Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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IL 1° MAGGIO PER GLI EX SINDACI

peppino carelli new

de tommaso vito“Quando ho ricoperto l'incarico di sindaco della nostra cittadina mi è capitato più volte di concedere aperture straordinarie al centro commerciale, ma mai durante il mio mandato elettorale da primo cittadino ho permesso aperture il 1° maggio, il 25 aprile o l'8 marzo. E questo perché ritengo che queste festività, che hanno un significato profondo, vadano preservate e non debbano lasciare il passo né alla crisi economica né a null'altro. Anche perché spesso quella della congiuntura economica negativa è soltanto una scusa per giustificare il fatto che si vada a lavorare anche in giornate così importanti”. A esprimere il concetto è l'ex sindaco Vito De Tommaso, che fa anche un'altra considerazione. “Il 1° maggio non è soltanto la festa dei lavoratori, degli operai, ma è anche la festa di chi cerca lavoro e ha una valenza ampia e nel suo insieme complessa”.

“Dove c'è lavoro – spiega invece l'ex primo cittadino, Peppino Carelli – c'è serenità, vita, dove invece l'impiego manca non può che esserci tensione, stato di bisogno. Ecco dunque che anche il 1° maggio, come il 25 aprile, ha un'importantissima valenza sociale e le istituzioni, i sindacati, i politici, i governanti hanno il dovere di fare il possibile per garantire tutela a tutti i lavoratori, non solo a chi è in fabbrica, in azienda o negli uffici, ma pure a chi opera nel campo domestico o a chi offre assistenza nell'ambito di altre professioni. Primo maggio vuol dire anche questo, ed è bene ricordarlo ogni anno”.

michele fiermonte“Di questi tempi festeggiare la giornata dei lavoratori – precisa invece un altro ex sindaco della nostra cittadina, Michele Fiermonte – può sembrare un ossimoro, viste le difficoltà crescenti che è costretto ad affrontare chi è in cerca di occupazione, ma sempre più spesso anche chi deve conservare il posto d'impiego. Il lavoro è un valore, e anche l'articolo 1 della nostra Costituzione (L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, ndr) lo mette in evidenza. Senza lavoro, infatti, è difficile sostenersi, non è semplice vivere una vita decorosa, ecco perché è opportuno pensare a una legislazione che nonostante il periodo di crisi si sforzi, anzi si impegni ancor di più, per far sì che il lavoro venga sostenuto. La festa dei lavoratori oggi ha sfaccettature ben diverse da quelle che aveva quando è nata, ma è bene celebrarla per riflettere su alcuni temi attuali, senza mai dimenticare che il lavoro è appunto un diritto che va difeso e tutelato, ma anche che è il lavoro per la persona e non la persona per il lavoro”.

Commenti  

 
#8 Antieuropeista 2014-05-04 15:40
Monti, con l'appoggio di PD, PDL e Centristi ha liberalizzato le aperture, cosicché ora i Comuni non hanno neanche più il potere di decidere le aperture in cambio di lavori utili al paese. Cioè il mostro arriva, si insedia e al momento opportuno si cambia la legge e il gioco è fatto. Il Vero Potere ha vinto e siamo ritornati nel FEUDALESIMO. I sindacati possono solo contrattare sul GRADO DI ABOLIZIONE DEI DIRITTI, vale a dire che se il potere dice "voglio abolire i diritti all' 80%", il sindacato dice "No! Li aboliamo SOLO al 70%" e il potere dice "OK!" A quel punto il sindacato scende in piazza e dice: "Grande vittoria del sindacato, abbiamo abolito i diritto SOLO al 70%". E tutto ciò ha un manovratore ben preciso: l'EURO e l'UNIONE EUROPEA. L'Euro è uno strumento di GOVERNO!
 
 
#7 Rododentro 2014-05-03 17:22
E Vito Rodi non è stato intervistato?
 
 
#6 Happy for you 2014-05-02 17:47
Resta il fatto che una volta le attività dovevano chiedere il permesso alla politica per restare aperti il 25 aprile e il 1° maggio , ora dopo che la politica ha liberalizzato il tutto non può esprimersi con il pianto del coccodrillo. Tre coccodrilli che di pianto ne hanno da fare.....specie quando festeggiando il lavoro non si sono applicati a trovarlo per Casamassima....
 
 
#5 Zoon Politicon 2014-05-02 17:24
Capacità dialettica ed espositiva invidiabile, lessico forbito, cultura, preparazione, competenza: rappresentanti di una classe politica con la P maiuscola. Che purtroppo non esiste più.
 
 
#4 Alfiere Nero 2014-05-02 16:07
Di questi tempi mi viene in mente il famigerato Jobs Act di Renzi….che parafando Virgilio io dico: ….Timeo Puttos ( Renzi ) et slides ferentes….

