Domenica 16 Dicembre 2018
   
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MAGGIORANZA IN CRISI, MA L'OPPOSIZIONE NON SCHERZA

consiglio 30 set 2013

Se Atene piange, Sparta non ride. Il proverbio potrebbe fotografare abbastanza bene quel che è successo negli ultimi giorni ai partiti cittadini e alle coalizioni più suffragate alle ultime elezioni amministrative del maggio 2011. Se infatti nella maggioranza consiliare, ormai da mesi, proseguono mugugni e vere e proprie manifestazioni di malessere, con il sindaco che venerdì scorso ha incassato la fiducia dai suoi consiglieri ma non in maniera compatta, perché al momento del voto in aula sono risultati assenti Pietro Cristantielli (eletto nel Pdl ma da tempo dichiaratosi indipendente), e Nicola Vallarelli dell’Udc, con la nomina del nuovo assessore che ancora tarda ad arrivare dopo l’estromissione dalla giunta di Maria Montanaro a inizio dello scorso luglio, la componente della minoranza del Pd ieri non si è mostrata unita al momento del voto per l’approvazione del debito fuori bilancio riguardante i lavori di somma urgenza del palazzo ducale, il cosiddetto Castello. Al momento di esprimere favore o contrarietà nei confronti del provvedimento infatti, e dopo la dichiarazione di voto attraverso la quale il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Alessio Nitti, dichiarava che il provvedimento stesso sarebbe stato rigettato dal Partito democratico, Michele Loiudice e Gianni Rella, gli altri due rappresentanti del partito nell’assise cittadina, si sono pronunciati per l’astensione. Così, mentre Autonomia cittadina dal canto suo ha lasciato l’aula al momento della stessa votazione, e Nica Lilli di Sel (l’altra rappresentante della minoranza nell’assemblea cittadina) è risultata assente, non avendo proprio preso parte alla seduta di ieri mattina, il capogruppo del Pd e i suoi consiglieri hanno espresso un voto differente sull’argomento, con Nitti come detto orientatosi sul no e Rella e Loiudice che hanno optato per l’astensione.

Una differenza di scelte, quest’ultima, che ha mandato su tutte le furie il capogruppo Alessio Nitti che, pur preferendo non rilasciare alcuna dichiarazione a caldo, ha abbandonato irritatissimo l’aula consiliare, aprendo di fatto una grossa frattura all’interno della componente consiliare del Partito democratico. Nelle prossime ore, probabilmente, arriveranno le spiegazioni e le motivazioni ufficiali di tutti e tre i rappresentanti del Pd in consiglio, che chiariranno il perché si sia venuta a creare questa situazione. Il segretario cittadino del partito, Andrea Palmieri, ha intanto precisato che “la linea seguita da Alessio Nitti in merito alla questione è quella che era stata concordata all’interno del partito. Se Rella e Loiudice hanno poi fatto una scelta diversa – ha detto ancora – adesso dovranno spiegarla agli organi interni del partito democratico”. Non sarebbe una sorpresa se Nitti minacciasse le dimissioni.

Intanto, ieri pomeriggio, dopo la sospensione per la pausa pranzo, alle 16, la seduta non è mai ripresa per mancanza del numero legale. La seconda convocazione, dunque, slitta a domattina alle 9 per la discussione degli altri punti all'ordine del giorno e delle interpellanze della minoranza (e dunque attesa è la decisione del Pd).

Commenti  

 
#28 Franco Pastore 2013-10-09 10:54
Per Vito Cassano
Come sempre parole sagge ed equilibrate. Grazie per il contributo.
 
 
#27 vito cassano 2013-10-08 17:37
Caro alfiere sono disponibilissimo per una rilettura di questo ventennio rileggendolo passo dopo passo e contestualizzandolo.
 
