PASTORE: “DEBACLE PER SINDACO E CASSANO”

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“Il voto espresso a Casamassima domenica 25 maggio, se da un lato risponde pienamente alle nostre aspettative, dall’altro non ci appaga, ed ora cercherò di spiegarne le ragioni”. Così il segretario di Autonomia cittadina, Franco Pastore, commenta il clamoroso astensionismo al voto europeo di una settimana fa.

“Questa volta Ac – dice Pastore – a differenza delle politiche del 2013, ha deciso di schierarsi, assumere una posizione ben precisa e renderla pubblica prima delle votazioni, con manifesti e comunicati stampa: ‘Non partecipare al voto’. Certo è stata una scelta sofferta, ci siamo confrontati a lungo, e alla fine è prevalsa la tesi che dovevamo marcare la nostra presenza, esprimere il nostro dissenso contro le politiche europee fin qui adottate e mandare ‘un segnale forte e chiaro al sistema malato dei partiti’, a quelli che decidono, a quelli che ci amministrano.

Se ci siamo riusciti – continua – o se abbiamo contribuito anche in minima parte a far emergere questo disagio, lo lasciamo valutare ad altri. Noi non abbiamo la necessità di dimostrare a tutti i costi di aver vinto, né ci interessano le contorsioni metaforiche sui bicchieri, che siano mezzi pieni o mezzi vuoti, come se la gente fosse stupida.

Il risultato del voto a Casamassima è chiarissimo, basta solo qualche numero e un semplice confronto omogeneo per fare un’analisi corretta e comprendere: tra le Europee del 2009 (Ac non esisteva) e quelle del 2014, a fronte di un sostanziale pari numero di elettori, c’è stato un forte calo di votanti, con un scarto percentuale del 13% che non ammette alibi, il 52,60% allora, il 39,67% adesso. Un primato negativo che ci accomuna a pochissime altre realtà. Questo è il dato sul quale riflettere, un dato che, come dicevo prima, comunque non ci appaga, ci lascia l’amaro in bocca perché significa che ha perso la politica, l’istituzione, ma soprattutto che i cittadini casamassimesi, illusi da coloro che promettevano di far ripartire la città, non hanno più alcuna fiducia.

E a tal proposito, c’è un verdetto senza appello: il sindaco e il suo partito l’Udc, il sottosegretario di Stato e il suo partito l’Ncd, messi insieme, raccolgono tanti di quei voti che pare stiano ancora a contarli (306 di lista, 62 preferenze per Cassano). Come dire: ‘il popolo vi acclama!’ Né sta meglio Forza Italia che prende 1.179 voti, un misero 19,2% che riduce i suoi consensi a meno della metà, sia rispetto alle scorse europee che alle politiche del 2013. Per il centro-destra che attualmente ci amministra è una debacle senza precedenti.

Il Movimento 5 stelle si conferma primo in termini percentuali con il 33%, ma perde circa 1000 voti rispetto alle politiche del 2013, unica competizione di possibile riferimento, durante la quale Ac si recò regolarmente alle urne. Una coincidenza? Credo che quest’ultimo dato, insieme al flop nazionale, debba far meditare Grillo e i suoi.

Le urla e le proteste, i populismi, i messaggi violenti e incendiari, la logica dell’uomo solo al comando, possono pagare solo nel breve periodo, sull’onda di una diffusa disperazione, per il resto la gente si aspetta altro dalla politica, atti concreti che risolvano i problemi, in una parola governabilità.

Quanto al Pd locale, rinnovato e ringiovanito, crediamo si sia giovato fondamentalmente dell’effetto Renzi, recuperando consensi rispetto al disastro delle politiche del 2013, grazie all’apporto dell’unico leader capace di interpretare il senso comune dei cittadini, almeno per il momento. I 1.914 voti raccolti (il 31,2%) che confermano grosso modo le posizioni della precedente consultazione europea, vanno sì letti positivamente, senza però indulgere in trionfalismi fuori luogo, e comunque devono rappresentare un motivo in più per costruire un futuro migliore, tenendo bene in conto gli errori commessi in tanti anni di amministrazione della nostra città.    

Delle altre liste presenti non c’è molto da dire, i risultati rispecchiano il quadro nazionale.