CRONACA DEL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE. PARTECIPAZIONE DEL POPOLO

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Una gran folla per assistere alla ‘prima’ del consiglio comunale. Si è tenuta ieri pomeriggio, in piazza Aldo Moro e davanti a una nutrita schiera di uditori, la prima assemblea cittadina convocata dopo le ultime amministrative andate in scena il mese scorso. Ad aprire i lavori della seduta, Giovanni Rella, candidato nelle file del Pd durante l’ultima tornata elettorale, in virtù del suo ruolo di consigliere anziano (titolo che spetta al maggior suffragato). Rella ha dato inizio alle operazioni previste dalla legge, per poi accomodarsi tra i banchi dell’opposizione quando il consiglio comunale ha eletto suo presidente Rino Carelli. Quest’ultimo ha ottenuto la carica, alla quarta votazione, aggiudicandosi proprio il ballottaggio con Rella con il risultato di 9 voti a 4 e un astenuto. Per arrivare all’ufficializzazione dell’incarico di Carelli sono state necessarie 4 votazioni, dato che nelle precedenti non erano stati ottenuti i due terzi dei voti richiesti dalla legge. Alla quarta votazione, invece, basta conseguire il maggior numero di preferenze, e Carelli come detto ne ha raccolte 9 acquisendo il diritto alla presidenza.

giovanni rella

Ma la seduta si è aperta subito con una sorpresa, dato che nel momento in cui è stato annunciato l’inizio delle operazioni di voto che hanno portato all’elezione di Carelli, i consiglieri del Pdl Franco Pignataro e Antonio Lucio Episcopo, assieme al collega Nicola Vallarelli dell’Udc, hanno abbandonato i banchi non esprimendo alcuna preferenza. “Da parte nostra – ha poi spiegato a tal proposito Pignataro – non c’è nessun problema né col sindaco Mimmo Birardi, né con la maggioranza di cui facciamo parte. Non abbiamo partecipato alla votazione, soltanto perché quando è stato scelto Carelli come presidente noi non siamo stati coinvolti in questa decisione. Ciò però non toglie che appoggeremo il sindaco e la sua giunta”.

Vito Rodi, candidato sindaco di Autonomia cittadina, è stato invece indicato dall’assemblea come vicepresidente del consiglio comunale, anche qui in quarta battuta come per Carelli e anche qui con 9 voti a suo favore (il consigliere Giancarlo D’Addabbo ne ha ottenuti 4 e una scheda è rimasta bianca). “Espleterò i miei compiti – ha detto Carelli subito dopo la sua elezione - con equidistanza tra le parti e obiettività”.

Poi c’è stata l’ufficializzazione in consiglio degli incarichi assessorili – tutto si è svolto secondo quanto già anticipato dal nostro portale Casamassimaweb – e l’intervento del sindaco che ha indicato le linee programmatiche di mandato, puntando sul rilancio del nostro paese che – ha detto il primo cittadino – non può che passare, oltreché sugli interventi promossi dall’amministrazione, anche attraverso la collaborazione e il senso civico di tutti i cittadini.

Molto critici nei confronti delle linee programmatiche sono stati i consiglieri ed ex candidati sindaci Alessio Nitti e Giancarlo D’Addabbo, che hanno bocciato la linea tracciata a riguardo dal sindaco Birardi, mentre Rodi, anche lui ex candidato sindaco, ha preferito astenersi dalla relativa votazione. “Noi siamo qui per dare una mano al sindaco nel suo lavoro – ha detto Nitti – anche se il primo cittadino forse si chiederà se noi butteremo la palla in tribuna, come ha fatto lui durante i suoi 25 anni in consiglio comunale. Noi cercheremo di tenere Birardi inchiodato non con l’ostruzionismo, ma con altri mezzi. E se riterremo che il suo operato meriterà il nostro appoggio, glielo daremo. Ma proprio per questo non possiamo dare parere favorevole alle linee programmatiche da lui proposte”.

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D’Addabbo, invece, ha detto a riguardo che “piuttosto che di linee si è sentito parlare, peraltro in maniera molto generica, di punti. E dei punti, senza soluzione di continuità, non fanno una linea”. Vito Rodi, invece, si è astenuto “preferendo aspettare per conoscere l’evolversi della situazione e valutare meglio il da farsi nel futuro prossimo”. Il consiglio si è poi concluso con la nomina di  Vallarelli,  Laricchia e Rella a membri effettivi della commissione elettorale, con Fortunato, Cristantielli e Nacarlo come sostituti.