 
#26 Alfiere Nero 2013-10-08 14:31
6. Il centrosinistra in questi 19 anni è stato inerte, bloccato, diviso al suo interno, rassegnato al peggio dell’inconcludenza. Ne ha a fatto le spese una vastissima paltea di cittadini. Nel frattempo, i soggetti socialmente deboli, senza più stipendio, ma ancora senza pensione (uno dei capolavori del governo Monti è la tragedia degli esodati, per la quale né il ministro, né il premier hanno sentito il dovere, dettato dalla semplice decenza, di dare le dimissioni; né il Capo dello Stato ha mai chiesto pubblicamente conto, dell’incredibile vicenda, a Monti o alla Fornero, tecnici di sua fiducia, tecnici della scienza del tempo perduto).
e indifferente, quando non anche ostile e spietata nei loro confronti.
7. Che cosa può pensare un operaio della FIOM o un altro lavoratore di qualsiasi altra azienda , lasciato fuori dallo stabilimento, insieme al suo Segretario Landini, mentre l’Amministratore delegato della FIAT Marchionne incontra i rappresentanti delle altre Confederazioni sindacali ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Monti, il cui governo era sostenuto dal voto determinante del PD?

Horror vacui ad infinitum
 
 
#25 Alfiere Nero 2013-10-08 14:30
Caro Cassano,

Tu dici di aver azzeccato l’epilogo berlusconiano ( ancora incompiuto ), la fine del parlamento tricefalo e per usare un eufemismo l’anomala maggioranza del governo Letta già dal maggio 2013?
Non per vantarmi, ma già dal 1994 avevo previsto che B. ci avrebbe portato alle macerie e perfino che avrebbe fagocitato AN. Molti amici e non, parenti, mi riconoscono quella “preveggenza”.
Forse Andrea Palmieri non lo ricorderà, ma al futuro segretario del PD casamassimese, allora ancora imberbe ma sveglio, nei cenacoli estivi all’aperto di Viale della Libertà, ovverosia Peres Club, gli dissi dell’errore madornale che il PDS stava commettendo nel considerare eleggibile B. nonostante la legge del 1957 lo vietasse; e perfino legittimarlo come avversario politico ( vedi D’ Alema ).

In estrema sintesi ti rispondo
PARS CONSTRUENS

Berlusconi è stato “arrestato” dal Parlamento grazie al popolo degli iscritti ( in netta flessione ), attivisti e militanti del PD e Occupy PD che non avrebbero tollerato un’ altro favore al caimano. La presa di coscienza del partito di Epifani è avvenuta anche grazie all’ondata di protesta della base e alle minacce di fughe dell’elettorato. Per adesso siamo solo alla Giunta. Vedremo.
Ricordo che Previti dopo la condanna restò in carica per 14 mesi prima di essere cacciato dal senato anche per volontà dei DS. Anzi, l’avvocato di Previti era Giovanni Pellegrino, dalemiano, presidente Ds della provincia di Lecce, già senatore per varie legislature ed ex presidente della commissione Stragi. Ripassati la matassa di questa vicenda.


PARS DESTRUENS ( o collateralismo )


1. Negli ultimi 19 anni, i favori del centrosinistra a Berlusconi vanno dal conflitto di interessi alle concessioni televisive fino alla legge Gasparri. E, last but not least, la votazione dello scudo fiscale.
2. Prodi è l’unico ad aver battuto il Pd e B. due volte, e per il Quirinale l’hanno impallinato in 101. E’ giusto fare un congresso senza che si palesino i giuda?
3. Bersani è stato il settimo leader messo al rogo dal centrosinistra in 19 anni, mentre a destra c'è stato solo B o si è permesso che ci fosse.
4. Ma questi del centrosinistra sbagliano ininterrotamente da 19 anni o sono 19 anni che sono d'accordo con Berlusconi?
5. La definizione del PDL come “partito-azienda” rappresenta un delicato eufemismo, laddove si tratta, in realtà, di “partito personale”, con tanti saluti all’art. 49 della Costituzione scritta per i cittadini - contribuenti di “diritto comune”. Quindi, in assenza di una destra presentabile, la sinistra italiana, incapace di risolvere, e addirittura di porre, la questione del conflitto di interessi, lungo l’agonia di diciannove (19) anni, merita abbondantemente questo castigo e questa vergogna. Un inno al collateralismo: Similis cum similibus facillime congregantur…
 
