Domenica 09 Dicembre 2018
   
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FESTE NAZIONALI, PERCHÉ CELEBRARLE ANCORA?

1 maggio vignetta

Libertà e lavoro. Da sempre al centro della cultura nazionale, questi due valori, rivisitati in chiave moderna, si presentano oggi un tantino sbiaditi, dai contorni incerti. Paradosso per uno stato così emancipato come l'Italia domandarsi che fine abbiano fatto lo spirito di cooperazione e la difesa dei diritti essenziali. Ce lo chiediamo a maggior ragione nei giorni dell'anno in cui il ricordo di fasi storiche di tutto rilievo rendono d'obbligo una riflessione a 360 gradi sull'andamento della vita politica, economica e sociale del paese. Eventi di grande risonanza per l'Italia intera, ma soprattutto poiché riconducibili a valori di cui probabilmente andrebbe recuperato il senso, ci chiediamo (e lo abbiamo chiesto anche ai politici che rappresentano la minoranza in amministrazione), Quale valore è possibile attribuire al 25 aprile?; e ha ancora senso, alla luce dell'attuale situazione nazionale, festeggiare il 1 maggio?.

vito rodi Vito Rodi (consigliere di Autonomia cittadina): "Il 25 aprile è la giornata in cui ricorre, convenzionalmente, la liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista. Credo quindi che noi Italiani dovremmo continuare a nutrire un profondo sentimento di gratitudine nei confronti di tutti coloro che, pur abbracciando ideologie politiche diverse, hanno combattuto assieme mettendo a rischio la propria vita, e spesso perdendola, per conquistare ed assicurare la libertà e la democrazia a se stessi e alle generazioni successive di questa nazione. Però mi chiedo se alla luce di tutto quello cui quotidianamente assistiamo, quel sacrificio lo abbiamo meritato e sia valso davvero". Sul 1° maggio: "Con questa ricorrenza si festeggia la conquista fatta dal movimento operaio, con una lotta durata circa un secolo a partire dalla metà del XVIII secolo, grazie alla quale è stato ad esempio stabilito il numero legale massimo di ore di lavoro da svolgere in un giorno (otto). Credo che in generale il lavoro rivesta un’importanza fondamentale durante l’esistenza di un essere umano. Con il lavoro l’uomo contribuisce alla crescita di se stesso e della comunità, si realizza nella vita, si crea una famiglia e ne soddisfa i bisogni. Purtroppo la situazione di profonda crisi economica che attraversiamo ha portato questa nazione indietro di decenni. Una crisi che affonda le proprie radici nel disastro finanziario accumulato negli ultimi 40 anni, prodotto spesso da malcostume e corruzione dilaganti. Un disastro che le giovani generazioni di oggi stanno pagando a caro prezzo e con un’aspettativa di futuro certamente non roseo. In tanti hanno perso il lavoro e insieme a questo anche la voglia di festeggiare il 1 maggio. Gli Italiani e la politica devono recuperare la forza e il coraggio di rigenerare e riscattare se stessi e quindi l’intero sistema Italia. Vi è urgente bisogno di moralizzazione della vita pubblica, di azioni efficaci per rendere il sistema efficiente, sburocratizzato e meno oppressivo sotto il profilo fiscale. Senza di ciò viene meno lo stimolo di intraprendere e senza imprese non vi è lavoro e ricchezza. Va a finire che la bravura degli Italiani ci viene espropriata dai paesi esteri".

Adriano Bizzoco (segretario del Pd): "Credo che noi tutti abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti dei adriano bizzoconostri nonni e di quella generazione che, oltre ad essersi confrontata con gli orrori e le difficoltà della guerra, ha dovuto vivere quella che si è combattuta all'interno del nostro stato, a tutti gli effetti una battaglia in difesa della libertà. Se abbiamo un debito generazionale, quello verso chi ha combattuto per la liberazione dell'Italia è tra i più forti. Abbiamo quindi il dovere di continuare a valorizzarlo, non dimenticandoci quello che i nostri nonni ci hanno trasmesso e che noi a nostra volta abbiamo il dovere di trasmettere per far sì che certi errori e orrori umani che hanno contrassegnato un periodo buio, anche per l'Italia, non si ripetano. Certo con le pulsioni che ci sono e che sorgono sempre più spesso a livello territoriale, fomentate dalla crisi e dalla generale diffidenza che si è diffusa sia nei confronti di entità sovranazionali come l'Europa che verso l'Italia stessa, sono emersi dei malesseri che non vanno presi sottogamba. Forse non dovremmo dimenticarci di alimentare il senso di comunità del nostro popolo, concentrarci sull'appartenenza a tale comunità". Sul 1° maggio: "Diciamo che piuttosto ci si dovrebbe ancora riferire al principio costituzionale del lavoro. Per questo ha senso festeggiare, difendere quel diritto, mai come in questo periodo specifico. Credo che quel valore debba essere la colonna portante dell'azione politica di qualsiasi movimento, partito o persona che intende spendersi per il bene del paese. Quindi, certo che ha ancora senso festeggiare il 1 maggio, così come ha senso creare le condizioni per realizzare quanto celebrato, perché se ci limitiamo ai festeggiamenti non abbiamo risolto nulla. Dalle parole bisognerebbe passare ai fatti. In questo periodo il tema del lavoro è di forte attualità, ci sono visioni discordanti ma su una cosa credo si debba essere tutto d'accordo e cioè che è da lì che riparte la crescita e la realizzazione di questo paese, altrimenti stiamo solo perdendo tempo".

