Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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TARES: ECCO COME SI CALCOLA

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Una tariffa fissa e una variabile. E, per le utenze domestiche, il numero dei componenti il nucleo familiare. Oltre agli 0,30 centesimi a metro quadro da versare per ogni tipologia di utenza, che vanno a finire direttamente nelle casse dello Stato centrale. Sono questi i parametri di calcolo della Tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, che anche qui a Casamassima ha sostituito la vecchia Tarsu, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ma come si calcola questa imposta che, come spiegato dall'assessore ai tributi Franco Reginella, fa valere il principio secondo il quale chi sporca di più paga di più? Andiamo con ordine e partiamo dalle utenze domestiche. Da considerare, come detto, sono il numero dei componenti il nucleo familiare, i metri quadrati delle abitazioni e un costo predeterminato. Se il nucleo familiare è composto da una sola persona, dunque, si moltiplica il numero dei metri quadrati della sua casa per una tariffa fissa pari a 0,65 euro ai quali poi si aggiunge un costo predefinito pari a 47,27 euro. Per semplificare, ammesso che una persona sola abbia un'abitazione di 100 metri quadrati, il calcolo della Tares che quest'ultima deve versare si fa moltiplicando i 100 metri quadrati per la tariffa fissa di 0,65 euro al metro quadrato più 47,27 euro. Dunque 100 per 0,65 che fa 65 più 47,27 che fa 112,27. A questi 112,27 euro, poi, vanno obbligatoriamente sommati gli 0,30 centesimi a metro quadro da corrispondere allo Stato, dunque altri 30 euro, per un totale complessivo, su un immobile adibito ad abitazione di 100 metri quadrati e destinato a una persona sola, pari a 142,27 euro. Secondo la vecchia Tarsu invece – come precisato da Reginella – per una casa delle stesse dimensioni una persona sola avrebbe pagato 2,11 euro a metro quadro per cento, dunque 211 euro, 68,73 in più rispetto a quanto previsto dalla Tares. Ragionando per facilità sempre su un'abitazione di 100 metri quadrati, se la stessa è occupata da due persone la tariffa fissa è di 0,76 euro al metro quadrato, la variabile di 85,09 euro totali. Dunque 100 per 0,76 più 85,09, che fa 161,09. Più i trenta euro da corrispondere allo Stato, 191,09. Per un nucleo familiare di tre persone, invece, la tariffa fissa al metro quadrato è 0,82 centesimi, la variabile è 108,73. Dunque 0,82 per 100, più 108,73, uguale 190,73 più trenta 220,73. “La logica della Tares dunque – precisa l'assessore Reginella – tende a favorire i nuclei familiari più piccoli rispetto ai più ampi, dunque anziani soli e single, secondo il principio che chi più sporca più paga, dato che innegabilmente in una casa più persone producono più immondizia. La quota che va al Comune, che la usa per coprire i costi del servizio di smaltimento e raccolta rifiuti senza alcun introito in eccedenza, infatti è inferiore rispetto alla vecchia Tarsu fino ai nuclei familiari di tre componenti. Per una famiglia di tre persone su un appartamento di cento metri quadrati, infatti, solo gli 0,30 centesimi da versare allo Stato fanno superare di poco più di 9 euro i 211 euro che comunque gli utenti avrebbero dovuto pagare in regime di Tarsu”. Tornando ai conti, una famiglia di 4 persone paga 0,88 euro al metro quadrato più 141,82 euro, una di cinque 0,89 al metro quadrato più 164,04, da sei in poi 0,85 al metro quadrato più 160,73 euro, oltre ai già citati 0,30 centesimi al metro quadrato che non rimangono nella disponibilità del Comune.

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Diverso è invece per le utenze non domestiche, che oltre a versare gli 0,30 centesimi al metro quadrato da corrispondere allo Stato, pagano a seconda delle diverse tipologie, che il governo centrale ha individuato secondo 30 tipi di attività. Qui per effettuare il calcolo della Tares si sommano la tariffa fissa e la variabile e poi si moltiplica il tutto per i metri quadrati, in modo da ottenere il risultato finale. Per le autorimesse, invece – sempre come sottolineato dall'assessore Reginella – il discorso è un po' diverso, dato che il Comune ha stabilito, sempre adeguandosi ai parametri fissati dal governo centrale, che per un garage aggregato, riconosciuto come Sub 2, di grandezza inferiore o corrispondente a 30 metri quadrati, la Tares si calcola moltiplicando la sua superficie complessiva per 0,65 centesimi più 47,27 euro, mentre se la grandezza supera i 30 metri quadrati la tariffa in riferimento alla quale moltiplicare non è più 0,65 euro, ma 0,88 centesimi, ai quali poi si sommano 141,82 euro. Per le autorimesse con unità singola sotto i 30 metri, dunque, valgono i criteri di calcolo che si adottano pure per le utenze domestiche con un solo componente il nucleo familiare, mentre per quelle sopra i 30 metri si considerano i parametri delle abitazioni con 4 componenti il nucleo familiare. Il tutto, ovviamente, oltre alla parte che va allo Stato.

[da La voce del paese del 25 gennaio 2014]

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