega che ha coordinato i lavori, Lorena Saracino – si potrà usufruire di un luogo dove stare insieme e fare squadra, scambiarsi esperienze, idee e progetti per un futuro di pari opportunità”. “Affidando agli Stati generali (di cui avevamo già parlato qualche settimana fa) questo immobile – ha riferito Titti De Simone, assessora al Patrimonio del Comune di Bari – non ho stipulato un accordo con una semplice associazione, ma con una realtà che somiglia ormai a un movimento istituzionalizzato e di rappresentanza di interessi collettivi fondamentali, la cui cura è indispensabile per tutta la città”.

La notizia – il cui rimpallo mediatico – ha fatto il giro in poche ore in tv, sui giornali e sui social, ha coinvolto energicamente anche l’altra metà del cielo che, a dispetto della cronaca cruenta degli ultimi giorni, ha scatenato immaginazioni e ispirazioni poetiche: “Se il nostro amore fosse durato un solo giorno – è la dedica pervenutami dall’amico Nicola Romanelli dopo l’entusiasmo col quale abbiamo divulgato la bella novità – allora di questo giorno ho amato ogni secondo che ho vissuto e che ho visto trasformarsi in minuti e poi ore, ho amato ogni brezza di vento, ogni istante di sole che ha illuminato i tuoi occhi, ho amato il cielo, i fiori gialli, i tuoi sorrisi, gli uccelli in volo, le barche nel mare, i fili d’erba, i momenti di silenzio, la terra, le tensioni, l’incomprensione, l’ombra e la luce, i tuoi sospiri e ogni granello di tempo che mi ha portato fino al tramonto, fino alla fine, fino al momento in cui il giorno non sarà più giorno e morirà nella notte in cui non smetterò mai di sognarti”.

[da La voce del paese del 21 giugno 2014]

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