nica lilli primo pianoNica Lilli (consigliere comunale Sel-Prc): "Ormai quelle come il 25 aprile restano solo date storiche, un po' come si festeggia il 27 gennaio la Shoah, il 19 marzo la Festa del papà e la seconda domenica di maggio la Festa della mamma. Si tratta certamente di tappe importanti che in passato hanno cambiato, se non sconvolto, la storia del nostro paese. Ci sono stati uomini che hanno dato la vita per la libertà. Di fatto però oggi quasi nessuno sa chi è stato un partigiano e cosa ha rappresentato realmente per la storia di questa nazione. Ormai sui libri di scuola della Resistenza non si parla quasi più. Laddove si è perso il senso dei valori, dell'appartenenza, questo 25 aprile non ha davvero più senso. Me ne duole constatarlo e rendermene conto, ma è uno stato delle cose e non credo sia controvertibile. O gli uomini tornano a riappropriarsi della propria storia, di quelli che sono stati i propri percorsi, ridando un valore vero a quei momenti, oppure questa celebrazione è fine a se stessa, svuotata di significato". Sul 1° maggio: "Mi chiedo, se oggi abbiamo dei centri commerciali che tanto il 25 aprile quanto il 1 maggio restano aperti, quale sia ormai il senso di queste feste. Poi vorrei capire quanta gente sarebbe disposta a scendere in piazza e a protestare con me contro l'apertura degli esercizi commerciali il 1 maggio. Il punto è che oggi avere un lavoro è considerato un privilegio e non più quel diritto sancito dalla Costituzione italiana. Quel privilegio che hai ottenuto con tanti sforzi e forse anche con tante riverenze per le quali diviene difficile che si sia realmente disposti a perdere il posto di lavoro portando avanti una contestazione perché il 1 maggio si sta aperti. È il mercato del lavoro che è in crisi, è l'intero sistema che non va, perché nessun datore di lavoro qualche anno fa si sarebbe sognato di proporre di restare aperti il 1 maggio. Oggi invece se lo permette perché sa di potersi spingere fino a tal punto perché esiste una bilancia del dare-avere in base alla quale se voglio ti chiamo anche di notte a lavorare perché tu ne hai bisogno e mi devi dire solo grazie se sei qui. È questo lo stato delle cose, per cui 25 aprile e 1 maggio date rosse sul calendario come il 2 giugno, ma sminuite nell'essenza della festa".

Mariella Calisi (segretario del Prc): "Sono rimasti in pochi coloro che hanno vissuto di persona quel periodo mariella calisistorico e nello specifico la fase della Resistenza. Per questo motivo questa ricorrenza viene sentita sempre meno, soprattutto dai giovani, che certamente non hanno vissuto sulla propria pelle quella che è stata la lotta al fascismo, per la difesa e l'affermazione degli ideali di libertà. Credo comunque che la memoria storica sia qualcosa di molto importante, perciò è compito dei cittadini e dei partiti politici più vicini alla Resistenza preservarne la memoria e ciò anche in considerazione di quante persone, anche e soprattutto giovani, sono morte per quegli ideali. Ciò che però fa maggiormente riflettere è che i giovani di oggi non so quanto possano essere disposti a lottare per quello in cui credono. Noto una certa vacuità intorno a me. Ecco perché credo andrebbe tutto valorizzato e portato all'attenzione delle nuove generazioni. Certo, non è neanche colpa loro se stanno venendo su così, purtroppo non hanno esempi a cui fare riferimento". Sul 1° maggio: "Da quando sono state avviate le liberalizzazioni si verificano queste aperture straordinarie dei centri commerciali che ormai tutto sono fuorché straordinarie dato che tali esercizi sono autorizzati ad aprire i battenti anche in giorni di festa. Tra l'altro anche i lavoratori, sarà per la crisi e quindi per la necessità che si ha di lavorare - anche in virtù del supplemento che se ne riceve - non portano avanti una vera e propria lotta. Si potrebbe anche pensare di organizzare degli scioperi, ma poi questi lavoratori sono i primi che vanno a lavorare, non risolvendo quindi le cose".