 
#24 Alfiere Nero 2013-10-07 17:42
6. Il centrosinistra in questi 19 anni è stato inerte, bloccato, diviso al suo interno, rassegnato al peggio dell’inconcludenza. Ne ha a fatto le spese una vastissima paltea di cittadini. Nel frattempo, i soggetti socialmente deboli, senza più stipendio, ma ancora senza pensione (uno dei capolavori del governo Monti è la tragedia degli esodati, per la quale né il ministro, né il premier hanno sentito il dovere, dettato dalla semplice decenza, di dare le dimissioni; né il Capo dello Stato ha mai chiesto pubblicamente conto, dell’incredibile vicenda, a Monti o alla Fornero, tecnici di sua fiducia, tecnici della scienza del tempo perduto).
e indifferente, quando non anche ostile e spietata nei loro confronti.
7. Che cosa può pensare un operaio della FIOM o un altro lavoratore di qualsiasi altra azienda , lasciato fuori dallo stabilimento, insieme al suo Segretario Landini, mentre l’Amministratore delegato della FIAT Marchionne incontra i rappresentanti delle altre Confederazioni sindacali ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Monti, il cui governo era sostenuto dal voto determinante del PD?


Horror vacui ad infinitum
 
 
#23 Alfiere Nero 2013-10-07 17:42
Caro Cassano,

Tu dici di aver azzeccato l’epilogo berlusconiano ( ancora incompiuto ), la fine del parlamento tricefalo e per usare un eufemismo l’anomala maggioranza del governo Letta già dal maggio 2013?
Non per vantarmi, ma già dal 1994 avevo previsto che B. ci avrebbe portato alle macerie e perfino che avrebbe fagocitato AN. Molti amici e non, parenti, mi riconoscono quella “preveggenza”.
Forse Andrea Palmieri non lo ricorderà, ma al futuro segretario del PD casamassimese, allora ancora imberbe ma sveglio, nei cenacoli estivi all’aperto di Viale della Libertà, ovverosia Peres Club, gli dissi dell’errore madornale che il PDS stava commettendo nel considerare eleggibile B. nonostante la legge del 1957 lo vietasse; e perfino legittimarlo come avversario politico ( vedi D’ Alema ).

In estrema sintesi ti rispondo

PARS CONSTRUENS

Berlusconi è stato “arrestato” dal Parlamento grazie al popolo degli iscritti ( in netta flessione ), attivisti e militanti del PD e Occupy PD che non avrebbero tollerato un’ altro favore al caimano. La presa di coscienza del partito di Epifani è avvenuta anche grazie all’ondata di protesta della base e alle minacce di fughe dell’elettorato. Per adesso siamo solo alla Giunta. Vedremo.
Ricordo che Previti dopo la condanna restò in carica per 14 mesi prima di essere cacciato dal senato anche per volontà dei DS. Anzi, l’avvocato di Previti era Giovanni Pellegrino, dalemiano, presidente Ds della provincia di Lecce, già senatore per varie legislature ed ex presidente della commissione Stragi. Ripassati la matassa di questa vicenda.


PARS DESTRUENS ( o collateralismo )


1. Negli ultimi 19 anni, i favori del centrosinistra a Berlusconi vanno dal conflitto di interessi alle concessioni televisive fino alla legge Gasparri. E, last but not least, la votazione dello scudo fiscale.
2. Prodi è l’unico ad aver battuto il Pd e B. due volte, e per il Quirinale l’hanno impallinato in 101. E’ giusto fare un congresso senza che si palesino i giuda?
3. Bersani è stato il settimo leader messo al rogo dal centrosinistra in 19 anni, mentre a destra c'è stato solo B o si è permesso che ci fosse.
4. Ma questi del centrosinistra sbagliano ininterrotamente da 19 anni o sono 19 anni che sono d'accordo con Berlusconi?
5. La definizione del PDL come “partito-azienda” rappresenta un delicato eufemismo, laddove si tratta, in realtà, di “partito personale”, con tanti saluti all’art. 49 della Costituzione scritta per i cittadini - contribuenti di “diritto comune”. Quindi, in assenza di una destra presentabile, la sinistra italiana, incapace di risolvere, e addirittura di porre, la questione del conflitto di interessi, lungo l’agonia di diciannove (19) anni, merita abbondantemente questo castigo e questa vergogna. Un inno al collateralismo: Similis cum similibus facillime congregantur…
 
