Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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PARCHEGGI AUCHAN: IL PARERE DELL’AVVOCATO

consiglio 16 giu 2014 inizio

Fare una ricognizione delle aree di proprietà comunale all'interno della zona commerciale. È lo scopo per il quale – come più volte precisato dal centrodestra alla guida del paese, anche ultimamente attraverso un manifesto affisso il 31 maggio scorso sui muri cittadini (di cui abbiamo dato ampiamente conto negli ultimi tempi ai nostri lettori, dando spazio a riguardo sia alla voce della maggioranza che a quella della minoranza e del centrosinistra tirato in ballo dallo stesso manifesto) – nell'aprile di due anni fa l'amministrazione dette il via libera in consiglio comunale a una risoluzione, dando anche mandato a un legale di collaborare con l'ufficio tecnico cittadino a questo lavoro di verifica. E così lunedì scorso, in consiglio comunale – su richiesta della stessa coalizione al governo della nostra cittadina – ha parlato anche Vito Di Natale, l'avvocato al quale è stato richiesto di esprimere un parere sull'argomento. “È opportuno partire dal fatto – ha detto a riguardo Di Natale nel corso dell'ultima assise cittadina – che il parere richiestomi si chiude col richiamo all'ente (il Comune, ndr) relativo alla doverosità dell'acquisizione al patrimonio comunale di tutte le opere di urbanizzazione primaria e, evidentemente, delle aree di sedime in quanto, quantomeno sulla base della documentazione a me trasmessa, e di una parte ulteriore successivamente considerata, non risultano ad oggi ancora acquisite. L'acquisizione al patrimonio comunale indisponibile di queste opere di urbanizzazione si presenta effettivamente come un obbligo di legge, obbligo inderogabile che, evidentemente, non contempla alcuna possibilità di deroga. Un obbligo, dunque, che allo stesso tempo comporta la necessità per il Comune di provvedere all'acquisizione del patrimonio indisponibile, per tutelare al meglio gli interessi della collettività. Laddove questo onere fosse ancora differito nel tempo – ha osservato sempre l'avvocato – porrebbe le basi per un danno alla collettività. Danno in accezione assolutamente lata, che non sta a me quantificare, ma che rinviene proprio dall'obbligo posto dalla legge. L'acquisizione al patrimonio si differiva alla frammentazione delle aree ad opera della concessionaria, al fine di individuarne anche l'esatta quantificazione e individuazione. La cosa mi lascia un po' perplesso in quanto, non avendo notizia dell'avvenuto frazionamento delle aree, di fatto in sostanza per un verso c'è stato un differimento sine die all'acquisizione al patrimonio, nonostante il Comune fosse a questo punto esattamente consapevole dei suoi oneri (tant'è che allegata alla delibera si riviene uno schema di cessione, non sottoscritto ovviamente, delle aree alla concessionaria ai fini della gestione), dall'altro mi pone in realtà qualche dubbio anche relativo alle attività amministrative previe. E questo perché, se non sono state esattamente individuate le aree, perché il frazionamento non c'è stato, la validità degli atti precedenti è quantomeno dubbia. Devo inoltre richiamare l'attenzione, cosa che è stata fatta e non dal sottoscritto, ma da ulteriori soggetti interessati che sono proprietari di aree in una zona diversa da quella dell'Auchan, che a proposito sempre dell'acquisizione al patrimonio, facendo leva sugli stessi principi che sono stati fatti noti con il parere, hanno intimato all'amministrazione di procedere a questo riguardo, anche considerando (e qui ci sono ovviamente le ulteriori conseguenze), che la mancata acquisizione al patrimonio potrebbe avere tra i suoi effetti assolutamente negativi per l'ente quello della prescrizione del diritto. Cosa che, se per una serie di ragioni tecniche ritengo debba essere esclusa per quanto riguarda le opere che insistono nell'Auchan, non posso invece escludere, non avendo elementi per farlo, per altri interventi, innanzitutto perché di queste altre questioni non sono stato interessato e non ne conosco quindi la documentazione”.