Commenti  

 
#2 Alfiere Nero 2014-05-02 16:44
Ho già scritto nel precedente post ( Cosa pensano del 1 Maggio i precedenti sindaci ) sul significato delle date del 25 Aprile e 1 Maggio e come celebrarle.

Piuttosto ho letto, sul far dell'alba, la "lettera agli statali" del duo Renzi-Madia e mi sono ricordato del breve cortometraggio animato disneyano "Dilettanti allo sbaraglio", prodotto in technicolor e uscito negli Stati Uniti nell'aprile del 1937, per la serie Mickey Mouse...

Altresì, al cialtronesco invito sempre del due Renzi- Madia ( ovvero trojan horse ) di scrivere all'indirizzo ( ambedue di ingegno empio )rispondo così...

Testo dell'Internazionale, nella versione originale francese, scritto nel 1871 da Eugène Pottier per celebrare la Comune di Parigi...

Debout, les damnés de la terre
Debout, les forçats de la faim!
La raison tonne en son cratère
C'est l'éruption de la fin.
Du passé faisons table rase
Foules, esclaves, debout, debout
Le monde va changer de base
Nous ne sommes rien, soyons tout!

C'est la lutte finale groupons-nous, et demain (bis)
Internationale sera le genre humain

Il n'est pas de sauveurs suprêmes
Ni Dieu, ni César, ni tribun,
Producteurs, sauvons-nous nous-mêmes
Décrétons le salut commun
Pour que le voleur rende gorge
Pour tirer l'esprit du cachot
Soufflons nous-mêmes notre forge
Battons le fer quand il est chaud.

C'est la lutte finale Groupons-nous, et demain (bis)
L'Internationale Sera le genre humain

L'état comprime et la loi triche
L'impôt saigne le malheureux
Nul devoir ne s'impose au riche
Le droit du pauvre est un mot creux
C'est assez, languir en tutelle
L'égalité veut d'autres lois
Pas de droits sans devoirs dit-elle
Egaux, pas de devoirs sans droits.

C'est la lutte finale Groupons-nous, et demain (bis)
L'Internationale Sera le genre humain

Hideux dans leur apothéose
Les rois de la mine et du rail
Ont-ils jamais fait autre chose
Que dévaliser le travail
Dans les coffres-forts de la bande
Ce qu'il a crée s'est fondu
En décrétant qu'on le lui rende
Le peuple ne veut que son dû.

C'est la lutte finale Groupons-nous, et demain (bis)
L'Internationale Sera le genre humain
 
 
#1 N.D 2014-05-02 15:01
Ecco un articolo di Paolo Barnard, co fondatore di Report, ormai unica vera voce della Sinistra in Italia (e forse in Europa).

"DOVE E’ SEPOLTA LA SALMA DEL PRIMO MAGGIO."

Oggi sono in grado di rivelare per la prima volta a milioni di lavoratori e al mondo politico dove è stata sepolta la salma del Primo Maggio.

La stanno cercando disperatamente 30 milioni di disoccupati/sottoccupati europei, e il 42% dei vostri figli senza lavoro e senza speranza di trovarne uno.

La salma del Primo Maggio fu tumulata nel 1975, nell’oceano Atlantico, dopo che la Commissione Trilaterale lo assassinò. Il sicario prescelto dalle elite di Stati Uniti, Europa e Giappone fu Samuel P. Huntington, nel suo trattato “The Crisis of Democracy”.

Huntington scrisse:

“Quando il radicalismo di sinistra perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati”…

“la concertazione produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”.

Parole, queste, che preconizzarono con estrema lucidità una delle epoche più infami dei rapporti fra Vero Potere e sindacati, quella che nel giro di pochi decenni li porterà dalla loro storica tradizione di lotta per ottenere sempre maggiori diritti, alla miserevole condizione odierna, dove essi ormai possono solo contrattare sul grado di abolizione dei diritti. Quella che porterà politica e cittadini ad accettare “l’inimmaginabile reso plausibile”, dove il lavoro, equiparabile ai globuli bianchi del corpo perché senza lavoro si muore, è stato privatizzato, precarizzato, flessibilizzato, reso noleggiabile, e un privilegio se lo si ha, come se avessero reso i globuli bianchi del tuo bambino privati, precari, flessibili, noleggiabili, e un privilegio averli.

Hanno reso plausibile l’inimmaginabile.

Domani primo Maggio, in un mondo sano, dovrebbe scoppiare una guerra civile in Europa.

Ecco l'intervento di Paolo Barnard alla Gabbia sulla miserrima genuflessione dei sindacati al potere: http://www.youtube.com/watch?v=paSr-jLA4pU

..e sulla parabola della sinistra in Italia:
http://www.youtube.com/watch?v=BuaB-ag_JJU
 

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