Domenica 09 Dicembre 2018
   
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FRANCESCO MATARRESE ALLA GUIDA DI SEL

francesco matarrese

Un uomo con solide esperienze politiche alle spalle ma che sul suo percorso ha dovuto affrontare innumerevoli difficoltà. Sulla sua pelle ha provato il precariato prima e la temporanea perdita del lavoro dopo. È a tutti gli effetti, insomma, un testimone della realtà dei nostri tempi.

Francesco Matarrese, 60 anni tondi, originario di Canosa di Puglia, la politica nel sangue, è il nuovo segretario del circolo Sel di Casamassima. È subentrato a Nica Lilli, che proseguirà la sua attività politica come membro del direttivo del partito e come consigliere comunale.

Una vita vissuta intensamente quella di Matarrese. Figlio di un funzionario di partito, si trasferisce a Bari per frequentare le scuole. Diplomatosi in Geometra, si iscrive alla facoltà di Agraria senza portare a termine gli studi. Comincia quindi la sua personale gavetta come geometra e amministratore di condominio, finché a metà anni Ottanta ha l'opportunità di lavorare in un'associazione di produttori olivicoli di Bari in cui offre assistenza tecnica agli agricoltori.

Tra di essi anche alcuni casamassimesi, per cui Matarrese entra a contatto con la realtà locale e sceglie proprio Casamassima come suo paese di residenza. Dal 2000 segue l'attività di un consorzio per la tutela dell'olio Dop Terra di Bari in qualità di segretario organizzativo. Negli ultimi anni ad un certo punto l'attività è in crisi e il nuovo segretario di Sel entra in Cassa integrazione. "È stato un periodo difficile, d'improvviso mi sono ritrovato a sopravvivere", ha asserito.

Tra le attività degne di nota che ha svolto nella sua carriera l'adesione a Slow Food negli anni Ottanta per la condotta di Bari, che è stata anche la prima ad essere fondata in Puglia. Membro del direttivo della sezione Slow Food di Bari, per quattro anni ne è stato fiduciario, prima dell'usuale passaggio di consegne al nuovo nominato.

Ora è segretario di Sel. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare qualche particolare in più a proposito del percorso politico ed umano che ha compiuto sino ad oggi.

 

Spesso nei suoi racconti cita suo padre. Le andrebbe di raccontarci qualcosa della sua vita?

"Era figlio di contadini e come tale andava in campagna. Il maestro di scuola elementare ne individuò doti fuori dal comune e decise di pagargli gli studi. Mio padre leggeva e scriveva tantissimo, aveva una scrittura molto piccola, necessaria per risparmiare la carta, anche all'università, dato che costava molto. Non fu chiamato in guerra perché era del '26. Laureatosi con il massimo dei voti, non con pochi sforzi dato che studiava di notte per conciliare lo studio con l'attività politica, si ritrovò ben presto da studente di Agraria a professore e funzionario di partito in Rifondazione. Forse non sarebbe mai riuscito a laurearsi se non fosse stato arrestato. È stato infatti sei mesi di carcere a Trani perché da sindaco di Canosa, in un momento di moti violenti, fu accusato di essere il capo della rivolta. In quei sei mesi preparò la tesi e poté laurearsi. Ricordo che solitamente cenava con l'acqua-sale, un preparato di acqua, patate, pomodori, cipolle e pane duro. Era la cena che si era abituato a consumare in carcere".

Cosa pensa le abbia trasmesso?

"Innanzitutto la capacità di capire a fondo la politica, un ambito che è certamente fatto di mediazione, ma che presenta limiti oltre i quali non si può andare. Poi la moralità e l'onestà, quegli stessi valori che cerco di trasmettere ogni giorno a mia figlia che oggi ha 16 anni. Inoltre una certa propensione a gestire la famiglia. Eravamo un'umile famiglia monoreddito e mio padre con il suo esempio ha tracciato una strada che abbiamo poi seguito io e le mie sorelle".

Perché si identifica nel partito Sinistra Ecologia e Libertà?

"Sono iscritto a Sel da un anno. In passato ero nel Partito comunista, poi sono passato a Rifondazione, di cui sono stato responsabile provinciale per l'agricoltura, fino a che Rifondazione voltò le spalle al governo Prodi ed io passai nei Comunisti italiani. Negli ultimi anni ho visto Rifondazione comunista come un partito appiattito, senza una visione dei problemi reali ed io vengo dai tempi dei discorsi schietti di Berlinguer. Nel partito di Nichi Vendola, a prescindere dall'aspetto prettamente ideologico, erano richiamate tre parole a mio avviso fondamentali: sinistra, orientamento nel quale mi riconosco, ecologia, tema che per ovvi motivi mi appassiona particolarmente, e libertà, dato che oggi si presenta come un concetto compromesso, dato che non si è più liberi di agire, di trovare un lavoro, di incidere nella società. Ho visto in Sel la possibilità di impegnarsi per il raggiungimento di un obiettivo. Certo, rispetto ai primi tempi si è persa gran parte della carica propulsiva di questo partito. C'è chi mi chiede come mai mi sia iscritto a Sel proprio ora che i consensi sono diminuiti. Penso che sia proprio in certi momenti che occorra offrire il proprio contributo affinché si possa far capire che una sinistra possibile esiste ancora".

Perché pensa di essere stato scelto come nuovo segretario?