 
#22 vito cassano 2013-10-07 10:29
Caro Alfiere
Ti faccio presente che “La voce del paese” (n°17 4/5/13) ha pubblicato una mia nota dal titolo “chi ARRESTERA' Berlusconi, il Parlamento o Gianni Letta?” nella quale scrivo, tra l'altro, riferendomi alla nascita del governo Letta: “Capisco perfettamente che leggere le novità e positività di questa nuova fase politica (per l'altissimo spessore qualitativo) è difficilissimo; a tal fine suggerisco di ascoltare le dichiarazioni di Vendola comprese le risposte ai giornalisti, all'uscita dell'incontro tenuto con Letta, è una lezione magistrale di come mettere in coerenza ed equilibrio l'essere uomo di Stato, capo di partito, uomo di governo, uomo di parte, in questo tempo ed in questo luogo; ve lo consiglia uno che stima Vendola come il più sagace dei concorrenti politici.” Ritengo, alla luce di quanto successo in questi giorni, di averci un po' azzeccato! Berlusconi è stato arrestato dal Parlamento. Questo è stato possibile grazie ai mutati rapporti di forza che per venti anni (anche grazie alla inconcludenza fondamentalista) sono stati favorevoli non ad un centro-destra liberista ed europeista, ma alla regressione verso il culto della personalità, alla imposizione muscolare delle proprie politiche; altro che “collateralismo”! Il centro sinistra (nella accezione più ampia) si è accapigliato su chi fosse più a sinistra, dividendosi e indebolendosi sempre più; e quando è riuscito in qualche modo ad aggregare forze di un liberismo riformista moderato e raggiungere un minimo di maggioranza, gli esegeti, sulla purezza e sulla radicalità ideologica (e non era il solo Turigliatto, altrimenti perché poi RC si è divisa?), hanno oggettivamente favorito l'oggi perdente Berlusconi. E che dire di Santoro e Travaglio e di quanto il loro “Servizio Pubblico “ ha prodotto nella recente campagna elettorale? Del resto, permettimi la riflessione, quali sono i criteri di valutazione che ti permettono di qualificare i voti di astensione del PDL in Puglia o di SEL (VEDI ILVA) in Parlamento come “collaterali” o meno?
 
 
#21 vito cassano 2013-10-07 09:00
Carissimo Franco, credo che rispondendo ad Alfiere ho risposto anche alla prima parte delle tue considerazioni. Come ben sai sono assolutamente convinto che è necessario cercare sempre le sinergie possibili rispettando l'autonomia e l'identità di ognuno. E' per questo che ritengo assolutamente legittimo che in questa circostanza le tre opposizioni abbiano scelto atteggiamenti diversi per esprimere il proprio dissenso sul debito fuori bilancio. Se Autonomia Cittadina si allontana dall'aula per sottolineare che “...questa maggioranza, sorda a ogni tentativo di collaborazione, arroccata ..omissis... a difendere posizioni palesemente indifendibili...” (La voce del 22/2/13 in risposta alle illazioni giornalistiche circa un coinvolgimento di A.C. in giunta ndr) e Sel (non ne conosco ancora le ragioni) preferisce non presentarsi, il PD (con Nitti) affronta a viso aperto la maggioranza con il proprio NO secco anche se apparentemente indebolito dall'astensione degli altri due consiglieri del gruppo. E perché mai non dovrebbe e non dovrei essere orgoglioso di tanto ardire rivendicandone la unicità! Del resto se ripeti con convinzione che “A.C. è nata per contrapporsi alle logiche dei partiti, nessuno escluso, ai metodi di coloro che hanno amministrato e amministrano, che hanno ridotto la nostra città ad una enorme “pattumiera” in senso lato, senza speranza né identità” a nessuno deve essere consentito di censurarti. La questione è un'altra: Il Centro destra di Casamassima ha fallito; è urgente che si prepari il “terreno comune di programmi, azioni e metodi” perché rimango convinto che si debba cercare di mettere insieme le cose che uniscono, ma soprattutto perché l'esperienza di questi ultimi anni ci deve insegnare che si deve abbandonare ogni ipotesi di autosufficienza nella consapevolezza, (personalmente mi batto per questo) anche per noi del PD, che “Nostri alleati potranno essere soltanto coloro che guardano agli interessi della collettività e non della propria bottega.”
 
