Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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EUROPEE: IL VOTO SECONDO LA MAGGIORANZA

casamassima palazzo comunale

Le elezioni per il parlamento europeo non sono le amministrative. E le comunali possono essere qualcosa di molto diverso rispetto ad altre tornate elettorali. Fatta questa doverosa premessa, però, è evidente che le indicazioni degli elettori, anche a livello di tornata per le europee, possano fornire dei dati sui quali riflettere anche a livello cittadino, e possano essere la proiezione in qualche modo di quello che è lo stato d'animo della gente nel momento in cui la stessa è chiamata a recarsi ai seggi. Ma come hanno accolto i politici casamassimesi il dato emerso dalle urne una settimana fa? Come hanno interpretato il forte astensionismo, alla luce del fatto che qui da noi hanno votato alle elezioni europee 6.394 aventi diritto su 16.114 elettori – i dati sono quelli del sito del Ministero dell'Interno – per una percentuale appena pari a 39,67%? Come interpretano il fatto che il Movimento cinque stelle – seppur in calo rispetto alle politiche di un anno e tre mesi fa – è stato ancora la forza più votata? E il dato relativo a Pd e Forza Italia? E quello di Nuovo Centrodestra e Udc?

“Da una prima analisi generale del dato elettorale – osserva a riguardo Antonio Episcopo, consigliere comunale di maggioranza dell'Unione centrodestra Casamassima – emerge a mio avviso il fatto che nel centrodestra ci sia confusione. E questo sia a livello nazionale che in chiave più strettamente locale. Qui a Casamassima, per esempio, il centrodestra è abbastanza frammentato, con il Movimento Schittulli da una parte, l'Udc che reclama assessorati dall'altra, e un quadro complessivo che mi pare un po' scoraggiare l'elettore che si identifica in Forza Italia. Elettore che probabilmente non si sente rappresentato come vorrebbe, vedendo il suo partito non ricevere in maggioranza la giusta evidenza, quella che meriterebbe. Il tutto con la conseguenza di una sorta di apatia politica da parte del sostenitore di Forza Italia, che non sentendosi abbastanza rappresentato ha espresso il suo malumore verso i suoi esponenti di riferimento in consiglio comunale, verso di noi, cavalcando in maniera anche forte l'onda dell'astensionismo. E poi vi è stato anche il passaggio di Massimo Cassano, eletto senatore in Forza Italia, al Nuovo Centrodestra. Un passaggio che forse non è stato ben assimilato dai nostri elettori che mi sembra abbiano visto in Massimo Cassano quasi un antagonista di Raffaele Fitto. Questa situazione confusa, ripeto, probabilmente ci ha penalizzato”.

“A livello casamassimese – dice invece Donato Dalfino, pure lui consigliere dell'Unione centrodestra Casamassima – vi è stato il buon risultato in termini numerici del Movimento Cinque Stelle, che a mio avviso rappresenta soprattutto un voto di protesta giovanile, dettato soprattutto dall'emotività. A livello nazionale, invece, lo stesso movimento ha perso molto perché, a mio avviso, alla fine ha dimostrato di avere poca concretezza, di non essere appunto un partito politico ma soltanto un movimento. In merito al forte astensionismo, invece, da parte nostra ritengo che sia un aspetto sul quale sia opportuno riflettere, soprattutto in considerazione del fatto che – come ormai appare abbastanza chiaro – ad astenersi dal loro diritto di voto il più delle volte sono proprio i nostri elettori di centrodestra. Elettori che, se fossero andati alle urne, ci avrebbero probabilmente consegnato dati molto diversi. In ogni caso, anche l'astensionismo è un fattore da non sottovalutare, ma da tenere nella giusta considerazione. Per quel che riguarda il risultato di Udc e Ncd, il partito del sindaco e di Massimo Cassano, fino a non molto tempo fa figura di rilievo del Pdl cittadino – continua ancora Dalfino rispondendo a una precisa domanda sull'argomento – credo che i dati non esaltanti dipendano da due diversi fattori. Per quel che riguarda Cassano, infatti, credo abbia in qualche modo pagato il fatto che qui a Casamassima il Nuovo Centrodestra non è forte e radicato come Forza Italia, mentre per quel che concerne L'Udc non è che abbia mai avuto un grosso riscontro qui nella nostra cittadina. E in ogni caso il dato è comunque relativo, perché l'accostamento europee-comunali non è automatico, e votare per Bruxelles è cosa ben diversa che scegliere il nostro arco consiliare”.

“Noi della Puglia prima di tutto – osserva Martino Carelli, anche lui espressione consiliare – siamo ovviamente soddisfattissimi del risultato fatto registrare alle recenti europee da Raffaele Fitto, secondo in termini di preferenze assolute a livello nazionale alle spalle di Simona Bonafè del Pd. Sempre a livello nazionale, inoltre, mi sarei aspettato un risultato migliore da parte del Movimento Cinque Stelle e meno buono da parte del Pd. Qui a Casamassima, invece, il Partito democratico ha fatto registrare numeri positivi, questo è innegabile, ma non in linea con quello che è stato il passo tenuto dal partito a livello generale in tutta Italia. In ogni caso, non credo si possa fare un parallelo attendibile tra elezioni europee e comunali: si tratta di competizioni elettorali assolutamente differenti, mosse da dinamiche completamente diverse”.

“Il voto in favore del Movimento cinque stelle – commenta invece il consigliere comunale indipendente Salvatore Nacarlo – qui a Casamassima, dove si è attestato come primo partito una settimana fa anche se ovviamente alle europee, mi sembra comunque espressione di protesta. In merito alle preferenze raccolte in chiave locale da Udc e Nuovo centrodestra, invece – dice ancora Nacarlo appositamente sollecitato sull'argomento – preferisco non dire nulla”.

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