"Credo che i compagni e gli amici che mi hanno nominato abbiano voluto puntare sulla mia esperienza e sul fatto che non ho seguito lo stesso percorso di molti altri baresi che dopo essersi trasferiti a Casamassima hanno utilizzato questo comune solo per dormirci. Io il paese lo vivo, giro per negozi. Da emigrato quale ero nel mio piccolo credo di essermi integrato, anche se, devo dire, con un po' di fatica. Questo paese mi piaceva perché mi dava modo di uscire per strada, di parlare in luoghi fisici, non virtuali. Trovo che il confronto diretto, fatto guardandosi negli occhi, non possa essere sostituito da un computer. La piazza virtuale è certamente importante ma non sufficiente. Trovo che se la politica oggi è arrivata dove è arrivata è proprio perché troppo poco ci si è confrontati nelle sedi opportune".

Cosa crede di poter offrire a questo comune come apporto personale?

"Metto semplicemente la mia esperienza al servizio di Casamassima. Tengo però a sottolineare che a mio parere la politica non significa sempre fare grandi cose. Bisognerebbe piuttosto partire dai problemi reali della gente. Mio padre diceva: «Se quando esci di casa noti che c'è una lampadina fulminata, la devi cambiare subito». Gli amministratori dovrebbero girare il proprio paese. Stento a riconoscere la Casamassima che mi ha accolto qualche anno fa. Il paese che ho conosciuto io era certamente agricolo ma dotato di una propria ricchezza intellettuale, era un paese in cui la gente credeva ancora nel confronto e nella partecipazione. Questo aspetto a mio parere è venuto meno quando l'amministrazione comunale ha cominciato a concentrarsi solo sulla cementificazione. Ora abbiamo centinaia di appartamenti vuoti e nel frattempo ci si è dimenticati di tutto il resto".

Può tracciare una breve cronistoria della politica a Casamassima da quando è arrivato qui sino ad oggi?

"Il mio trasferimento è coinciso con la fase di transizione da Susca Bonerba a De Tommaso. All'inizio devo dire che ho notato qualcosa di innovativo nelle idee ma poi si è andati sempre più verso la mediocrità che ha raggiunto il suo culmine durante il periodo della cosiddetta 'anatra zoppa'. Su chi ci amministra oggi non vorrei neanche pronunciarmi. Questi politici si sono fatti promotori di un programma che è stato sbandierato ai quattro venti ma di cui stiamo vedendo pochissimi risvolti rispetto a quelle che erano le premesse. Ho visto ultimare cose iniziate da altri e di cui si sono presi il merito, come affermato dalla stessa Nica Lilli, a cui va il mio augurio di un buon proseguimento di lavoro in seno al consiglio comunale. La vicenda della scuola, ad esempio, è sintomatica di un'approssimazione, di un modo superficiale di approcciarsi ai bisogni del paese. Qui si vive alla giornata. Non è così che può crescere un territorio. Si deve tornare a puntare sulla programmazione".

Come le sembra quindi oggi Casamassima?

"Secondo me la situazione si può recuperare ma la grande pecca che riscontro qui è che gli interventi spesso si iniziano e non vengono ultimati. Un esempio fra tutti è quello dei lavori di ristrutturazione del centro storico, abbozzati e mai completati. Le potenzialità ci sono ma bisogna recuperare la partecipazione e far girare l'economia in paese, valorizzando quello che abbiamo. Ci vorrebbe più coinvolgimento dei cittadini, anche dei baresi. Proporrei la somministrazione di un questionario a questi ultimi per chieder loro un parere sulla realtà che li circonda e su cosa vorrebbero cambiasse in questo paese affinché possano finalmente decidersi a viverlo un po' di più. In una parola, occorre il confronto".

Come si immagina questo paese nell'immediato futuro?

"Lo immagino come una piazza viva, con la gente che passeggia per strada, che si incontra e discute. Intravedo una Casamassima che finalmente si libera delle ragnatele in cui è imprigionata. Serve aria fresca. Dobbiamo creare le condizioni affinché ci sia una reale volontà di rinnovamento e questo senza servirci necessariamente dei primi della classe ma soprattutto di chi è ancora capace di vivere nell'umiltà".

I compagni del circolo Sel di Casamassima ringraziano qui in via ufficiosa il segretario uscente Nica Lilli per il lavoro svolto negli anni trascorsi alla guida del partito, per lo spirito di intraprendenza con cui in questo lungo periodo ha affrontato sia i momenti lieti che quelli critici e per la grande dedizione con cui si è dedicata alle questioni locali. Danno il loro entusiastico benvenuto al nuovo segretario, augurandogli buon lavoro.

[da La voce del paese del 19 aprile 2014]

Commenti  

 
#4 Con deferenza 2014-05-03 07:27
Ma è parente dei costruttori della scuola?
 
 
#3 Rispettosamente 2014-04-30 06:52
Assolutamente no, io voto per Sel ma una faccia un po' più simpatica non guasterebbe. O si rischia di essere berlusconiani?
 
 
#2 gioiele 2014-04-28 18:00
Perche' in questo squallore si ha motivo di ridere? Speriamo che la considerazione e' tua e non l'hai presa in prestito dal venditoredi fumo di Arcore.
 
 
#1 Rispettosamente 2014-04-28 16:20
Ma perché tutti i comunisti hanno la faccia arrabbiata?
 

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