Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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EUROPEE: I COMMENTI POST-URNE

elezioni scrutatori

“Il Pd casamassimese ha fatto una vera e propria 'remuntada', arrivando a un soffio dal sorpasso al Movimento cinque stelle, arrivando alle sue spalle con appena 114 voti di scarto. E ha fatto appunto una grande rimonta alle ultime europee, rispetto alle politiche del febbraio 2013, quando si era fermato al 15%. Oggi invece, a distanza di appena sei mesi dal nostro congresso, il Pd di Casamassima ha ottenuto alle europee il 31,17% delle preferenze, guadagnando in termini assoluti, e a fronte del calo drastico dell'affluenza circa 400 voti. La nostra crescita è stata dunque straordinaria”. È un Adriano Bizzoco che contiene a fatica l'entusiasmo, a pochi mesi da quanto è stato eletto segretario cittadino del Pd, quello che commenta lo spoglio elettorale a seguito delle europee. “Il nostro primo appuntamento dopo il congresso cittadino del partito – aggiunge Bizzoco – non lo abbiamo mancato. Sappiamo che possiamo ancora crescere, perché tanti nostri concittadini, in pieno dissenso con l'operato dell'amministrazione Birardi, hanno ancora una volta optato per un voto di protesta. Non a caso qui a Casamassima il Movimento cinque stelle si è confermato prima forza politica (pur perdendo 1.000 voti secchi rispetto alle precedenti politiche del 2013, passando dalle 3.200 preferenze di allora alle 2.028 di quest'ultima tornata elettorale). Tutto questo ci fa guardare al futuro con rinnovata fiducia e voglia di proseguire il nostro cammino, mentre la destra casamassimese, di contro, ha fatto un risultato disastroso e in linea con il dato nazionale. Il problema non è tanto Forza Italia, ferma al 19% – aggiunge ancora il segretario del Pd – quanto l'accoppiata Udc-Nuovo Centrodestra, la lista di riferimento del sindaco Mimmo Birardi, che è stata sopravanzata anche dalla lista Tsipras. Se consideriamo che in diversi altri comuni della provincia di Bari le liste di riferimento dei sindaci o dei candidati sindaci di centrodestra hanno fatto registrare risultati molto più significativi, allora appare evidente che qui a Casamassima c'è un problema. Credo che qualcuno nel centrodestra cittadino dovrebbe porsi delle domande sul proprio futuro politico”.

“Il voto espresso a Casamassima una settimana fa – osserva invece il segretario di Autonomia cittadina, Franco Pastore – da un lato risponde pienamente alle nostre aspettative, dall'altro non ci appaga. Questa volta Ac, a differenza delle politiche del 2013, ha deciso di schierarsi, di assumere una posizione ben precisa e di renderla pubblica prima delle votazioni, attraverso manifesti e comunicati stampa: quella di non partecipare al voto. E' stata una scelta sofferta, frutto di un lungo confronto, ma alla fine è prevalsa la linea secondo la quale dovevamo marcare la nostra presenza, esprimere il nostro dissenso contro le politiche europee fin qui adottate, e mandare 'un segnale forte e chiaro al sistema malato dei partiti', a quelli che decidono, a quelli che ci amministrano. Se ci siamo riusciti lo lasciamo valutare ad altri. Noi non abbiamo la necessità di dimostrare a tutti i costi di aver vinto, né ci interessano le contorsioni metaforiche sui bicchieri, che siano mezzi pieni o mezzi vuoti, come se la gente fosse stupida. Il risultato del voto a Casamassima – continua Franco Pastore – è chiarissimo, basta solo qualche numero e un semplice confronto omogeneo per fare un'analisi corretta e comprendere: tra le europee del 2009 (Ac non esisteva) e quelle del 2014, a fronte di una sostanziale parità nel numero di elettori, c'è stato un forte calo di votanti, con uno scarto percentuale del 13% che non ammette alibi. E che indicava il 52,60% allora, il 39,67% adesso. Un primato negativo che ci accomuna a pochissime altre realtà. Questo è il dato su cui riflettere, che comunque non ci appaga, anzi ci lascia l'amaro in bocca perché sta a significare che ha perso la politica, l'istituzione, ma soprattutto che i cittadini casamassimesi, illusi da coloro che promettevano di far ripartire la città, non hanno più alcuna fiducia. E a tal proposito – osserva ancora il segretario di Autonomia cittadina – c'è un verdetto senza appello: il sindaco e il suo partito, l'Udc, il sottosegretario di Stato e il suo partito, Ncd, messi insieme raccolgono tanti di quei voti che pare stiano ancora a contarli (306 di lista, 62 preferenze per Massimo Cassano). Come dire: il popolo vi acclama. Nè sta meglio Forza Italia, che prende 1.179 voti, un misero 19,2% che riduce i suoi consensi a meno della metà, sia rispetto alle scorse europee che alle politiche del 2013. Per il centrodestra che ci amministra, dunque, una debacle senza precedenti. Il Movimento cinque stelle si conferma primo in termini percentuali, con il 33%, ma perde circa 1.000 voti rispetto alle politiche di un anno fa. Una coincidenza? Credo che il dato debba far riflettere Grillo e i suoi, perché le urla e i populismi, la logica dell'uomo solo al comando, possono pagare nel breve periodo, sull'onda di una diffusa disperazione, per il resto la gente si aspetta altro dalla politica, atti concreti che risolvano i problemi. Quanto al Pd locale, rinnovato e ringiovanito – conclude ancora Pastore – crediamo si sia giovato fondamentalmente dell'effetto Renzi, recuperando consensi rispetto al disastro delle politiche del 2013, grazie all'apporto dell'unico leader capace di interpretare il senso comune dei cittadini, almeno per il momento. I 1.914 voti raccolti (31,2%) vanno sì letti positivamente, ma senza indulgere in trionfalismi fuori luogo, e devono rappresentare un motivo in più per costruire un futuro migliore, tenendo bene in conto gli errori commessi in tanti anni di amministrazione della nostra cittadina”.

“A Casamassima – evidenzia invece Nica Lilli di Sel-Prc – il Movimento cinque stelle, in controtendenza con quanto accaduto a livello nazionale, ha retto bene, rimanendo il primo partito. Il Pd ha incrementato i suoi consensi rispetto alle politiche di un anno fa ma, anche qui in controtendenza rispetto al dato nazionale, sul territorio è risultato il secondo partito. E la lista Tsipras, con il 5,7%, percentuale più elevata rispetto alle medie nazionali e regionali, è stata la quarta forza politica cittadina. In sostanza tutti qui a Casamassima hanno usufruito del bonus 'pessima amministrazione'. Un'amministrazione, quella attuale, tanto deludente da portare i cittadini a un allontanamento dalla politica in percentuali ben superiori rispetto ad altre località, tanto da superare qui a Casamassima il 60%. Con l'Udc, il partito del sindaco, che una settimana fa ha raccolto un misero 4%, inferiore al nostro interessantissimo 5,7%. E anche il grande e famoso Massimo Cassano ha ottenuto meno consensi di candidati sconosciutissimi. Ma il dato più rilevante qua da noi è stato l'astensionismo. Ma io credo che la rassegnazione, la delega, non cambino le cose”.

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