Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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SABATO 30 NOVEMBRE #REDDITODICITTADINANZA

m5s evento 30 nov

Sabato 30 novembre alle 16.30, presso le Officine ufo, si terrà un incontro sul #redditodicittadinanza. Come è noto uno dei punti fondamentali del programma del M5S. In molti paese europei avanzati sono presenti forme di sussidi alla disoccupazione che consentono di attraversare, a chi ne ha bisogno, periodi di crisi occupazionale. In Italia sono previste forme di sussidio solo per chi il lavoro lo ha già. Questo è in spregio, secondo i sostenitori di questo progetto, di elementari regole di giustizia sociale e della Costituzione che tutela il lavoro e la disoccupazione involontaria, senza fare distinzione tra chi è disoccupato (cioè chi aveva un lavoro e lo ha perso ed ha diritto ad un sostegno economico) e chi è inoccupato (cioè chi non ha trovato lavoro e non ha diritto a nulla).

Il presente progetto vuole essere uno spunto di riflessione per addivenire ad una proposta di legge condivisa (tra l’altro il M5S ha già presentato un progetto di legge - diverso da questo - che, però, non è ancora stato messo in discussione) e parte dal presupposto che le finanze pubbliche non consentono, allo stato attuale, di poter intervenire a favore di tutti i potenziali beneficiari di un intervento siffatto: una misura adeguata, infatti, potrebbe prevedere un costo quantificabile in circa 40 miliardi annui (se consideriamo i disoccupati ufficiali e quelli “non ufficiali”, cioè chi ha smesso di cercare lavoro perché sfiduciati) oppure almeno 20 miliardi per i soli disoccupati ufficiali (oltre 2,5 milioni di persone).

Pertanto si è ritenuto preferibile ridurre l’intervento (sperando che in un futuro non troppo lontano le finanze pubbliche consentano un intervento più consistente) a circa 1,1 milioni di persone, riconoscendo ad esse un reddito di € 516,00 mensili (come le pensioni sociali). Di più non sarebbe finanziariamente né socialmente accettabile (ad es. perché i pensionati al minimo potrebbero ragionevolmente pensare che percepiscono meno pur avendo lavorato e versato contributi).

La platea, quindi, dei beneficiari è di 1,1 milioni di cittadini per un esborso complessivo di 7,3 miliardi di euro. Per arrivare a “soli” 1,1 milioni di beneficiari sono previsti i seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana;
  • Iscrizione alle liste di collocamento;
  • Età compresa tra 18 e 67 anni;
  • Reddito imponibile del coniuge-convivente non superiore ad € 15.000 annui oppure
  • Reddito imponibile familiare (es. genitore) non superiore ad € 30.000 annui oppure
  • Casa di proprietà e patrimonio personale (in immobili conteggiati con i nuovi estimi o titoli al valore nominale se titoli di Stato o quote di società non quotate in borsa, al valore di mercato se quote di fondi o altri OICM oppure azioni quotate in borsa) non superiore ad € 30.000;
  • Non aver riportato condanne penali o procedimenti penali in corso né essere stati protestati negli ultimi 5 anni;

Se in famiglia vi sono più di un beneficiario il reddito di cittadinanza viene ridotto, a tutti i beneficiari, del 20 %; se il titolare gode di assegno di mantenimento o alimenti l’importo viene ridotto fino al raggiungimento complessivo (assegno più reddito di cittadinanza) di € 516 mensili.

E’ possibile godere del reddito di cittadinanza se si lavora, ma SOLO se lavoro part-time e comunque il reddito di cittadinanza viene ridotto (del 50 % e poi del 75 % a scaglioni): altre forme di prestazione di lavoro (es co.co.pro.) non danno diritto a percepire il reddito di cittadinanza.

