Domenica 16 Dicembre 2018
   
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RODI: “MANOVRA FINANZIARIA BOCCIATA”

vito rodi

Di tenore diametralmente opposto, invece, l'analisi di Vito Rodi, capogruppo del movimento politico Autonomia cittadina in consiglio comunale. “Abbiamo votato contro il bilancio di previsione e l'intera manovra discussa nell'ultima assemblea pubblica – sottolinea Rodi – perché il piano finanziario (Tares) presentato non ci convince in alcun modo. Lo stesso piano finanziario, infatti, a nostro avviso ci sottopone a una serie di costi che riteniamo ingiustificati e ingiustificabili, peraltro a fronte di investimenti pari a zero. A cominciare dal Baricentro, per esempio, il servizio di nettezza urbana non viene erogato o viene svolto in maniera comunque non adeguata. Per questo motivo gli utenti della zona – se qualcuno riuscisse a smentirmi sarei contento – pagano la tariffa per la nettezza urbana al 40%, dunque in misura ridotta del 60% (e cioè di 259mila euro). In base all'area di privativa del Comune, il servizio di nettezza urbana dovrebbe essere garantito al Baricentro, così come al Barialto e nella zona del centro commerciale, dove dovrebbe essere assicurata la piena efficienza in cambio del pagamento per intero della tassa da parte di residenti e responsabili delle realtà commerciali. Ma ciò non avviene, e questo è uno dei motivi che ci ha spinto a non approvare la manovra finanziaria discussa nell'ultimo consiglio comunale. Il responsabile del servizio di Polizia municipale, in una sua relazione, ha spiegato inoltre che quando è stato fatto il contratto relativo a raccolta e smaltimento dei rifiuti è stato anche concordato, parliamo ormai di diversi anni fa, che tutti i costi relativi a smaltimento e raccolta, appunto, fossero a carico dell'azienda che avrebbe svolto il servizio stesso. All'epoca la tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica era pari a 55 euro a tonnellata, mentre gli introiti derivanti dallo smaltimento della differenziata (Conai) sarebbero rimasti nella disponibilità dell'azienda come incentivo per portarla verso una sempre maggiore differenziazione dei rifiuti da far arrivare in discarica. L'obiettivo che si fissò allora – afferma ancora Rodi – prevedeva il raggiungimento minimo del 35% di rifiuti da differenziare. Sono passati molti anni e oggi al nostro Comune, dove nulla o quasi si differenzia, giunge la richiesta di pagamento per il conferimento dei rifiuti in discarica pari a 138 euro a tonnellata, mentre l'azienda poi rimborsa all'ente soltanto i 55 euro iniziali. Questo è il quadro – prosegue Rodi – al quale si aggiunge poi il fatto, come ho anche detto nell'ultima seduta consiliare, che presso la scuola elementare Gianni Rodari vi è un'azienda che non solo fornisce i contenitori di carta, vetro, plastica e umido per dar vita alla raccolta differenziata, ma offre questo servizio in maniera totalmente gratuita, compensando i costi di trasporto e conferimento dei rifiuti con il contributo Conai. Perché ci chiediamo allora, i costi per lo smaltimento del differenziato per i cittadini di Casamassima debbano essere quelli che sono (circa 270mila euro)? A parte questo – aggiunge ancora il capogruppo consiliare di Autonomia cittadina – a non convincerci è stato anche il piano triennale delle opere pubbliche approdato in aula, che conteneva pochi investimenti in grado di produrre ritorno economico per la collettività. Perché, per esempio, anziché pensare di far pagare il parcheggio nell'area commerciale, non si è ipotizzato di realizzare impianti fotovoltaici in grado di offrire ombra ai veicoli in sosta nella zona del centro commerciale e, allo stesso tempo, di garantire un ritorno per la collettività casamassimese in termini di energia per illuminazione pubblica? Così come per le altre aree antropizzate del centro urbano. Questi sono solo alcuni degli aspetti che non ci hanno convinto, spingendoci a votare contro il bilancio di previsione, che peraltro in prospettiva non determinerà alcun abbassamento di tasse, ma al massimo solo marginali riduzioni d'imposta sugli altri immobili, quelli in aggiunta alla prima casa. A questo aspetto prettamente tecnico, si aggiunge quello politico.

Rileviamo infatti ancora una volta, l’incapacità e l’assenza di indirizzo programmatico di questa amministrazione, capace di produrre soltanto manifesti al limite del ridicolo: “maggioranza compatta che approva il bilancio di previsione 2013”, a fine novembre, l’ultimo giorno utile! Una maggioranza che tenta di riacquistare la voce ma perde (volutamente?) gli zeri (lo 0,04 di riduzione sull’Imu altri immobili è diventato 0,4) e i simboli dei partiti. È il sintomo di un’approssimazione senza uguali, di una inesorabile decadenza. L’espressione manifesta, di una squadra di buontemponi".

[da La voce del paese del 7 dicembre 2013]

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