Di questi tempi mi vien in mente il racconto di Melville: Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street. Tacendo, lo scrivano, copia fogli e fogli, mentre fuori pulsa la vita degli affari. Non ha amici e neppure una casa sua, non intese dialoghi, ma respinge ogni coercizione o prevaricazione con un atono I would prefer not to, “preferisco di no”. Ignorato dai colleghi e dagli stessi padroni, egni chiuderò la sua storia in modo drammatico, dopo un’esistenza grigia nell’ufficio delle “ lettere smarrite” di Washington ( in inglese dead letters, “lettere morte”…).

Il pensiero va oggi ai tanti precari, disoccupati, esodati, cassintegrati che, per sopravvivere devono accettare condizioni di lavoro aleatorie che non possono neppure obiettare: “Preferirei di no”. Perché? Per l’anomia delle isituzioni. Penso agli stranieri che sono costretti spesso a situazioni umilianti di quasi schiavitù. Oppure a chi messo inserzioni e inviato il curriculume non ha uno straccio di risposta. Un po’ tutti dobbiamo raccogliere l’appello silenzioso di Bartlebye dai tanti suoi colleghi, anche più sfortunati:

I WOULD PREFER NOT TO
 
 
#3 Alfiere Nero 2014-05-02 16:05
Le troiane Porte Scee ( della dignità lavorativa ) violate dal neocapitalismo

Dei tre personaggi intervistati solo De Tommaso è esplicito: il 25 Aprile e il 1 maggio è vietato lavorare; da Carelli e Fiermonte solo vana retorica. Qualis vir, talis oratio? Anche loro rassegnati allo strapotere del turbo capitalismo? Anche loro sottomessi alle due formule chiave del capitalismo? Le marxiane: M-D-M e D-M-D1 ? Che ci porteranno come in alcuni stati degli USA a lavorare anche a Natale?

Dove la prima, spiega il modello pre-capitalistico, ( Merce-Denaro-Merce , dove le merci e lo scambio delle merci erano il fine ultimo del processo e il danaro era solo un intermediario). Dove la seconda, spiega il modello di produzione capitalistico odierno senza il nefasto corno finanziario non previsto da Marx, (Denaro-Merce-Denaro maggiorato) dove il Denaro diventa l’alfa e l’omega del processo; dove la merce, compresa la forza lavoro prodotta dalla carne umana dei lavoratori diventa una mera intermediaria del Denaro e dove, come narra quell’1 all’apice (il profitto) è narrato l’unico e solo fine ultimo del capitale: Crescere!, anche a costo di uccidere, massacrare, colonizzare e praticare nelle forme più spietate e disumane lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. E’ quella carne umana dolente e umiliata che fece insorgere Marx e prima di lui Gesù. E dove far lavorare uomini e donne è negare l’esistenza di Dio che, notoriamente, non paga il sabato e la domenica.

Dobbiamo ricordare e riaffermare quei valori che quelle date rappresentano, per i quali in tanti hanno sacrificato la vita. Siamo figli del nostro passato, ne siamo il prodotto e dobbiamo evitare che si creino le condizioni per il ripetersi di eventi sciagurati. Allora ogni giorno e soprattutto il 25 Aprile e il 1 Maggio dobbiamo custodire la memoria, non cancellare il passato, riaffermare quei valori. Resistere, battersi.

Di questi tempi mi viene in mente la frase di Virgilio nell’Eneide: Timeo Dànaos et slides ferentes. Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non fare entrare il famoso cavallo di Troia nella città. La traduzione più diffusa è "Temo i Danai ( Achei ) anche quando portano doni". In termini colloquiali significa: non ci si deve fidare di coloro che si ritengono nemici, anche se hanno atteggiamenti generosi o amichevoli. Come il modello economico attuale che blandisce per una miseria di euri i lavoratori costringendoli a lavorare nei giorni e nelle feste comandate con la complicità delle istituzioni. Quei giorni debbono essere sempre e comunque contrattualmente retribuiti.
 
 
#2 marina 2014-05-02 12:40
mi dispiace che amministratori capaci ed onesti come Michele Fiermonte e Peppino Carelli si siano defilati dall'impegno politico.Il nostro paese ha bisogno di gente impegnata che si spenda davvero per il bene comune.
 
 
#1 politicamente deluso 2014-05-02 08:27
Io ieri ho lavorato, come tanti altri. Il lavoro manca, come del resto i buoni Amministratori, che dovrebbero saper creare le condizioni affinchè le aziende e i piccoli artigiani possano creare occupazione e ricchezza. L'appello che lancio, alla POLITICA TUTTA!!!! soltanto uniti da obbiettivi comuni, si riuscirà ad uscire da questo pantano. Bisogna fare presto, xrchè sempre più persone sono allo stremo, hanno FAME!!!!! Credetemi Amici, per il lavoro che svolgo, ogni giorno tocco con mano la sofferenza di tanta gente e, purtroppo, l'indifferenza delle Istituzioni.
 

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