ASSESSORA, PIGNATARO: “ATTO UNILATERALE DEL SINDACO”

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“La nomina assessorile di Valentina Franchini dell'Udc, senza nulla togliere a lei perché se al posto suo a parità di condizioni ci fosse stata qualsiasi altra persona sarebbe stata la stessa cosa, non è altro che un atto unilaterale del sindaco, che così facendo è andato contro tutto quello che finora avevamo deciso insieme si dovesse fare. Alla base di qualunque atto, infatti, noi della maggioranza avevamo stabilito che ci dovesse essere consultazione e condivisione, che a me non risulta ci siano state prima di arrivare al conferimento di questo incarico. Se poi il sindaco sia stato incoraggiato nella scelta da qualche ex componente del Pdl che lo possa aver sollecitato ad andare in questa direzione senza consultarmi, per motivi che a me sfuggono, non lo so. In ogni caso, dopo questo nuovo atto, ripeto unilaterale, la mia posizione nei confronti del primo cittadino diventa fortemente critica, pertanto mi riservo di dar vita a tutte le azioni che si renderanno necessarie alla luce di questi ultimi eventi. E da oggi, da parte mia, non ci sarà più la fiducia a prescindere perché gli accordi pre-elettorali, e anche quelli sopravvenuti successivamente, non si rompono, al pari delle giunte, in virtù del fatto che l'Udc rivendichi e pretenda maggiore visibilità in giunta”. È un Franco Pignataro durissimo quello che commenta l'entrata nell'esecutivo di un componente dell'Unione di centro, dopo che lo scorso mese di luglio il vecchio Popolo della Libertà, oggi Unione del centrodestra Casamassima, aveva perso un assessorato dopo il ritiro delle deleghe da parte del primo cittadino a Maria Montanaro, eletta a maggio 2011 nella lista del Pdl. “Un atteggiamento del genere – prosegue Pignataro – è umiliante nei confronti dei consiglieri ex Pdl, e il fatto che il partito abbia cambiato nome a seguito degli ultimi sviluppi avuti a livello nazionale non vuol dire nulla, come abbiamo anche avuto modo di sottolineare noi ex del Popolo della Libertà. Se poi il sindaco dovesse aver avuto l'assenso incauto di qualche consigliere dell'Unione del centrodestra Casamassima, che gli ha dato il via libera per quest'atto, non lo so. So per certo, però, che ci eravamo dati delle regole per determinare la scelta degli assessori, e se queste stesse regole di punto in bianco dovessero essere diventate non più adatte, allora sarebbe stato il caso di azzerare la giunta, mettersi a tavolino, e riorganizzare tutto da capo. Ma dar vita a dei rattoppi pur di sopravvivere – tuona ancora Pignataro – non mi sembra una scelta né giusta, né opportuna. Già non mi pare, in tutta onestà, che in questi due anni e mezzo l'attuale amministrazione abbia raggiunto dei risultati esaltanti. Ma per il bene della coalizione abbiamo sopportato fin troppo, però adesso o si agisce in maniera diversa, oppure non credo che ci possa essere un futuro. In una coalizione si condividono le scelte, non ci sono unti dal Signore che debbano andare avanti nell'attività di governo a prescindere. Se poi qualcuno dovesse pensare che la minaccia politica dell'Udc sia più forte rispetto a qualcun'altra, allora ha sbagliato i suoi calcoli. E se crede di lanciare una sfida verso il gruppo politico più qualificato del centrodestra, allora sono pronto a raccogliere questa stessa sfida. Se poi dovessero esserci dei consiglieri comunali dell'Unione del centrodestra Casamassima che hanno condiviso quest'atto del sindaco senza che io ne sia stato informato, vorrà dire che uscirò dal gruppo degli ex Pdl. Ripeto, Valentina Franchini non c'entra nulla in tutto questo, al posto suo avrebbe potuto esserci chiunque altro, è il modo di operare e decidere in maniera unilaterale da parte del sindaco che non va. E se qualcuno non vuole che io stia in maggioranza, non avendomi coinvolto né interpellato nella decisione di questa nomina assessorile, allora sarà accontentato e avrà quel che eventualmente sta cercando. Io questo modo di fare non lo accetto e non lo tollero. Forse, tra gli ex consiglieri comunali del Pdl – aggiunge ancora Pignataro con una vena di amara ironia – c'è chi ha una sensibilità istituzionale maggiore rispetto alla mia, ma a me questo modo di fare – e adesso il consigliere conclude tornando serio – non piace per niente”.

[da La voce del paese del 15 marzo 2014]