Le risorse (come prescrive l’art. 81 Cost.) sono così individuate:

  • 2,900 miliardi di € da reintroduzione imposta di successioni e donazioni;
  • 1,200 miliardi di € da assegnazione 8 per mille allo Stato (stornando il fondo da altre destinazioni);
  • 1,450 miliardi di € da aumento imposte su sigarette per 0,15 € a pacchetto;
  • 0,950 miliardi di € per annullamento missioni “di pace” all’estero;
  • 0,100 miliardi di € da minori esenzioni ticket (chi ha il reddito non beneficia dell’esenzione);
  • 0,100 miliardi di € da taglio 80 % finanziamento pubblico ai partiti;
  • 0,350 miliardi di € da minore contribuzione a cassa integrazione;
  • 0,250 miliardi di € per tagli lineari del 4 % a: camera dei deputati, senato della repubblica, presidenza del consiglio e presidenza della Repubblica.

Come si capisce subito le ultime voci, pur non avendo un impatto finanziario significativo, hanno, però, un impatto sociale importante. Inoltre, come è noto, un altro punto saliente del programma di M5S è l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti: qui si vuole solo ridurlo.

In ogni caso, se lo richiedono esigenze di semplificazione o politiche, possono agevolmente essere sostituite da un ulteriore aumento delle sigarette (per solo 5 centesimi a pacchetto).

Altre considerazioni si possono fare sul requisito della “fedina penale pulita”: esso, tra l’altro, ha una finalità di riduzione della criminalità: infatti la criminalità organizzata farebbe più fatica a reclutare manovalanza in un ambiente dove la disoccupazione non sarebbe più un dramma così grave.

Pierluigi Malcangi, M5S Casamassima

Commenti  

 
#8 noproblem 2013-12-04 09:17
beato lei cassano che ha tempo da perdere.
 
 
#7 vito cassano 2013-11-30 11:41
errata corrige: sono 120 milioni nel triennio.
 
 
#6 vito cassano 2013-11-29 18:18
Ho l'impressione che la mia speranza sia vana! Se non si riesce a distinguere tra chi sostiene e chi contrasta stiamo messi male e mi sa che nemmeno questa volta ce la faremo. E quale sarebbe la realtà? Quella di prevedere un finanziamento di 2,9 miliardi di euro da reintroduzione di imposta di successione e donazione? Ma vi è stato già fatto osservare che quella imposta fu tolta da Berlusconi (è verosimile pensare che volesse risparmiare il 4% dei suoi 8 miliardi di euro di patrimonio?) e reintrodotta da Prodi nel 2006; non solo, ma l'entrata annua di quel capitolo si attesta attorno ai 0,5 mld di euro, come si ritiene di farne entrare circa 3 di miliardi? Personalmente (pur essendo contrario all'eutanasia) mi farei da parte volentieri, se servisse a raggiungere la cifra, e con me tanti miei coetanei (compresi i suoi parenti) ma sono molto sotto i limiti di imposta per cui anche la personale buona volontà sarebbe vana. Quello che la mia generazione ed il mio partito hanno prodotto è scritto nella storia che andrebbe letta e studiata fuori dagli slogan. Non mi sentirà mai dire che il sindaco M5S di Parma “ha permesso” l'avvio del termovalorizzatore! Non è così, la questione è molto più complessa. Bisogna combattere chi ha cercato di smantellare le conquiste e non chi in qualche modo ha cercato di difenderle! E' di questi giorni la notizia che la legge di stabilità ha finanziato (120.000 mln) una sorta di sperimentazione per un reddito d’inserimento nelle grandi aree metropolitane per fronteggiare la povertà; dove saranno reperite le risorse? Le risorse per i poveri arrivano da un contributo sulle pensioni sopra i 90.000 euro che sarà prima del 6% per poi salire al 12% sopra i 128 mila euro, per toccare il 18% per gli assegni sopra i 193 mila euro. Ecco, amico mio, questa è la realtà !
 
