Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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IL SOSTEGNO DEI CASAMASSIMESI A CIVATI

pd con civati

Sbarca nel Multisala Galleria di Bari il "Civatour" alla vigilia delle primarie Pd dell'8 dicembre prossimo per l'elezione del nuovo segretario nazionale del partito.

Lunedì 25 novembre Pippo Civati, il candidato controcorrente alla segreteria nazionale del Pd, nonché già deputato e costante voce critica all'interno del gruppo parlamentare, ha dialogato vivacemente con la nutrita platea, esponendo con efficacia, allegro sarcasmo e in maniera diretta i punti più caratterizzanti della propria mozione. Un pubblico grintoso, giovane e meno giovane, lontano da logiche divisive e di correnti, senza i capibastone della politica e i signori delle tessere; un pubblico comunque motivato ed entusiasta nel ribadire che "le cose cambiano, cambiandole".

Cos'è il Pd, a che cosa serve, perché militare in un partito? Domande certamente comuni e ripetute tra la gente. Civati risponde: "Serve e ha senso se è un partito che promuova quelli bravi, non quelli della corrente, che faccia della trasparenza e della semplicità il primo motivo di recupero della fiducia. Serve e ha senso se in quel parito è possibile davvero esprimersi, valorizzare le competenze, influenzare dal basso il governo e le scelte del paese". Affermazioni queste che enunciano in poche righe lo spirito che anima la sua mozione, nonché spiega la sua proposta di partito e di governo in vista del prossimo appuntamento congressuale.

Civati si contraddistingue per una serrata autocritica all'operato del centrosinistra negli ultimi vent'anni, che spesso ha contribuito alla crescita di disuguaglianze. Sono ormai maturi i tempi perché si dia sbocco a una identificazione del Pd, che si collochi chiaramente a sinistra "tra Prodi e Rodotà per ritrovare se stesso", oltre che nel polo del partito socialista europeo.

Se l'8 dicembre voteremo Pippo alla segreteria nazionale, la sua agenda ha già al primo punto dei suoi appuntamenti il recupero dell'intesa politica con Sel e con le altre forze di centrosinistra.

Il partito che vogliamo è quello lontano dalle larghe alleanze, dalle strategie, da apparati autoreferenziali, che riscopra la connessione sentimentale con le richieste della base, che faccia della trasparenza la sua colonna portante, perché "la politica è davvero reale se è condivisa". Strumento principale e rivoluzionario proposto è quello delle "doparie", consultazioni periodiche dei cittadini su scelte politiche e di governo.

Un partito che ripudia una rottamazione senza originalità nel progetto, desiderando ardemente un reale rinnovamento di un classe dirigente conservatrice e che si riappropri del suo ruolo naturale di interlocutore con gli operai, i pensionati, gli studenti, i precari, i disoccupati, gli immigrati, i disabili, le donne. Proprio alle donne Civati riserva un'attenzione particolare, rovesciando la classica questione femminile in questione maschile, perché una cultura maschilista e violenta sta producendo danni irreparabili alla crescita economica e sociale del paese.

Pippo propone un partito che abbatta le disuguaglianze sociali e promuova diritti civili per tutti di pari passo con il rilancio di politiche sostenibili, con il taglio della tassazione sui redditi di lavoro, con la promozione dell'istruzione e della formazione, perché la cultura è il telaio su cui costruire il futuro.

Cari elettori, troppo spesso le decisioni sono state prese senza consultarvi, coinvolgervi, senza riconoscere l'essenziale sovranità che vi appartiene. Malgrado l'indignazione, provocata anche dallo stesso Pd, e la generale sfiducia, si chiede di dedicare mezz'ora a votare Pippo Civati come segretario nazionale del Pd domenica 8 dicembre, per dire che la si pensa diversamente e che esiste un'alternativa. Altrimenti, se ci sarà scarsa partecipazione, se non ci si aspetta niente di nuovo rispetto a quello che già c'è, nulla potrà cambiare né future proteste potranno più essere giustificate.

Ultimo appuntamento domenica 8 dicembre dalle 8 alle 20 si vota presso la sede locale del Pd, piazza Aldo Moro.

Casamassima per Civati

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