 
#20 Alfiere Nero 2013-10-06 20:27
Caro Cassano,

Rispondo alla tua onesta provocazione.

Nel 2007, le elezioni politiche si sarebbero tenute la primavera del 2008 e Veltroni espose al Lingotto di Torino il programma del nuovo PD.

Le prospettive erano: propensione maggioritaria, riforme strutturali per la modernizzazione del paese, lotta contro la discriminazione, libertà religiosa, lotta alle mafie, le lobby e i monopoli. Un partito nè post-comunista né post-popolare, ma riformista e innovatore. Il tessuto popolare del mezzogiorno era l'obiettivo primario. L'informazione a tappeto del popolo lo strumento per uscire dalle secche della prima repubblica con la sua eterna dominanza partitocratica e liberazione degli influssi populisti di B. della seconda.

Mi tornarono in mente Turati, Gobetti, il socialismo riformista dei fratelli Rosselli, il liberalsocialismo di Guido Calogero e infine Norberto Bobbio, Piero Calamandrei e Galante Garrone. Essi furono gli ispiratori del riformismo italiano.

Non ricordo chi, parlò di un PD cappuccino: sapietemente dosato di latte e caffè. Liberalismo e socialismo. Il PD deve avere un'anima di sinistra, appunto il caffè; il seme del caffè. Il Pd deve diventare un partito liberal-socialista se vuole vincere. Questo è il mio grano, o meglio il mio seme di caffè. Se quella dose di caffè fosse Vendola, cioè il socialismo riformista non sarebbe un evento positivo? Insomma il liberalsocialismo per ritornare a vincere ed emendarsi del collateralismo al centrodestra di questi ultimi vent'anni; non il PD di sinistra allo champagne connivente con B.

L'onestà intellettuale, quando si affrontano problemi di tale natura, deve presidiare, senza soluzione di continuità e prima ancora che entrino in campo la ragione e le ragioni degli altri, il prologo e l’epilogo della discussione. Così come avviene sempre tra persone serie.

Non tutti possono condividere questi miei pensieri, emozioni. Io dico, teniamoceli stretti, come un passaporto, come un viatico di tenerezza e di capacità d'ascolto. Ne abbiamo bisogno, per il bene della sinistra.
 
 
#19 vito cassano 2013-10-06 07:32
se Alfiere fosse Alfiere, saprebbe separare il grano dal loglio
 
 
#18 vito vacchiano 2013-10-05 16:46
grande Alfiero Nero,non so chi Tu sia,penso solo che Tu sia come me un degli ultimi Compagni ex Comunisti rimasti,che non significa essere mangiatori di bambini,ma essere nella comunità,fra la gente e per la gente,di quella gente che ha bisogno,che la politica nazionale,regionale provinciale e comunale ha affamato e impoverito sempre piu'.
 
 
#17 Alfiere Nero 2013-10-05 11:29
Caro Cassano,

In sillogismo "scanziano" Vacchiano mi ha battuto.
Il vero "scanzismo" è irridente e dissacrante. Il mio "scanzismo" però, come suppongo quello di Vacchiano, è malinconico, e nostalgico del tempo che fu.
 
 
#16 vito vacchiano 2013-10-04 15:40
Questa è la storia di quattro persone,chiamate Ognuno,Qualcuno,Ciascuno e Nessuno.
C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno l'avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo ma Nessuno lo fece.
Finì che Ciascuno incolpò Qualcuno perché Nessuno aveva fatto ciò che Ognuno avrebbe potuto fare.
(ogni riferimento a persone o politici e fatti realmente accaduti è puramente casuale......a proposito Tu politico come ti chiamo?)
 
