Lunedì 17 Dicembre 2018
   
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PISTE CICLABILI IN PAESE? FORSE TRA IL 2015 E IL 2016

progetto piste ciclabili

Al Comune si comincia a ragionare di mobilità sostenibile, piano urbano, piano di sviluppo della mobilità ciclistica, spostamenti ecologici etc. Giovedì 26 settembre Donato Capacchione, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, coadiuvato dai geometri Massaro e Borrelli, ha illustrato il meta-progetto, ovvero l’idea futura della viabilità urbana di Casamassima. Una idea abbastanza futura, per il momento, visto che l’obiettivo è quello di coinvolgere sul territorio le associazioni, le scuole, i tecnici, le persone insomma, che potrebbero collaborare a ridisegnare gli spazi. “Ci vorranno 7-8 mesi – ha puntualizzato durante l’incontro aperto al pubblico ma per la verità poco partecipato – e in questo tempo raccoglieremo i suggerimenti di tutti per costruire il progetto definitivo. Quello che abbiamo pensato – ha continuato – è una prima bozza”. Quanto costerà non è dato saperlo. “Non sappiamo – ha risposto – perché si tratta di progetti finanziabili dalla Regione ‘a sportello’, cioè senza un tetto fisso”. Come dire, chi arriva prima prende i soldi.

Spieghiamo ai cittadini. I finanziamenti di cui si parla sono quelli relativi al regolamento regionale n.6 del 2002, ovvero “Regolamento regionale per la realizzazione di opere finalizzate alla valorizzazione e allo sviluppo della mobilità ciclistica”, e la tipologia degli interventi prevede la realizzazione di reti, piste ciclabili e ciclopedonali, ponti ciclabili e sottopassi ciclabili, dotazioni infrastrutturali per la sicurezza degli incroci, parcheggi attrezzati (liberi e custoditi) o centri noleggio, segnaletica specializzata per il traffico ciclistico, strutture per l’intermodalità bici-trasporto pubblico, cartografia ad hoc, conferenze e attività culturali ed educative per promuovere la conversione al trasporto ciclistico, progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili turistici e via discorrendo. Come funzionano questi finanziamenti? “Gli interventi previsti dal piano – dice il regolamento – sono finanziati: dalla Regione con fondi propri, nell’ordine progressivo di ammissibilità del piano e fino a esaurimento delle risorse disponibili, in misura non superiore al 30% del costo ammissibile per l’intervento; dallo stato, in misura non superiore al 50% del costo ammissibile; dall’ente realizzatore dell’intervento, per la restante quota non superiore al 20%”. Ora, non abbiamo ancora visto nemmeno la bozza del bilancio preventivo del Comune (potrebbe essere approvato in consiglio nel mese di ottobre fermo restando i 20 giorni di consultazione da parte di tutti i consiglieri prima dell’approvazione), per cui non siamo in grado di verificare se questi soldi sono stati inseriti o previsti. Fatto, questo, che potrebbe non essere un dettaglio, visti i tempi di realizzazione eventuale (i 7-8 mesi di cui sopra). “Per concorrere alla formazione del piano di riparto – continua il regolamento – gli enti proponenti devono presentare, entro il 30 giugno a pena di esclusione la documentazione”. Tra cui – è specificato – “1 copia del progetto preliminare in originale; l’atto di approvazione del progetto da parte dell’ente proponente (la delibera di consiglio, ndr); la deliberazione dell’ente proponente attestante la disponibilità alla copertura finanziaria della quota a carico dell’ente”. Quindi, procedendo per ipotesi, la redazione del progetto è in itinere (7-8 mesi), la consultazione popolare fa acquisire punteggio (caratteristica della governance), la presentazione del progetto in Regione potrebbe avvenire entro il 30 giugno 2014, tempi di realizzazione (esecuzione dei lavori): massimo 6 mesi dal momento dell’ammissione l’inizio, massimo 2 anni per completare. In sostanza 2015-2016. Tempo di campagna elettorale. Uomo avvisato. 

[da La voce del paese del 28 settembre 2013]

Commenti  

 
#1 e poi... 2013-10-16 21:19
e poi ti svegli tutto sudato!
 

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