“Allo stato – ha aggiunto l'avvocato Di Natale - devo dire che, presumibilmente, accordi funzionali all'intervenuta cessione di queste aree dovrebbero ritenersi esclusi, perché nella convenzione del 2009 (si fa riferimento alla zona commerciale nei pressi della via per Noicattaro, ndr) il Comune e le concessionarie si accordano per trasferire a semplice richiesta del Comune tutte le opere di urbanizzazione primaria e le aree di sedime che siano state eseguite e che siano ricadenti nei lotti a e b relativi agli interventi disciplinati con le convenzioni del 1991 e 1992. Il che mi fa presumere che se nel 2009, con convenzione sottoscritta dalle parti pubblica e privati – ha sottolineato ancora l'avvocato Di Natale in consiglio comunale lunedì scorso – si faceva riferimento al trasferimento a semplice richiesta, questa cosa escluderebbe che all'epoca, almeno, queste aree potessero essere state già trasferite nel patrimonio indisponibile del Comune. Quello che quindi emerge ed è stato sottolineato è, da un lato, un inadempimento che incide anche sugli interessi della collettività per quelli che sono l'utile-gestione di queste opere, atteso che queste opere – proprio in quanto non da ora debbono essere affidate nella loro gestione a mezzo di gara – presuppongono da un lato l'individuazione di un soggetto competente e qualificato dal punto di vista professionale, ma evidentemente presuppongono anche un ritorno economico per l'ente, che mi pare a questo punto renda in qualche modo oziosa o riduca a pura retorica formale la discussione sui costi che l'amministrazione deve affrontare per l'acquisizione di queste opere. I costi sono costi essenzialmente pari a zero, perché si tratta di un dovere, e la gestione è funzionale a garantire all'amministrazione, pur nei limiti di un equilibrio finanziario corretto, sicuramente delle entrate che mi pare ad oggi non ci siano state. D'altro canto devo dire che attraverso una verifica attenta, poi fatta anche con l'ufficio tecnico, l'ulteriore conseguenza probabilmente negativa, ma qui – ha evidenziato sempre l'avvocato Di Natale – la veste è quella di una ricognizione e non sta a me, che non sono un organo giudicante – ha ripetuto più volte sempre l'avvocato – fare valutazioni di diverso genere che poi eventualmente dovranno innanzitutto essere oggetto di valutazione dell'amministrazione, è quella che porta a un'ulteriore considerazione da farsi. L'ulteriore considerazione è che la mancata e tempestiva acquisizione al patrimonio comunale delle opere di urbanizzazione primaria ha avuto sicuramente un altro effetto che teoricamente avrebbe potuto anche aver prodotto un ulteriore, se non danno, sicuramente pregiudizio d'amministrazione. Innanzitutto perché, dal punto di vista dell'allocazione degli stessi manufatti, la tempestiva acquisizione al patrimonio delle opere di urbanizzazione avrebbe impedito, o se non impedito resa estremamente più complessa, la diversa allocazione delle opere – intendo opere private in questo caso – che successivamente si è registrata. D'altro canto, sebbene questo riguardi un'aliquota non maggioritaria ma comunque significativa dei parcheggi, sia pubblici che privati, quello che risulta è che una parte dei parcheggi – anch'essi pubblici – siano stati, a seguito degli ultimi interventi deliberati dall'amministrazione di Casamassima, confinati in una zona periferica del piano. La qual cosa, se non ha inciso, ed evidentemente non incide, sull'intrinseco valore di queste opere, incide sicuramente in termini, probabilmente non esattamente positivi per l'ente, di possibile redditività. Capite bene che un parcheggio pubblico allocato in prossimità dei manufatti dove insistono le attività commerciali consenta una possibilità di sfruttamento maggiore di quanto invece non avvenga con il parcheggio allocato in una zona periferica. Il che incide ancora negativamente su quella che può essere un'ipotetica base d'asta per l'affidamento di queste opere in gestione”.

Queste sono alcune delle puntualizzazioni portate dall'avvocato – conseguentemente a un'apposita richiesta fatta dalla maggioranza – in consiglio comunale. Osservazioni che sono state poi integrate anche da un'apposita relazione fatta a riguardo – per quanto di sua competenza – dal responsabile dell'ufficio tecnico cittadino, Donato Capacchione. Ne è seguita poi la discussione in aula consiliare, con centrodestra e opposizione che si sono confrontati spesso anche con toni molto accesi nel corso della seduta.

[da La voce del paese del 21 giugno 2014]

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