NITTI IN CONFLITTO? E IN CONSIGLIO VOLANO GLI STRACCI

consiglio 2 ago 2013

“Lo so, è una questione personale”, alza il tono Alessio Nitti. “No, è una questione di principio”, gli fanno eco dalla maggioranza. “Che principio, qui c’è da pagare e basta”, rilancia il capogruppo del Pd in consiglio. “L’importo ci è stato garantito che è congruo”, s’inserisce la presidente dei revisori. “Ma insomma, non è un fatto di congruità, quella si deve chiedere all’ordine”, risponde a tono Carmela Fatiguso, convocata per assistere la discussione sui debiti fuori bilancio discussi oggi in consiglio comunale.

Insomma, tutti contro tutti. Conclusione? Sciolto il consiglio per mancanza del numero legale dopo la sospensione delle 20 circa. Il teatro dell’orrore bis è andato in onda direttamente dagli schermi dell’aula consiliare, dove oggi si svolgeva il consiglio (quasi) monotematico sui debiti fuori bilancio. Al centro della bagarre il punto 10: “Riconoscimento debito fuori bilancio di impegno relativo a prestazioni professionali avv. Lucrezia Mallardi-Giudizio Carella Mario c/Comune di Casamassima”. La causa, che era stata vinta dal Comune in primo grado e che avrebbe fatto risparmiare circa 250mila euro, era stata affidata all’avvocata Lucrezia Mallardi, partner di studio proprio di Nitti in via Libertà. La causa risalirebbe al periodo in cui sempre Nitti era vicesindaco. La controparte chiese la sospensione della sentenza facendo appello. Per il secondo grado però, Mallardi rinunciò all’incarico avendo, a sua volta, già una causa in corso contro il Comune. A quel punto l’ente avrebbe nominato un altro avvocato.

La disputa? Il fatto, pare, che Mallardi sia stata liquidata senza ‘nullaosta’ del sindaco che, secondo quanto emerso in consiglio, avrebbe chiesto esplicitamente di essere informato sulle procedure. Non è chiaro però per quale motivo. Qui si sarebbe inserita Fatiguso ricordando che spetterebbe ai dirigenti impegnare le spese e liquidarle. E qui scoppia il caos. L’oggetto del contendere la parcella di 6mila euro elargiti ‘di troppo’, secondo il primo cittadino, a Mallardi. “La causa in appello è più leggera”, gli fa eco ancora Nitti: se a Mallardi – che ha istruito e costruito il processo di primo grado – non spetterebbero quei 6mila euro, allora al professionista subentrato non spetterebbero i 7mila pagati, sarebbe il ragionamento. A quel punto volano gli stracci: “Una cosa personale contro di me (riferendosi al fatto che Mallardi è sua partner di studio legale), mi auguro che il professionista faccia causa al Comune”, sono gli strali di Nitti contro la maggioranza. “Stiamo solo cercando di capire qual è la soluzione migliore per tutti”, replicano gli altri. Nel frattempo gli animi si surriscaldano e i banchi dell’opposizione restano vuoti, e Nitti resta solo a perorare la sua causa. Per calmare la situazione viene chiesta una sospensione, cui seguirà lo scioglimento per mancanza del numero legale.

In tutto ciò non capiamo questo: quando in consiglio viene discussa una lottizzazione con relativa approvazione, i tecnici interessati abbandonano l’aula (per conflitto di interesse). Perché Nitti non ha fatto lo stesso?