 
#15 vito cassano 2013-10-04 11:58
Carissimo Alfiere, non riesco a individuare quale mia affermazione ti abbia indotto allo “Scanzismo”; la mia era semplicemente una valutazione politica della situazione, che ritengo necessario venga chiarita sia da Rella che da Loiudice non solo al Partito che ha permesso loro di essere eletti (non fosse altro che per questione di lealtà e correttezza nei confronti di quegli elettori che votando PD hanno permesso loro di essere eletti), ma anche nei confronti di coloro che hanno avuto fiducia in loro ed hanno votato PD. In sostanza se i due consiglieri hanno avuto le loro valide ragioni (che ancora non conosco) di votare diversamente in questa circostanza è una cosa; se non riconoscono più Nitti quale loro capogruppo è un'altra; se non intendono far più parte del gruppo Pd è un'altra ancora; insomma da cittadino, iscritto, dirigente Pd questa necessità di chiarimento non mi pare sia così stalinista come a taluno appare. O no? Da attivo protagonista della “Rivoluzione” basagliana credo che la conseguenza logica di quella rivoluzione culturale sia che la “follìa” non può che essere tra noi. Francamente spero che presto ci si accorga che, come ogni “strumento” di riforma, anche la 180 debba subire quel processo di ripensamento sulla base della esperienza concretizzata e dei problemi che ha prodotto. Ma questo è altro problema. A presto.
 
 
#14 Antonio M. 2013-10-04 06:45
E' partita la campagna di delegittimazione stalinista del povero Loiudice. Non conosco i motivi per i quali ha votato diversamente da Nitti, ma se militi nel PD di estrazione, tradizione e cultura stalinista devi mettere in calendario che ti distruggeranno delegittimandoti e isolandoti ( leggete Sangue, Sesso e Soldi di G.Pansa) per capire quello che affermo.
 
 
#13 Curiosone 2013-10-04 06:41
Siccome fate commenti ma avete poca memoria, ricordo a voi tutti che qualche anno addietro, non molti per la verità, Birardi e Loiudice militavano nello stesso partito.
 
 
#12 Franco Pastore 2013-10-03 21:45
Purtroppo invece il tuo PD, con i suoi rappresentanti, o per assurgere al ruolo di prima donna, o forse per recuperare consensi perduti, o per altri motivi che mi sfuggono, ogni tanto mostra una faccia che annulla quello che di buono si tenta di costruire, rendendo difficoltoso il percorso.
Sorvolando su alcuni episodi passati che tu dovresti conoscere, ti ricordo l’ultima incauta uscita del capogruppo Nitti, tratta dalle dichiarazioni rese alla “Voce del Paese” e pubblicate il 2 marzo 2013, all’indomani delle votazioni politiche. Alla domanda se sulla débacle politico – elettorale del PD locale, avesse influito un’opposizione troppo debole in Consiglio Comunale, egli risponde asserendo che “gli unici a fare opposizione nelle sedute dell’assise cittadina siamo noi del PD. Le interpellanze più importanti le presenta il PD, le altre forze di minoranza mi sembrano avere un atteggiamento più tenero”. Noi di Autonomia Cittadina abbiamo chiesto al PD: è il Nitti portavoce del partito, è il pensiero del gruppo consiliare (cioè Rella e Loiudice compresi), o parla per sé? Ad oggi non abbiamo avuto risposte ufficiali. Come vedi è un fastidioso ritornello.
Con immutata stima, ti saluto.
Autonomia Cittadina
 