 
#5 Mm 2013-11-29 15:33
Anziché Reddito minimo garantito sarebbe meglio un Programma di Lavoro Garantito (PLG) finanziato dallo Stato e che porti alla Piena Occupazione. Perché il reddito minimo è pericoloso. Abbassa il salario medio e favorisce chi vuole speculare sul lavoro, come fanno in Germania. Il modello euro mira a deflazionare il lavoro. Ecco qui come si può fare.Programma di Lavoro Garantito dallo Stato. Ecco come si fa. Lo Stato assume tutti i disoccupati d'Italia e da loro un reddito, in settori non competitivi con il settore privato. Questi neo occupati TEMPORANEI hanno stipendio e lo spendono. Il settore privato si riprende e riassume un po' alla volta i neooccupati nel pubblico fino a riassorbirli tutti. La piena occupazione è possibile.
Cassa integrazione e sussidi sono deficit NEGATIVO e IMPRODUTTIVO e rischiano inflazione oltre a essere carità.
https://www.youtube.com/watch?v=aCbM0HsxKFU
 
 
#4 no reflui in Lama 2013-11-29 14:45
Il M5S è nato x realizzare ed ottenere le cose di cui quelli del tuo partito e della tua generazione parlano da troppo tempo, senza risultati.
avete permesso di smantellare lo stato sociale, le pensioni, la sanità l'industria il futuro dei giovani.
Sig. Cassano è tempo di realtà. Fatevi da parte
 
 
#3 Francesco Perrelli 2013-11-29 09:28
Oltre, Genova Domenica 1 dicembre,
V3day #OLTREv3day

http://www.beppegrillo.it/v3day/
 
 
#2 vito cassano 2013-11-27 10:10
Su con la vita! Perché deprimersi se un gruppo di giovani che intende rifare il mondo non si documenta su quanto è successo, non dico nei millenni passati, ma almeno sulle rivendicazioni e le lotte che i loro genitori e nonni hanno concretizzato? Basta discutere con loro e magari suggerire di studiare di più per sostenere meglio rivendicazioni che altri prima di loro hanno fatto! Ad esempio se scrivessi che è necessario introdurre “il reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri” direi una cosa non lontana da quella che dice Malcangi, solo che è datata 1992 ripeto 1992 ed è la Raccomandazione alle singole nazioni (pensate quanto questa Europa non si preoccupa dei cittadini, sic!) n°92/411 della Comunità Economica Europea! E se scrivessi Reddito minimo di inserimento? Molti di voi si ricorderebbero del Dl 237 del 18/6/1998 del primo governo Prodi (poi smantellato dai successivi governi Berlusconi); Perfino la Regione Lazio istituì il reddito minimo garantito con la giunta di centrosinistra Marrazzo (poi non più finanziato dalla Polverini) e nello stesso periodo la provincia autonoma di Trento introdusse il reddito di garanzia. Ancora recentemente l'On. Di Giovan Paolo del Partito Democratico nel dicembre 2011 ha presentato una proposta di legge sul RMG, ed anche a Gennaio 2012 il sen. Enrico Musso del Partito liberale italiano insieme ad alcuni esponenti del PD, UdC, PDL hanno presentato in Senato il disegno di legge (atto n 3113) sull’istituzione del reddito minimo garantito “di cittadinanza”, volendo “contrastare la povertà, garantire un welfare sugli standard europei, e favorire la flessibilità del mercato del lavoro». Poco prima del voto di febbraio Sel ha raccolto le firme su questo argomento; ricordate? Insomma, la necessità di garantire un reddito minimo è stata sempre rappresentata in parlamento, solo che non ha mai avuto quella maggioranza culturale e politica da diventare legge dello Stato. Sostanzialmente per due ragioni: la prima legata alle difficoltà di finanziamento, la seconda allo scontro culturale tra la necessità di alleviare le difficoltà dei senza reddito e la necessità di evitare che la garanzia del reddito (anche se minimo) inducesse al lassismo, all'opportunismo, ed al rifiuto della ricerca di lavoro. Spero che questa sia la volta buona.
 
 
#1 Depresso Sempre più! 2013-11-26 18:28
L'imposta di successione e donazione fu ridotta nel 2000 dal governo di centro-sinistra con la legge 342/2000 e fu definitivamente abolita nel 2001 dal governo Berlusconi II con la legge 383/2001. L'imposta è stata ripristinata nel 2006 dal governo Prodi II con la legge 262/2006.
 

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