 
#11 Franco Pastore 2013-10-03 21:43
Per Vito Cassano,
leggo il tuo post e, pur condividendo molti passaggi, mi sento in dovere di fare alcune riflessioni su questioni che riguardano essenzialmente Autonomia Cittadina e i rapporti con il resto dell’opposizione, PD in particolare. Cercherò di essere sintetico con l’intento di evitare fraintendimenti e/o dare l’impressione di esprimere giudizi su una problematica tutta interna al PD; perché questo è, perché questo oggi si è manifestato, con ricadute di immagine che permettimi, non ritengo riguardino il nostro gruppo. E ti spiego il perché:
Analizzando il tuo teorema, ho la sensazione che manchi la formula finale: il PD (partito) non è in crisi perché ha concordato con Nitti la linea da seguire, ma la crisi riguarda il gruppo consiliare che ha deciso atteggiamenti diversi in quanto Rella e Loiudice sono stati eletti come indipendenti. Il capogruppo Nitti è in linea con il partito, gli indipendenti non sono d’accordo con Nitti e quindi (formula mancante), con il partito di cui lo stesso Nitti e rappresentante autorevole e portavoce in Consiglio. O no?
E poi, senza voler fare l’avvocato di nessuno, ti chiedo: ma essere indipendenti avrà pure un significato, può comportare qualche rischio nella lista di un partito così fortemente connotato e strutturato, oppure si considerano buoni soltanto i consensi che questi signori raccolgono?
Detto ciò, mi preme soprattutto esaminare il tuo passaggio, quando ti interroghi sulla frammentazione dell’opposizione e delle loro rappresentanze in Consiglio che “…se non trovano un terreno comune di programmi, azioni e metodi, questi episodi sono destinati a ripetersi”. Non hai certamente torto ma, caro Vito, mi sembra superfluo ricordare a te e ad altri che A.C. è nata per contrapporsi alle logiche dei partiti, nessuno escluso, ai metodi di coloro che hanno amministrato e amministrano, che hanno ridotto la nostra città ad una enorme “pattumiera”, in senso lato, senza speranza né identità.
L’aver firmato congiuntamente in maniera “convintissima” la mozione di sfiducia al Sindaco, e l’aver condiviso con il PD, SEL RIF IDV, altre battaglie, a cominciare da quella contro l’accorpamento delle scuole, non significa che la nostra idea politica sia cambiata. Ben altro ci vuole per convincerci e ci auguriamo che questo avvenga, perché è nostro dovere guardare al futuro con ottimismo e batterci per consegnare un paese migliore ai nostri figli. Nostri alleati potranno essere soltanto coloro che guardano agli interessi della collettività e non della propria bottega.
 
 
#10 Alfiere Nero 2013-10-03 14:31
P.S.: Ho usato la parola caos facendo le debite proporzioni fra la situazione Casamassimese ( comunque poco edificante ) e quella nazional-parlamentare ( vera suburra ). Ma soprattutto perché, il giorno in cui ho postato la mia riflessione, mi sono imbattuto nell’ennesima situazione di pressapochismo creatasi presso la scuola materna Don Milani del mio bimbo, riguardo al passaggio per i buoni mensa dal cartaceo alla service card. Una totale assenza di coordinamento fra comune e circolo scolastico. Io e la maestra del mio bimbo abbiamo condiviso lo stesso pensiero: riflesso del caos nazionale rappresentato dai continui ricatti ed estorsioni di B. che tenevano in fibrillazione il governo nazionale. Ci sarà anche a Casamassima lo Spartacus che libererà gli schiavi pidiellini? Casamassima sarà deberlusconizzata? Quando ascoltavo Birardi durante la campagna elettorale e guardavo chi lo applaudiva, mi dicevo: Basaglia ha fatto una bella cazzata.

La destra a Casamasssima non esiste più da quando è stata imbastardita da B. Il PD paesano? Deve seguire le riflessioni di Vacchiano. Non so perché, ma quando lo incontro mi fa venire in mente Gramsci: la presenza fissa e mitica nella casa di mio nonno. Forse perché mi rimanda ad un’altra figura della vera sinistra casamassimese: Vincenzo Monfreda. Forse sono solo un sentimentale.

E a livello nazionale il PD si democristianizzerà? Anche il PD è stato infettato: è debole e disunito e ha poco di sinistra; il filo rosso che l’ha unito a B. in questi ultimi vent’anni lo ha reso poco credibile agli occhi attenti dichi ha memoria storica. Un Congresso che inizia senza che si palesino i 101 traditori di Prodi è quasi un messinscena. Barca e Cuperlo i più credibili.

Troppi interrogativi dunque. Non è ancora tempo di levare i calici. B., da caimano qual è, non lascerà la scena così facilmente. Metodi Boffo e ricatti sono in stand-by….
 
 
#9 Alfiere Nero 2013-10-03 12:15
Caro Cassano ho compreso la tua analisi e la condivido: non mi resta che dirti…

Stimo te, Alessio e Andrea.
Tu, Alessio e Andrea stimate Loiudice e Rella ( altrimenti perché sarebbero del PD se pur indipendenti?)
Io conosco poco Loiudice e Rella.
Il classico syllogismus interruptus.
A presto
 

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